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Le reazioni italiane

3 gennaio 2026 di
Le reazioni italiane
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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 04/01/2026 13:00.

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«Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico». Così una nota di Palazzo Chigi dopo l’attacco Usa in Venezuela. Un commento arrivato dopo che nel primo pomeriggio Palazzo Chigi faceva sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni «segue con attenzione la situazione, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali».

Si sono da poco diffuse le notizie dell’ attacco degli Usa in Venezuela e della cattura del presidente Nicolas Maduro , che arrivano le reazioni della politica italiana. I primi a intervenire dall’opposizione sono stati Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Alleanza verdi sinistra , per chiedere la condanna da parte del governo italiano dell’attacco americano in Venezuela, che definiscono “gravissimo e inaccettabile”. Avs chiede anche la convocazione immediata delle commissioni Esteri, sostenendo che «Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale. Così il mondo scivola sempre più verso uno stato di guerra permanente».

Intanto Palazzo Chigi fa sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni «segue con attenzione la situazione, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali». E aggiunge: «Il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».

Mentre la leader dem Elly Schlein dopo aver sentito il ministro degli esteri Tajani per esprimere preoccupazione, e convoca una segreteria straordinaria per il pomeriggio.

Non tardano ad arrivare altre le prese di posizione ufficiali di Partito democratico. «Chiediamo al governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia», dichiara in una nota Giuseppe Provenzano , responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd. «Mai come oggi dobbiamo richiamare e riaffermare i nostri principi costituzionali, a partire dal ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» – continua il dem.

Il M5S chiama direttamente in causa il governo. «L’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica – scrive il presidente Giuseppe Conte – . Il governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali«. «Nè può valere di per sè a giustificare l’attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto», aggiunge Conte. Il Movimento ha inoltre scritto ai presidenti di Camera e Senato per chiedere lo svolgimento in Parlamento di una informativa urgente di Tajani.

In casa Lega spiccano le provocazioni di Roberto Vannacci e del senatore Claudio Borghi, entrambi contrari al nuovo decreto armi per l’Ucraina. «Ora Von der Leyen congelerà gli assetti finanziari Usa in Europa e farà un debito comune da 90 miliardi per mandare armi al Venezuela? Mentre Calenda si tatuerà la faccia di Maduro sull’altro polso, Merz, Macron e Starmer si riuniranno in un gruppo di volenterosi per mandare truppe a Caracas» scrive l’eurodeputato e vicesegretario della Lega su Facebook.

Il senatore leghista Claudio Borghi rilancia su X, commentandolo, un suo post del 16 novembre in cui affermava: «Ma se per caso gli Usa attaccassero il Venezuela che facciamo? Mandiamo 12 pacchetti di armi a Maduro?». A commento di queste parole oggi afferma: «Questo post era ovviamente una provocazione. Il mio intento era smascherare le ipocrisie della morale con cui molti dei sostenitori dell’invio di armi in Ucraina ammantavano il sostegno militare (che è una scelta politica legittima, non è IL BENE). Temo che oggi tornerà di moda»

Approva il rovesciamento di Maduro, il segretario di Azione Carlo Calenda, che però non ne condivide le modalità: «Buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione».

«Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione – afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi – . Ma l’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali. Anche in questo caso, si sente l’assenza di una Unione Europea forte – sottolinea Magi che chiede. al governo italiano chiediamo massima attenzione per gli italiani e in particolare per Alberto Trentini, il cui rilascio e il cui rimpatrio deve avvenire con la massima urgenza».

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Fonte principale: IlSole24OreLocal

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