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L’andamento dell’economia pugliese è rimasto debole

28 novembre 2025 di
L’andamento dell’economia pugliese è rimasto debole
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L’andamento dell’economia pugliese è rimasto debole

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 28/11/2025 15:44.

Nella prima parte del 2025 l’andamento dell’economia pugliese è rimasto debole. Nella media del primo semestre il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2024, un dato lievemente più basso di quello dell’Italia e del Mezzogiorno. I dati sono contenuti nel rapporto ‘L’economia della Puglia – Aggiornamento congiunturale’ a cura della divisione di Analisi e ricerca economica territoriale della sede di Bari della Banca d’Italia. Secondo il documento, “la crescita, di poco inferiore a quella media stimata per lo scorso anno (0,5%), è stata relativamente più intensa nel primo trimestre, per poi arrestarsi nel secondo”. L’economia regionale ha risentito “della debolezza della domanda interna, connessa soprattutto con i consumi finali, e di quella estera, legata alle tensioni commerciali sui mercati internazionali e all’instabilità geopolitica”. Passando ai diversi settori, nell’industria la dinamica delle vendite è stata debole. In particolare, hanno mostrato un andamento sfavorevole il comparto dei mezzi di trasporto, per il quale si è registrato anche un calo rilevante delle vendite all’estero, e il siderurgico, su cui incidono le vicende relative allo stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto. Di contro, l’attività è aumentata nel settore alimentare. Nel corso di quest’anno è proseguita anche la crescita nel settore delle costruzioni, più intensa nel segmento delle opere pubbliche, che ha continuato a essere sostenuto dagli interventi finanziati dal Pnrr. Anche l’andamento del mercato immobiliare è risultato positivo.

Nei primi sei mesi del 2025 “la situazione reddituale delle imprese pugliesi si è mantenuta complessivamente positiva, con livelli di liquidità ancora elevati. Dopo circa due anni di contrazione, la dinamica dei prestiti al settore produttivo si è stabilizzata, in presenza di un più basso costo del credito e di un recupero della domanda per investimenti, per poi rafforzarsi ulteriormente nei mesi estivi”. I dati sono contenuti nel rapporto ‘L’economia della Puglia – Aggiornamento congiunturale’ a cura della divisione di Analisi e ricerca economica territoriale della sede di Bari della Banca d’Italia. Secondo il documento, però, l’indebolimento del contesto congiunturale ha inciso sull’occupazione. Nel primo semestre di quest’anno il numero di occupati si è lievemente ridotto, interrompendo la fase espansiva registrata nell’ultimo quadriennio. Il calo ha riguardato sia i lavoratori autonomi sia i dipendenti. Le assunzioni delle imprese, al netto delle cessazioni, sono risultate inferiori per le posizioni a termine, mentre quelle a tempo indeterminato sono state superiori rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Secondo il rapporto, le richieste di utilizzo degli ammortizzatori sociali sono rimaste elevate, crescendo soprattutto nel settore della siderurgia.

“Permangono tutte le criticità del sistema industriale e del manifatturiero, a cominciare da siderurgia e automotive, e si delinea una fase di incertezza per il governo regionale della nuova legislatura. L’incertezza di questa fase è soprattutto quella delle persone che temono di perdere il lavoro, e quindi sicurezza, dignità, futuro”. Lo afferma il segretario generale della Cisl Puglia , Antonio Castellucci, commentando i dati sull’economia pugliese resi noti  dalla Banca d’Italia. Per Castellucci è “indispensabile recuperare i gap con le altre aree del Paese e dell’Europa e, quando il prossimo anno si concluderà l’apporto delle risorse del Pnrr, si dovrà fare i conti con risorse nazionali e comunitarie non illimitate” Nel frattempo, prosegue, “registriamo una riduzione del numero degli occupati pari allo 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, a fronte di una crescita del 2,2% nel Mezzogiorno e dell’1,4% in Italia. Nei primi sei mesi del 2025 il tasso di occupazione è sceso di 0,4 punti percentuali, attestandosi al 51,0%. È un dato più basso di quello nazionale e leggermente migliore del Mezzogiorno”. I segnali positivi arrivano “da turismo ed edilizia: settori che offrono ossigeno, ma che da soli non bastano a dare stabilità strutturale”. La risposta a questa situazione, conclude Castellucci, “non può che fondarsi sulla partecipazione, non come parola teorica, ma come impegno concreto e condiviso. Si rende necessario, un patto di responsabilità che coinvolga istituzioni, parti sociali, territori e comunità. Un patto che guardi al futuro con realismo, ma senza rinunciare alla speranza”.

Fonte principale: Quotidiano di Bari

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