Ambulanze in ritardo di oltre 20 minuti in 41 Asl italiane: record negativo per Vibo Valentia

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 28/11/2025 13:00.
Nel nuovo rapporto sulle performance delle aziende sanitarie, l'Agenzia nazionale rileva tempi medi superiori agli standard in gran parte d'Italia. Disomogeneità territoriali e problemi anche nei pronto soccorso con periodi di attesa prolungati. Progressi negli screening e nell'assistenza territoriale
Nel suo ultimo rapporto sulle performance delle aziende sanitarie e ospedaliere, Agenas segnala criticità nei tempi di intervento del sistema di emergenza-urgenza. In 41 Asl su 110 le ambulanze impiegano più di 20 minuti per raggiungere il paziente, a fronte di un target nazionale fissato a 18 minuti . Il dato peggiore riguarda la Asl di Vibo Valentia , con una media di 35 minuti , mentre altre realtà calabresi superano la mezz'ora. Tra le Asl più rapide figura la Giuliano Isontina (Trieste e Gorizia), con 12 minuti di attesa media.
Secondo il Sistema nazionale di valutazione delle performance, anticipato dalla stampa e pubblicato da Agenas, quasi una Asl su due non rispetta il tempo massimo raccomandato di 18 minuti per l'arrivo dell'ambulanza. I ritardi maggiori si registrano in Calabria: a Vibo Valentia la media è di 35 minuti, e nelle altre aziende sanitarie regionali si superano i 30 minuti. Si segnalano attese elevate anche in Sardegna (Oristano 26 minuti) e in Sicilia (Messina 25 minuti). Tra le realtà più tempestive spicca la Giuliano Isontina con 12 minuti. Seguono Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma e Genova, tutte con 13 minuti.
Le linee guida nazionali fissano in 18 minuti il tempo massimo per l'arrivo dei soccorsi. I risultati mostrano differenze tra aree del Paese: alcune aziende sanitarie rientrano nello standard, altre evidenziano tempi superiori.
Nel capitolo dedicato ai pronto soccorso, Agenas registra percentuali di permanenza oltre le otto ore superiori a un paziente su cinque in strutture come il Policlinico di Tor Vergata e il Sant'Andrea a Roma e l'Aou di Cagliari.
Gli screening risultano in ripresa, con segnali positivi anche nel Mezzogiorno. Per lo screening della mammella l'Asl di Asti è al primo posto con l'82,5%, seguita da Ferrara e Trento; i dati peggiori si osservano a Bari, Catanzaro e Cosenza. Sull'assistenza domiciliare (Adi) i tassi più alti si registrano nell'Ulss Polesana, nell'Asl Molise e nell'Asl di Teramo; in coda Catanzaro, Gallura e Bari.
Per le protesi d'anca entro 180 giorni, le performance migliori superano il 94% al San Giovanni di Roma, agli Spedali Civili di Brescia e all'Aou di Padova; peggiori a Catanzaro, Cagliari e Brotzu. Per gli interventi oncologici della mammella entro 30 giorni, al top Ao Pisana, Modena e Verona; ritardi maggiori al Brotzu, a Cagliari e a Perugia, con valori inferiori al 20%. Per i tumori del colon entro 30 giorni, primeggiano Spedali Civili di Brescia, Padova e San Gerardo; dati negativi per Ao Papardo, Dulbecco e Cannizzaro di Catania.
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Fonte principale: Tgcom24Local