Welfare, per sei italiani su dieci serve una riforma radicale ma solo il 15% accetta tagli generalizzati
Aggiornamento delle ore 18:30.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 16/12/2025 13:00.
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Una riforma radicale del welfare ma senza tagli generalizzati. Per sei italiani su dieci (il 61%, in crescita di 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno), per fronteggiare l’ invecchiamento della popolazione che metterà a dura prova i sistemi previdenziali e sanitari serviranno riforme radicali. Tuttavia solo il 15% immagina tagli e riduzioni generalizzati per rendere il sistema sostenibile , il 46% pensa a riforme con tagli solo per i privilegiati, garantendo i minimi assistenziali a tutti. Un 35%, invece, (in calo di 8 punti percentuali sul 2024) pensa che siano necessari maggiori investimenti da parte dello Stato e una razionalizzazione dei costi . È quanto emerge dal Report FragilItalia “ Welfare del futuro e ruolo delle cooperative ”, realizzato da Area Studi Legacoop in collaborazione con Ipsos, sulla base dei risultati di un sondaggio effettuato su un campione rappresentativo della società italiana ( 800 casi , di 18 anni e oltre) per testarne le opinioni sul tema.
Il report stila anche una classifica delle sfide che il sistema di protezione pubblica dovrà affrontare nei prossimi anni. Ai primi tre posti l’invecchiamento della popolazione (42%, meno un punto sul 2024), la prevenzione e promozione della salute (40%, ben 10 punti in meno), le disuguaglianze sociali (37%, meno tre punti). Seguono le politiche di sostegno alle persone per affrontare difficoltà temporanee o rischi sociali (27%, meno sette punti), la sostenibilità finanziaria (sempre al 27%, ma con un calo ancora più vistoso di ben 10 punti), i cambiamenti del mercato del lavoro (26%, meno sette punti) e l’integrazione tra servizi sociali, sanitari, educativi e del lavoro (al 25%, con il calo più forte, 11 punti in meno).
Ma quali sono le priorità che dovrebbero ispirare gli interventi per il welfare del futuro e le politiche di sostegno sociale? Al primo posto (88% delle indicazioni) la necessità di ripensare le politiche per i giovani, investendo in istruzione, formazione e inserimento lavorativo, per dare loro prospettive stabili e favorire la transizione alla vita adulta e familiare. Seguono, tutte con l’85% di indicazioni: investire su prevenzione e promozione della salute, per ridurre i costi sanitari a lungo termine; aumentare la partecipazione delle donne al lavoro, rafforzando la capacità di fornire servizi di supporto e politiche di conciliazione efficaci; costruire una maggiore integrazione dei servizi sociali, sanitari, educativi e per il lavoro, per migliorare il benessere individuale e collettivo.
Un capitolo del report è dedicato alle opinioni degli italiani sulle modalità di gestione del welfare del futuro. Il 40% degli intervistati ritiene che il welfare del futuro dovrebbe essere gestito in collaborazione tra Stato ed enti pubblici con cooperative ed enti non profit, mentre il 28% opta per una gestione affidata solo allo Stato. Il 26% afferma di preferire una gestione in collaborazione tra Stato ed enti pubblici con imprese capitalistiche private. Il 68% degli intervistati ritiene che le cooperative possano svolgere un ruolo importante nello sviluppo del welfare del futuro. In particolare, tra gli ambiti di maggior contributo per le cooperative, il 34% indica l’integrazione tra servizi sociali, sanitari ed educativi; il 28% le politiche di sostegno alle persone che debbono affrontare difficoltà di vita temporanee o rischi sociali. Seguono, tutte con il 27% di indicazioni, la realizzazione di reti di servizi sempre più vicini alle famiglie e alle persone, le disuguaglianze sociali, le politiche per i giovani. «Emerge una disponibilità ad un intervento collaborativo tra soggetto pubblico e privato, soprattutto privato sociale. Un’indicazione che rende indispensabili un riconoscimento ed un’adeguata remunerazione del lavoro di cura e di assistenza», osserva Simone Gamberini, presidente di Legacoop.
Lingue parlate: Italiano, inglese e francese
Argomenti: Politica estera e geopolitica
Fonte principale: IlSole24OreLocal