Tre attivisti italiani feriti da coloni in Cisgiordania. Netanyahu chiede la grazia al presidente Herzog
Aggiornamento delle ore 23:45.
Notizia relativa a Italia, pubblicata il 30/11/2025 12:04.
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Quattro attivisti internazionali, di cui tre italiani , sono rimasti feriti domenica 30 novembre in un attacco condotto da coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania , dopo che gli aggressori hanno fatto irruzione nella casa in cui alloggiavano. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Il quarto attivista sarebbe di nazionalità canadese.
Secondo le fonti, circa 10 coloni israeliani mascherati hanno fatto irruzione nella residenza degli attivisti all’alba, li hanno picchiati e hanno rubato effetti personali, tra cui passaporti e telefoni cellulari. Fonti mediche e di sicurezza palestinesi hanno riferito che i coloni hanno aggredito gli attivisti, causando quattro feriti che sono stati trasportati all’ ospedale di Gerico per le cure necessarie. I tre italiani non sono in gravi condizioni, nonostante lo shock per quanto accaduto: due ragazze hanno riportato ferite lievi, mentre il terzo dovrà restare a riposo 3 giorni. Gli attivisti sono stati assistiti dal sindaco di Gerico e dalla polizia palestinese, a cui hanno denunciato l’accaduto, e sono stati poi dimessi.
Il consolato generale a Gerusalemme ha seguito la vicenda ed è in contatto con le autorità palestinesi e con i connazionali. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani , sta seguendo l’accaduto in costante contatto con il console generale.
Il ministero degli Esteri canadese ha condannato la violenza dei coloni israeliani, riferendo in una nota di essere «a conoscenza del fatto che un cittadino canadese è rimasto ferito in Cisgiordania». L’attivista canadese è rimasto ferito insieme ai tre cittadini italiani.
Il Canada «condanna con forza gli atti di violenza commessi dai coloni estremisti e si oppone a qualsiasi azione o discorso sull’annessione dei territori palestinesi», recita la nota, in cui si sottolinea che, «secondo il diritto internazionale, i civili devono essere protetti».
Le autorità israeliane hanno riaperto oggi i valichi di Kerem Shalom e Al-Awja con la Striscia di Gaza per ricevere i camion carichi di aiuti umanitari provenienti dal valico di Rafah, sul lato egiziano. Aperto anche il valico di Rafah, sul lato egiziano, nonostante le violenze in atto oltreconfine. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziana. Sono stati spediti cinquecento camion di aiuti umanitari, tra cui due camion carichi di gas e carburante destinati a Gaza. La Mezzaluna Rossa egiziana sta consegnando a Gaza circa 10.500 tonnellate di aiuti umanitari e oltre 91.000 articoli di abbigliamento invernale, 5.500 tonnellate di cesti alimentari e farina, oltre 2.800 tonnellate di forniture mediche e di soccorso essenziali per la Striscia di Gaza e oltre 1.270 tonnellate di prodotti petroliferi. La missione umanitaria egiziana ’Zad al-Izza’ è stata lanciata dalla Mezzaluna Rossa egiziana il 27 luglio, trasportando migliaia di tonnellate di aiuti umanitari, tra cui generi alimentari, farina, latte in polvere, forniture mediche, medicinali, articoli per l’igiene personale e tonnellate di carburante.
Sempre domenica il premier israeliano Benyamin Netanyahu , sotto processo per corruzione, ha presentato una richiesta formale per la grazia al presidente Isaac Herzog . Lo riferiscono i media israeliani Netanyahu deve affrontare tre distinti casi di corruzione, istruiti nel 2019, che includono accuse di frode, violazione della fiducia e accettazione di tangenti. Il processo era iniziato il 24 maggio 2020, ma è stato poi ritardato dalla guerra tra Israele e Hamas.
Immediata la risposta di Herzog. Il presidente israeliano ha fatto sapere che esaminerà la richiesta di grazia avanzata dal premier Netanyahu «con responsabilità e sincerità , dopo aver ricevuto tutti i pareri pertinenti ». Secondo quanto reso noto dal suo ufficio, il presidente afferma di essere «consapevole che si tratti di una richiesta straordinaria che comporta implicazioni significative».
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di aver chiesto la grazia al presidente Isaac Herzog nel processo per corruzione a suo carico per una questione di interesse nazionale . «Sono passati quasi dieci anni dall’inizio delle indagini contro di me. Il processo su queste questioni è in corso da quasi sei anni e si prevede che continuerà per molti altri anni», ha detto in una dichiarazione video pubblicata dai media israeliani. Netanyahu ha spiegato che il suo interesse personale resta quello di portare a termine il procedimento legale finché non sarà scagionato da tutte le accuse «ma la sicurezza e la realtà diplomatica , ovvero l’interesse nazionale, impongono il contrario». «Israele - ha detto ancora - sta affrontando enormi sfide, e con esse grandi opportunità. Per respingere le minacce e cogliere le opportunità, è necessaria l’unità nazionale» sostenendo che la continuazione del processo «ci lacera dall’interno. Accresce le divisioni e approfondisce le fratture». «Sono certo, come molti altri nella nazione, che una fine immediata del processo contribuirebbe notevolmente a placare le fiamme e a promuovere un’ampia riconciliazione , qualcosa di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno», ha concluso.
L’ex primo ministro di Israele Naftali Bennett sosterrà la richiesta di grazia dell’attuale premier Benjamin Netanyahu se subordinata al ritiro di quest’ultimo dalla politica. «Negli ultimi anni, lo Stato di Israele è stato trascinato nel caos e sull’orlo di una guerra civile che minaccia l’esistenza stessa dello Stato», scrive Bennett su X. Dunque, «per salvare Israele dal caos, sosterrò un accordo vincolante che includa un rispettoso ritiro dalla vita politica e la fine del processo», afferma. «In questo modo, potremo lasciar perdere, unirci e ricostruire insieme lo Stato».
Netanyahu è accusato di aver accettato decine di migliaia di dollari in sigari e champagne da un produttore miliardario di Hollywood in cambio di assistenza per interessi personali e commerciali. È la prima volta che un premier israeliano figura come imputato in un processo iniziato quattro anni fa: Netanyahu si è proclamato innocente fin dall’inizio del procedimento bollando le accuse come «un oceano di assurdità». Se condannato rischia diversi anni di carcere.
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Fonte principale: IlSole24Ore