Foro di dialogo tra Italia e Spagna, interscambio oltre i 28 miliardi. Orsini: «Ue metta al centro le urgenze»

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 02/12/2025 13:00.
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«Serve che l’Europa sia più rapida e serve fare presto per non perdere quel terreno di competitività in confronto ad altri continenti in questo momento», ha sottolineato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini intervenendo al 21° Foro di dialogo Italia–Spagna . L’incontro è stato organizzato da Arel, l’agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta, con la Confindustria spagnola Ceoe e la Sbees degli industriali catalani. Bisogna «mettere al centro le urgenze, e occorre fare presto. Penso - ha spiegato Orsini - al mercato unico europeo, alla semplificazione del quadro regolatorio perché abbiamo la necessità di correre e rendere veramente competitivi in questo momento le nostre imprese. Si è toccato il tema dell’energia, sapete quanto per noi è fondamentale e ormai fuori scala il costo dell’energia per l’industria italiana. Io mi auguro un mercato unico europeo dell’energia, sperando di poter acquistare l’energia anche dalla Spagna a un costo sostenibile e fare presto anche in Italia con l’atteso decreto dell’energia». Orsini ha ricordato quindi il tema della Difesa unica europea : «Per riuscire a costruire - ha detto - quella filiera necessaria per essere anche qui più competitivi e mettere al centro un progetto europeo».
Il presidente di Confindustria ha parlato che dell’intesa con il Mercosur. «Sappiamo quanto è importante per noi l’accordo del Mercosur e ci auguriamo che il Parlamento europeo possa portare a termine la costruzione di questo accordo», ha affermato il presidente di Confindustria. Quanto all’export, ha detto Orsini, «perchè no anche l’India, perchè io credo che questi nuovi mercati in un momento come questo, dove magari abbiamo una possibilità di perdere un po’ di mercato verso gli Stati Uniti, possiamo recuperarlo in nuovi mercati costruendo nuovi accordi commerciali».
Tra Italia e Spagna, anche tra imprese, c’è «una alleanza strategica». È un «asset, un valore aggiunto, qualcosa in più che abbiamo». Ed «il fine ultimo è quello di stimolare la competitività dell’Unione Europea», ha affermto il leader degli industriali spagnoli, il presidente della Ceoe, Antonio Garamendi. «Abbiamo il potenziale di lavorare nella stessa direzione, per rafforzare l’economia e la competitività delle nostre aziende», ha spiegato, intervenendo al Foro. «Siamo orgogliosi del rapporto con i nostri omologhi italiani, di Confindustria: abbiamo un rapporto eccellente, abbiamo uno spazio importante per la difesa delle nostre economia». Alleanza che si allarga, ha aggiunto il presidente della confindustria spagnola, a tutta l’area del Mediterraneo, per «una causa comune». All’Europa ha indicato come priorità, tra l’altro, quelle di «ridurre i prezzi energetici e far sì che la neutralità tecnologica sia al centro dell’agenda». E serve «accelerare la creazione di una vera unione del risparmio e degli investimenti».
I legami economici tra l’Italia e la Spagna, viene fuori da alcuni dati pubblicati dal ministero degli Affari esteri, si situano su livelli di primissimo piano e i due Paesi non hanno mai smesso di rappresentare l’uno per l’altro mercati fondamentali, per merci, servizi e investimenti. I dati Istat relativi al 2024 fanno registrare livelli record per l’interscambio bilaterale, che, con quasi 68,5 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2023), supera anche i massimali raggiunti lo scorso anno. Rispetto al 2023 incrementano sia le esportazioni italiane, pari a oltre 34,5 miliardi di euro (+4,3%), che le nostre importazioni, pari a quasi 34miliardi di euro (+2,6%). Il surplus commerciale a favore dell’Italia si attesta a poco più di 620 milioni di euro. In termini relativi, la Spagna rappresenta il quarto maggiore partner commerciale per l’Italia a livello globale (scavalcando la Cina) e il terzo a livello Ue. Nel 2024, le principali voci di esportazioni italiane in Spagna si confermano i macchinari meccanici ed elettrici (28,3% del totale), la componentistica automotive (7,5%), le lavorazioni plastiche (4,9%) e i prodotti farmaceutici (4,8%). Per quanto concerne le importazioni italiane di beni spagnoli, la principale voce continua ad essere quella relativa alle automobili, seguita da prodotti ortofrutticoli e alimentari (in particolare, olio d’oliva) e oro.
Per quanto riguarda l’America Latina «Spagna e Italia possono esplorare quei mercati sia dal punto di vista commerciale che politico. Dobbiamo essere sempre più interlocutori e non lasciare quella parte del mondo ad una presenza cinese». Questa è l’esortazione arrivata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alla platea riunita a Roma per il Forum sul dialogo Italia-Spagna. «Noi con quella parte del mondo, come con quello africano, abbiamo dei legami storici, linguistici, valoriali e anche religiosi - ha detto - Lì Italia e Spagna dovrebbero, e dovranno, svolgere un ruolo ancora più pregnante. Anche all’interno dell’Ue possiamo spingere in quella direzione: si può fare molto di più in Sud America».
«Il tema della flessibilità è quello centrale», ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto . Intervenuto al Foro, parlando dei piani di revisione del Pnrr e delle politiche di coesione, ha posto l’accento su quanto sia «necessario individuare una politica che serve a ridurre le disparità territoriali», così come «rompere una rigidità del bilancio che rischiava di porre dei limiti molto importanti». Fitto ha accennato anche alle «sollecitazioni del presidente di Confindustria quando richiama alcuni obiettivi strategici» per indicare che una risposta può arrivare dall’opportunità per ogni Paese di adeguare i propri programmi, quindi le risorse, su «cinque nuove priorità, su base volontaria: difesa, acqua, casa, energia e competitività». S ono temi da inserire in «una visione più ampia», ha continuato Fitto, che guarda anche al «futuro prossimo bilancio 2028-2034, semplificato, flessibile, che sarà oggetto di confronto, all’interno del quale i politici di spesa sono pochi e molto chiari», puntando anche a «valorizzare le peculiarità di ogni singolo Stato membro»; e «con il secondo capitolo» su «innovazione, ricerca crescita, sviluppo», temi centrali per le imprese, al centro del Foro Italia Spagna.
Italia e Spagna sono di fronte alla sfida della difesa comune europea. Il generale Luciano Portolano , Capo di Stato maggiore della Difesa, nel suo intervento ha posto l’accento sul fatto che «anche sulla nostra area euro mediterranea si proiettano e si scaricano tensioni provenienti da regioni geograficamente lontane, come l’indo pacifico, l’artico e il Mar dei Caraibi». Di conseguenza «la difesa europea non può più essere considerata un combinato disposto di piani e segmenti strategici affastellati. Essa, piuttosto, deve essere intesa come un ecosistema profondamente radicato, integrato e condiviso tra i vari sistemi paese, che incida direttamente, a partire dall’efficacia degli strumenti militari, sullo sviluppo dell’intera economia continentale e su quelle degli stati membri, sull’autonomia decisionale, sull’autorevolezza e la capacità di esprimere la sovranità dell’Europa. una difesa interconnessa, globale, e multidimensionale come quella di oggi, richiede Forze Armate europee in grado di operare simultaneamente nei domini terrestre, marittimo, aereo, cibernetico e spaziale, producendo effetti in tutte le dimensioni… quella fisica ma, soprattutto in quella virtuale e quella cognitiva, dove la minaccia è quanto mai subdola e di difficile anticipazione. La sfida davanti a noi - ha continuato Portolano - è chiara: gestire insieme la complessità, aiutare a costruire la pace con responsabilità e lungimiranza, in un mondo in rapida evoluzione. Sono convinto – e sono certo che lo sia anche il mio collega Ammiraglio Generale, e caro amico Esteban (Teodoro Esteban Lòpez Calderòn, Capo di Stato maggiore della difesa della Spagna, ndr) – che le nostre due difese, e le nostre due nazioni, possano… e debbano, lavorare ancora insieme e a lungo in questa direzione…». A cominciare dalla cooperazione industriale che, ha ricordato Portolano, «rappresenta un fattore decisivo. basti pensare al programma Eurofighter, che costituisce un modello replicabile anche in altri settori tecnologici e capacitivi». «Un altro esempio significativo - ha aggiunto - è rappresentato dalle sinergie italo spagnole nell’ambito dei progetti Pesco... dei 74 progetti attivi, infatti, collaboriamo in 20, e ne coordiniamo sette».
Fonte principale: IlSole24OreLocal