Conti pubblici, anche Moody’s promuove l’Italia. Ecco i precedenti

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 03/01/2026 13:00.
21 novembre 2025 Aggiornato alle ore 23.15
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Anche Moody’s ha dunque deciso di alzare il rating del debito pubblico italiano, portandolo a Baa2 (da Baa3) con outlook stabile. La notizia potrebbe sembrare ormai abituale, dopo le sei promozioni già ottenute quest’anno dai BTp. Ecco i precedenti.
A fine ottobre, Scope ha portato da stabile a positivo l’outlook a fianco del BBB+ attribuito ai BTp. L’agenzia è stata convinta a migliorare le prospettive sui titoli di Stato italiani, pur senza muovere il proprio giudizio che rimane stabile dalla metà del 2021, da un incrocio di fattori, che partono dal ritorno nei conti italiani dell’avanzo primario (19,5 miliardi quest’anno, pari allo 0,9% del Pil) reso possibile dall’addio al Superbonus e dall’aumento costante delle entrate fiscali.
A metà dello stesso mese, l’agenzia Dbrs Morningstaralza ha alzato il rating dell’Italia a A (low) da BBB (High), con trend stabile da positivo. Il governo della premier Giorgia Meloni «si sta dimostrando stabile e credibile», con l’Italia che sta attraversando un «periodo di stabilità politica che garantisce maggiore prevedibilità nell’eleborazione delle politiche e credibilità nei suoi piani di bilancio» secondo Dbrs. L’innalzamento dei rating «riflette l’opinione di Morningstar Dbrs secondo cui la riduzione cumulativa delle vulnerabilità nel settore bancario e il miglioramento del settore estero hanno portato a un’economia più resiliente e il consolidamento fiscale proseguirà e contribuirà almeno a stabilizzare il rapporto tra debito pubblico e pil nel medio termine».
Il 19 settembre, Fitch ha promosso il rating dell’Italia , alzato a BBB+ da BBB, con outlook che passa a «stabile» da «positivo».
Il 23 maggio Moody’s ha alzato da «stabile» a «positivo» l’outlook che accompagna il Baa3. Un altro miglioramento nel giudizio che va apparentemente in contropelo rispetto alle acque agitate dei mercati internazionali.
L’11 aprile S&P ha alzato il rating dell’ Italia portandolo da BBB a BBB+ con outlook «stabile». Un voto che, come ha spiegato in quell’occasione l’agenzia di rating, ha premiato la stabilità politica e dei mercati. E se la crescita si fermerà allo 0,6% quest’anno, il rapporto debito-Pil si stabilizzerà poi a partire dal 2028. «Il governo della premier Giorgia Meloni, fra i più longevi della recente storia italiana, gode di un solido sostegno pubblico. Beneficia inoltre di una maggioranza parlamentare stabile e di limitate minacce di opposizione, il che rende probabile la sua permanenza al potere fino al 2027. Questa continuità politica ha contribuito a preservare la stabilità dei mercati finanziari e sostenere progressi costanti», ha sottolineato l’Agenzia.
Il 5 aprile Fitch ha confermato il rating BBB con outlook positivo per l’Italia. «Il rating dell’Italia - ha chiarito l’agenzia in quell’occasione - è supportato dalla sua economia ampia, diversificata e ad alto valore aggiunto, dall’appartenenza all’eurozona e da istituzioni solide rispetto alla mediana della categoria BBB. Questi punti di forza sono bilanciati da fondamentali macroeconomici e fiscali deboli, in particolare un debito pubblico molto elevato e un potenziale di crescita ancora basso. Le prospettive positive riflettono rischi fiscali e finanziari ridotti a medio termine da livelli di debito eccezionalmente elevati grazie a una migliore stabilità politica e gestione fiscale. Riflettono anche una certa resilienza e un margine di manovra di fronte a venti contrari alla economia e alla finanza pubblica derivanti da rischi esterni elevati e da incertezze geopolitiche».
Il 25 ottobre dello scorso anno l’agenzia Dbrs Morningstar ha confermato il rating BBB (high) per l’Italia e alzato il trend a positivo da stabile. In quell’occasione l’agenzia ha spiegato che la revisione è «legata al miglioramento della traiettoria fiscale di medio termine che mitiga i rischi associati al debito pubblico, che resta elevato».
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Fonte principale: IlSole24OreLocal