Il diamante “Florentiner” appartiene all’Italia? Mistero fitto sui gioielli della corona Asburgo

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 24/12/2025 13:00.
Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com
Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com
Per decenni si è pensato che i gioielli della corona asburgica, asportati poco prima della fine della Grande Guerra e dell’implosione dell’Impero austro-ungarico dalla vetrina XIII della camera del tesoro del palazzo imperiale di Vienna, fossero andati perduti. La notizia diffusa da Karl Habsburg, attuale capofamiglia degli Asburgo e nipote dell’ultimo imperatore Carlo, che alcuni di quei preziosi manufatti sono invece custoditi in un caveau in Canada, ha messo in moto studiosi e giuristi, perché la convinzione che si tratti di proprietà privata di Carlo I e della moglie Zita di Borbone-Parma, non convince diversi storici di primo piano. E troppi sono i punti oscuri.
Carlo I Zita e il figlio Otto nel 1916 (Foto Heinrich Schumann)
Quando a inizio novembre 1918 vennero tolti dalla vetrina e portati in Svizzera, i pezzi erano ancora 38. Nella valigetta depositata in Canada ve ne sono 15. Alcuni di quei gioielli vennero venduti già nei primi anni del dopoguerra: contrariamente a Francesco Giuseppe e Sissi, Carlo I e Zita non disponevano di un grande patrimonio privato, cosicchè diversi preziosi vennero smembrati e passarono sicuramente di mano per far cassa, come ha ricostruito la storica Ilse Reiter-Zatloukal. Resta da capire però come mai le perle di Zita vennero affidate integre a Cartier per trovare acquirenti e invece altri manufatti vennero smontati e venduti a pezzi.
Nell’aprile del 1919 la nuova repubblica austriaca promulgò la cosiddetta “Legge Asburgo”, in virtù della quale esiliò la famiglia imperiale e ne inglobò il patrimonio, ad eccezione dei beni privati. I gioielli strettamente personali, sottolinea la storica Katrin Unterreiner, venivano tenuti al castello di Schönbrunn, e quelli della corona erano custoditi nella camera del tesoro in centro a Vienna. Tuttavia proprio quelli asportati dalla vetrina XIII, al momento dell’entrata in vigore della legge che espropriava i sovrani erano già fuori dal Paese. Un argomento portato da Karl Habsburg a sostegno della tesi che quei gioielli non possano essere rivendicati dallo stato austriaco. Tuttavia, fanno notare ancora gli storici che hanno approfondito la materia, nell’ultimo scorcio della guerra Carlo I aveva emanato una legge che proibiva l’esportazione di oro, argento, gioielli, perle e gemme, cosicchè i pezzi della Vetrina XIII avrebbero dovuto restare in Austria. L’imperatore violò la sua stessa legge? Non proprio, ha ribattuto Karl Habsburg in un’intervista con la TV austriaca ORF, perché il sovrano poteva fare delle eccezioni.
Enigmatica è anche la tempistica della ricomparsa dei gioielli in Canada. Dopo averli portati con sé oltreoceano nel 1940, Zita stabilì che la loro esistenza e la loro ubicazione avrebbero dovuto restare segrete fino al compimento del primo centenario della morte del marito: il primo aprile 2022 dunque, essendo Carlo I deceduto nell’esilio di Madera il primo aprile 1922.
Apparentemente solo due degli otto figli di Zita erano al corrente di quel corpus di gioielli: Robert e Rudolph, che poi informarono i propri figli. Non Karl, tuttavia, che sostiene di averlo appreso l’anno scorso dai cugini, dopodiché i necessari controlli, le perizie e i pareri legali hanno richiesto fino a questi giorni per poter dar corso alla rivelazione della loro presenza in Québec, nella certezza, così ritiene Karl, che si tratti di beni privati.
L’oggi 64enne, che è stato europarlamentare dal 1996 al 1999, non trova affatto curioso che lui, capofamiglia dal 2007, sia rimasto all’oscuro di tutto fino al 2024, e alla domanda diretta dell’anchorman Armin Wolf su cosa sia avvenuto alla corona di diamanti di Sissi, che era parte dei preziosi della vetrina XIII, ma manca nel corpus ritrovato, la risposta è stata un laconico: “Non lo so”.
Certo è che il ministro austriaco alla cultura e vicecancelliere Andreas Babler ha sùbito dato incarico all’avvocatura dello stato di indagare e appurare se vi siano le basi per una rivendicazione da parte della repubblica, una decisione che Karl si limita a commentare indicando come eventuale interlocutore per richieste di consegna allo stato austriaco, la fondazione che possiede il corpus di gioielli.
Diamante Fiorentino riutilizzato per uno spillone da capelli (Gioielli di famiglia Copyright: Nasuna Stuart-Ulin)
Per il pezzo più importante fra i quindici ancora esistenti, il diamante fiorentino da 137 carati portato a Vienna dal Granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, dal 1736 coniuge di Maria Teresa d’Austria, gli strascichi legali potrebbero essere tuttavia particolarmente complessi, come fa notare lo storico Oliver Rathkolb.
Già nel 1923 l’Italia aveva chiesto invano la restituzione del diamante, in base al fatto che era appartenuto ai Medici e che l’ultima loro discendente, Anna Maria Luisa, aveva disposto nel “Patto di Famiglia” controfirmato proprio da Francesco Stefano di Lorena nel 1737, che i beni preziosi accumulati nei secoli dalla dinastia medicea non potessero lasciare Firenze. Come suggerisce ancora Rathkolb, anche lo stato italiano potrebbe presumibilmente avanzare rivendicazioni e non solo sulla base di quello storico accordo.
L’idea manifestata da più parti, di creare velocemente una commissione indipendente, che dirima la questione sulla proprietà, vede Karl aperto, a patto che sia composta da esperti internazionali, ma il capofamiglia Asburgo confida che le ricerche non farebbero che confermare quanto già appurato dalle perizie di questi ultimi mesi.
In questo confuso contesto riemerge anche una notizia risalente al 30 luglio 1996: quel giorno Karl Habsburg venne fermato al confine austriaco perché rientrando in patria non aveva dichiarato un diadema con smeraldi e diamanti, rinvenuto nel suo bagaglio. La conseguenza fu solo una sanzione pecuniaria, ma quell’episodio potrebbe gettare un’ombra sui fatti di oggi.
Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.
Fonte principale: IlSole24OreLocal