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Il 30% degli italiani oggi non direbbe no al fascismo

22 dicembre 2025 di
Il 30% degli italiani oggi non direbbe no al fascismo
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Il 30% degli italiani oggi non direbbe no al fascismo

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 22/12/2025 13:00.

Quanto è forte, nell’Italia del 2025, la spinta contraria alla democrazia? Il Rapporto curato da LaPolis-Università di Urbino Carlo Bo , con Demos e Avviso pubblico, individua in una persona su cinque l’ampiezza del consenso sociale verso soluzioni autoritarie. Incluse quelle che rimandano, esplicitamente, all’esperienza del fascismo . Un’area che si allarga a circa una persona su tre, se includiamo gli incerti di fronte al bivio tra democrazia e autoritarismo . Se l’esperienza del Covid ci aveva stretti attorno alle nostre istituzioni, la componente di persone soddisfatte del funzionamento della democrazia è tornata, negli ultimi tre anni, sui livelli precedenti alla pandemia. Oggi, come 12 mesi fa, si attesta poco sotto il 40%. Segno di un perdurante disincanto, interrotto, o per meglio dire “sospeso”, solo dall’emergenza. La quota di chi sposa l’idea resa popolare da Winston Churchill – e cioè che, con tutti i suoi limiti, la democrazia sia comunque preferibile rispetto alle “alternative” – è rimasta stabile nel corso del tempo, sopra i due terzi della popolazione (67%). È nel rimanente “terzo” ad essere cresciuta la frazione di chi ritiene preferibile, almeno in alcune circostanze, un regime autoritario: dal 14% del 2015 al 23% di oggi. Una percentuale cresciuta a scapito di coloro che, fino a dieci anni fa, si dichiaravano indifferenti rispetto alla scelta tra diversi tipi di regime, e oggi sembrano essersi radicalizzati.

Quello che non conoscevamo, con precisione, è il significato attribuito dagli intervistati a quel termine: autoritarismo. Per questo, la nuova indagine ha sondato gli orientamenti rispetto ad una esperienza concreta, quella del fascismo. Rilevando misure praticamente sovrapponibili. Gli aperti nostalgici ammontano all’8%: per loro, un ritorno al “ventennio” sarebbe la “migliore soluzione possibile” per l’Italia. Si aggiunge il 14% di chi ritiene il fascismo una “buona soluzione, per un breve periodo”. Sommando queste due componenti, si arriva al 22%. Cui va aggiunto, anche in questo caso, un 8% di indifferenti. E non si tratta delle fasce più anziane della popolazione che, anzi, forse per vicinanza anagrafica e memoria storica, sono tra le meno in linea con questa opinione.

Le aperture in questo senso, infatti, crescono soprattutto nelle fasce centrali di età. Fra i 30 e i 55 anni, i giudizi positivi sul fascismo salgono ad oltre un terzo degli intervistati. E si impennano tra chi si si dichiara di destra (62%): va però sottolineata, a questo proposito, la netta distinzione, interna alla stessa area politica, tra chi invece si colloca a centro-destra (29%). Sorprendentemente trasversale rispetto a questi gruppi – sebbene più accentuata tra chi esprime una più convinta adesione ai valori democratici – è l’idea che comunque la democrazia italiana, nella fase recente, abbia conosciuto un processo di deterioramento. Il 58% delle persone interpellate dal sondaggio condivide questa posizione.

Fonte principale: Repubblica Ita Local

Io, unica atleta italiana di Wheelchair Motocross, ho scelto la carrozzina per essere libera