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Capodanno senza botti: ordinanze, appelli e sequestri record in tutta Italia

30 dicembre 2025 di
Capodanno senza botti: ordinanze, appelli e sequestri record in tutta Italia
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Capodanno senza botti: ordinanze, appelli e sequestri record in tutta Italia

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 30/12/2025 13:00.

Quest’anno, più che mai, il Capodanno italiano si tinge di responsabilità. Non solo per le ordinanze che vietano botti e fuochi d’artificio, ma anche per gli appelli delle associazioni animaliste e ambientaliste. Lndc Animal Protection ha lanciato la campagna “Il botto che cambia tutto? È quello che non fai” , invitando i sindaci a vietare petardi e fuochi e i cittadini a proteggere i propri animali. Enpa ricorda che i fuochi non sono un disagio passeggero: “Per gli animali è panico puro” , sottolinea la presidente Carla Rocchi , citando episodi come quello di Novara, dove i botti vicino a un canile hanno provocato una notte di paura e interventi veterinari.

Il Wwf aggiunge dati scientifici: le esplosioni causano traumi e fughe negli animali selvatici , stress negli animali domestici e inquinamento ambientale. Uno studio austriaco ha rilevato che il battito cardiaco delle oche selvatiche, nella notte di Capodanno, aumenta del 96% , mentre in Spagna il rumore ha alterato il ciclo riproduttivo dei passeri. E non è solo fauna: i botti rilasciano metalli pesanti e perclorati, contaminando aria, suolo e acqua . “Il Capodanno può essere una festa per tutti, anche per gli animali”, ribadiscono le associazioni, proponendo alternative come spettacoli di droni e giochi di luce.

A Imola , il sindaco Marco Panieri ha firmato il 22 dicembre un’ordinanza che vieta botti dalle 00:00 del 31 dicembre alla mezzanotte del 1° gennaio. A Bologna , Matteo Lepore ha esteso il divieto dal 24 dicembre al 7 gennaio, con ulteriori restrizioni nella notte di Capodanno sulla vendita di bevande in vetro e lattine. A Modena , il 29 dicembre è stato vietato l’uso di botti, spray urticanti e lanterne volanti fino al 2 gennaio, con multe da 50 a 300 euro.

A Termoli , il 22 dicembre è stata emanata l’ordinanza che chiude Corso Umberto I nelle notti festive e vieta botti e trasporto di artifici pirotecnici. Le sanzioni possono arrivare a 5.000 euro.

Capri e Anacapri hanno firmato il 22 dicembre ordinanze che vietano botti dal 20 dicembre al 6 gennaio, con multe da 25 a 500 euro. A Napoli , il sindaco Gaetano Manfredi il 29 dicembre ha disposto il divieto di fuochi, bottiglie in vetro e spray urticanti dalle 18 del 31 dicembre nelle aree di piazza Plebiscito, Municipio e lungomare. Benevento ha adottato misure simili il 23 dicembre.

A Venezia , il 22 dicembre sono stati vietati botti, alcol e spray urticanti nelle aree degli spettacoli, mentre a Pordenone il divieto è permanente per motivi di tutela animale.

A Taranto , il 22 dicembre è scattato il divieto di vendita e uso di botti illegali fino al 6 gennaio, con multe da 25 a 500 euro e sequestro del materiale.

Firenze , Lucca e Prato hanno firmato ordinanze tra il 24 e il 29 dicembre: stop ai botti e ai contenitori in vetro con orari variabili; Prato estende il divieto fino al 7 gennaio.

A Genova ordinanza firmata il 18 dicembre (periodo 22 dicembre–6 gennaio), ma sospesa dal Tar il 26 dicembre. Il Comune ha annunciato una nuova ordinanza specifica. A Imperia botti consentiti solo tra 00:00 e 1:00 del 1° gennaio, per tutelare persone fragili e animali. A Sestri Levante il 29 dicembre è entrata in vigore l’ordinanza che vieta petardi e botti dal 31 dicembre al 7 gennaio nel centro storico e durante gli assembramenti; stop anche al vetro nel 31 dicembre tra 21:00 e 7:00.

Ascoli Piceno , San Benedetto e Grottammare hanno adottato ordinanze il 24 dicembre: divieto assoluto di botti e mortaretti, con sanzioni fino a 500 euro e confisca del materiale. A Pesaro è stata emanata un’ordinanza valida dal 31 dicembre al 6 gennaio, che vieta botti nei pressi di piazza del Popolo, ospedali, canili e aree animali. Previsto divieto di vetro e alluminio e sanzione fissa di 150?euro.

A Venaria Reale , il 29 dicembre è stato vietato l’uso dei botti dal 30 dicembre al 3 gennaio, salvo quelli di categoria F1, dopo un grave incidente dello scorso anno. Nei Comuni della cintura sud di Torino (come Beinasco , Nichelino , Moncalieri , Trofarello ), sono state emanate ordinanze prima di Natale. A Trofarello, ad esempio, il sindaco Stefano Napoletano ha vietato il lancio di fuochi d’artificio il 31 dicembre e 1° gennaio, con multe fino a 500 euro.

Milano ha predisposto il 27 dicembre un piano di sicurezza: piazza Duomo transennata, ingressi contingentati, divieto di botti, spray e vetro dalle 13 del 31 dicembre. A Varese stop ai fuochi e botti dalle 00:00 del 31 dicembre alle 24:00 del 1° gennaio, ovunque in città (pubblico o privato) con sanzioni fino a 500?euro e sequestro del materiale. A Valbrona il 28 dicembre, il sindaco Luca Ghezzi ha firmato un’ordinanza che blocca fuochi e petardi dal 30 dicembre alle 14 fino alle 24 del 1° gennaio, con multe fino a 500?euro.

Nove comuni della Val di Fiemme hanno annunciato il 28 dicembre un’iniziativa congiunta contro i botti; a Trento , il 29 dicembre, ordinanza per accessi controllati e divieto di introdurre vetro, alcolici e materiale pirotecnico.

A Udine il 24 dicembre, il sindaco Alberto Felice De Toni ha firmato due ordinanze: una vieta botti ed alcolici in piazza Primo Maggio dalle 19 del 31 dicembre alle 4 del 1° gennaio e l’altra vieta i fuochi nel territorio comunale dal 24 dicembre al 6 gennaio.

A Orvieto , il 29 dicembre è stato vietato l’uso di botti in piazza Duomo dalle 20 del 31 dicembre alle 6 del 1° gennaio. Ad Assisi e Bastia Umbra sono state emanate ordinanze attive dalle 20 del 31 dicembre alle 8 del 1° gennaio (Assisi) e dalle 18 del 31 alle 14 del 1° gennaio (Bastia): fuochi, petardi e spray vietati, sanzioni 25–500?euro e confisca. Sottolineata la sicurezza in luoghi storici e la protezione degli animali. A Terni ordinanza in vigore dalle 16 del 30 dicembre al 1° gennaio, che vieta petardi e giochi pirotecnici in aree pubbliche e prossimità di canili, ospedali, luoghi sensibili. La sanzione è di 50?euro.

L’Aquila ha confermato il 27 dicembre il divieto in ambito urbano, con multe fino a 500 euro per tutte le festività.

Viterbo ha firmato il 29 dicembre un’ordinanza che estende il divieto fino al 6 gennaio, con sanzioni da 25 a 500 euro e sequestro del materiale. A Roma il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza in vigore dalle 00:01 del 31 dicembre 2024 fino alle ore 24:00 del 6 gennaio 2025, che vieta l’uso di petardi, botti e artifici esplodenti su tutto il territorio comunale, permettendo solo materiali a basso impatto (fontane luminose, bengala, coriandoli) e prevedendo multe da 25 a 500 euro. A Lariano dal 30 dicembre alle 8 del 2 gennaio, stop totale a petardi e artifici, salvo F1 e F2 a basso rischio, con controlli e forte tutela di categorie fragili e animali. Ad Anagni il 29 dicembre il sindaco Daniele Natalia ha firmato il divieto assoluto di botti nel centro urbano tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, per patrimonio storico, sicurezza e animali.

A Catania il 30 dicembre, il sindaco Enrico Trantino ha vietato l’uso di fuochi e petardi per 48 ore, dalle 8 del 31 dicembre alla mezzanotte del 1 gennaio, con multe da 100 a 500?euro.

Accanto ai divieti, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli , con sequestri record. Dal 17 al 30 dicembre sono stati sottratti al mercato clandestino oltre 10 tonnellate di botti illegali. Il 24 dicembre, a Locri , la Polizia ha sequestrato 5 tonnellate di materiale pirotecnico, di cui 900 kg di esplosivo netto, e denunciato due persone. Lo stesso giorno, a Rieti , la Guardia di Finanza ha trovato 2 tonnellate di fuochi e precursori chimici in un magazzino abusivo. Il 22 dicembre, a Cosenza , sequestrata 1 tonnellata di botti in due depositi illegali; sempre il 22, a Benevento , scoperti 3.500 articoli artigianali in un garage, con arresti domiciliari per il proprietario. Il 27 dicembre, a Milano , la GdF ha sequestrato 1,2 tonnellate di fuochi illegali, tra cui un cilindro lanciarazzi artigianale. Il 29 dicembre, a Isernia , oltre 500 chili di botti sono stati bloccati in provincia di Caserta . A Brescia , il 29 dicembre, sequestrate 2,8 tonnellate in 14 operazioni. A Padova , il 20 dicembre, rinvenuti 1,3 tonnellate di articoli stoccati in violazione delle norme di sicurezza. A Napoli , gli artificieri hanno distrutto nel 2025 44 chili di esplosivo, oltre a granate e bombe a mano, e avviato campagne di sensibilizzazione nelle scuole. “I botti illegali sono sempre più simili a IED”, avverte il luogotenente Gaetano Savarese : contenitori in plastica aumentano la forza della detonazione, fino a 300 grammi di miscela esplosiva per ordigno.

Ogni anno il mercato clandestino inventa ordigni più potenti e li battezza con nomi accattivanti. Si è partiti dal pallone Maradona , storico petardo napoletano, per arrivare alla Bomba D1OS , alla Bomba Kvara (capace di aprire crateri di un metro), alla Bomba Sinner e alla più recente Bomba Gaza , richiamo al conflitto mediorientale per pubblicizzarne la potenza. Questi ordigni, privi di controlli e norme di sicurezza, possono provocare frane durante le distruzioni controllate. Il giro d’affari è enorme: solo a Napoli e provincia si stima 30 milioni di euro l’anno . “Dietro ogni nome c’è un pericolo reale”, avvertono i carabinieri.

Fonte principale: Repubblica Ita Local

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