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Aggiornamento - Strage di Crans-Montana, Federgolf: morto il campione genovese Emanuele Galeppini. Farnesina: 'Ricoverati 13 italiani, 6 dispersi'

2 gennaio 2026 di
Aggiornamento - Strage di Crans-Montana, Federgolf: morto il campione genovese Emanuele Galeppini. Farnesina: 'Ricoverati 13 italiani, 6 dispersi'
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Crans-Montana, Emanuele 'prima vittima italiana', lo zio 'aspettiamo il dna'. La Farnesina: 'Ricoverati 13 italiani, 6 dispersi'

Aggiornamento delle ore 20:15.

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 02/01/2026 19:27.

Il tempo tra le notizie e il cordoglio pubblicato stamani poco prima delle 11:00 che arrivano dalla Federazione italiana golf, e che danno per deceduto il giovane Emanuele Galeppini nel rogo di Le Constellation a Crans-Montana, e la certezza che potrà arrivare solo dalla comparazione del dna è un tempo sospeso.

Non c'è infatti la matematica certezza che Emanuele sia la prima vittima italiana di quell'orrenda strage ma lo spazio per la speranza si restringe ogni momento che passa sempre di più. E' lo zio che chiede di aspettare: Sebastiano Galeppini ha infatti scritto sui social: "per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna".

Avrebbe compiuto 17 anni tra pochi giorni Emanuele Galeppini. Nato a Genova, sin da piccolo residente a Dubai con i genitori e il fratello minore, era uno dei giovanissimi che la sera del 31 dicembre stavano partecipando alla festa nel locale Le Constellation, a Crans-Montana, nel Canton Vallese. Nel caos del dopo incidente era stato trovato il suo cellulare.

Il ragazzo era un grande tifoso del Genoa e anche se era cresciuto a Dubai aveva sempre voluto mantenere i contatti con l'Italia, come il fratellino più piccolo, Eugenio. Negli Emirati i genitori Edoardo, imprenditore nel settore della nautica, e Beatrice, anche lei golfista di livello, si sono stabiliti proprio nell'anno della nascita di Emanuele, nel 2009.

E a Rapallo, dove la famiglia Galeppini ha ancora una residenza, Emanuele tornava per trascorrere qualche periodo di vacanza. E proprio sul green rapallese il giovane Edoardo aveva coltivato la passione del golf diventando in poco tempo una speranza nel panorama nazionale. Era considerato uno dei giovani più promettenti del movimento golfistico italiano.

Nell'aprile 2025 aveva conquistato l'Omega Dubai Creek Amateur Open, imponendosi all'attenzione degli addetti ai lavori per talento e maturità sportiva. Inoltre aveva da poco preso parte al King Hamad Trophy al Royal Golf Club in Bahrein e alla Uae Cup ad Al Ain. Giovanissimo golfista professionista era numero 2440 del ranking anche se sui suoi profili social si definisce 'full chef'.

Ma quello che stupiva e che convinceva gli esperti che Emanuele avrebbe avuto una splendida carriera sui green di tutto il mondo era, oltre a una tecnica eccellente, la maturità con la quale affrontava le sfide, le giornate 'no', gli inevitabili errori. Un campione vero, un campione sempre. La Liguria si sveglia con un dolore grande: "In questo giorno di lutto, Genova si stringe attorno alla famiglia di Emanuele Galeppini, tragicamente scomparso nell'incendio avvenuto a Crans-Montana la notte di Capodanno.

La notizia della sua morte ci addolora profondamente, una giovane vita spezzata dall'assurdità di una tragedia che ha colpito tante famiglie", scrive la sindaca di Genova Silvia Salis. "La notizia della morte di Emanuele Galeppini, giovane genovese vittima della assurda tragedia di Crans-Montana - scrive il governatore della Liguria Marco Bucci -, colpisce profondamente anche la nostra comunità".

GLI AGGIORNAMENTI Secondo l'ultimo aggiornamento della Farnesina, il quadro degli italiani coinvolti nella sciagura conferma in totale 19 segnalazioni così suddivise: 3 pazienti sono stati trasferiti in Italia al Niguarda; 10 ospedalizzati (di due non c'è certezza sulle condizioni e l'ospedale, che dovrà venire da parte svizzera); 6 dispersi su cui tuttora non sono disponibili informazioni di nessun tipo . A ieri risultavano ancora 5 vittime da identificare (di nazionalità non note) e 47 vittime totali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Crans-Montana : "Sappiamo che ci sono tre feriti non ancora identificati, ci auguriamo che ci possano essere degli italiani". Sulla lista delle vittime, Tajani ha chiarito: "Non possiamo confermare i nomi che circolano sui media. Saranno le autorità svizzere a fornirli prima alle famiglie". "L'inchiesta è in corso - ha proseguito - Ci sono state già decine di interrogatori con l'obiettivo di accertare la responsabilità" dell'incendio nel locale di Crans-Montana.

Tajani ha aggiunto che "è stata la prima cosa che ho chiesto al procuratore generale" della Svizzera e che la collaborazione con le autorità elvetiche è "molto positiva". "L'uso di fuochi d'artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile", ha poi sottolineato in merito alla possibile dinamica del disastro.

"Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici in un posto al chiuso. Evidentemente qualcosa non ha funzionato" sul piano della sicurezza, ha sottolineato il ministro degli Esteri che ha sottolineato che l 'Italia ha messo a disposizione delle autorità svizzere "la polizia scientifica per aiutare a indentificare i feriti o i deceduti". Sulle indagini, "l'obiettivo è accertare eventuali responsabilità, la polizia mi ha detto che ci sarà la massima severità", ha aggiunto.

"Abbiamo dato la disponibilità di un gruppo di psicologi che possano aiutare le persone più vicine a feriti e scomparsi", ha fatto sapere ancora Tajani che è andato in Svizzera "per essere vicino ai familiari delle vittime, a coloro che nutrono una speranza di riabbracciare un proprio caro. Insieme alle autorità svizzere, a cui ribadiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, stiamo facendo il possibile per affrontare questa emergenza. Una preghiera in questo luogo di dolore".

"Ho parlato con la presidente del Consiglio Meloni, la prima a essere informata della mia missione qui e i leader politici italiani che volevano informazioni", come Schlein, Conte, Fratoianni, Renzi, Calenda, Lupi e Salvini, ha riferito ancora.

L'Ambasciatore d'Italia in Svizzera Cornado ha anticipato che all'arrivo della delegazione del ministro Tajani a Crans le autorità svizzere (Polizia di Sion) dovrebbero condividere la situazione completa degli italiani.

Tra i 115 feriti nell'incendio di Crans-Montana, in Svizzera, "80-100 persone sono in condizioni critiche", ha detto il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl, lasciando intendere che il bilancio potrebbe ancora aggravarsi.  "Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali - ha aggiunto - molte non sono state ancora identificate".

"Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi". Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio.

"Ha ustioni sul 30, 40% del corpo. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli - ha aggiunto -. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale".   Il padre del giovane infatti era anche lui a Crans quella notte e dopo lo scoppio dell'incendio si è precipitato a cercare il figlio e lo ha portato in ospedale a Sion.

"Mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato fuoco nella zona del bar, come avete visto in tutti quanti i video - ha spiegato -. Da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante e velocissima".  I famigliari di Riccardo Minghetti , giovane romano coinvolto nella strage di Crans-Montana di cui non si avrebbero ancora notizie, sono nella località sciistica svizzera "e stanno aspettando, sperano ancora che Riccardo sia tra i feriti non riconoscibili e vi assicuro che c'erano tanti feriti che non erano riconoscibili".

Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano dopo la strage di Crans-Montana, parlando con la stampa fuori dal blocco ospedaliero dove è ricoverato il figlio. Al momento, come ha riferito, ci sono tre amici di suo figlio che non si trovano, "che erano con lui quella sera".

"Io quella notte ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo - ha spiegato -, e c'erano circa meno 10 gradi, c'erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibile. Dentro al bar ce n'erano altrettante, faceva più caldo e anche lì era la stessa situazione, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi".

"Quando sono andato a prendere mio figlio, dopo lo scoppio dell'incendio, mi ha detto, 'papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani' - ha raccontato ancora -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci. E tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi proteggevano le gambe". Manfredi Marcucci adesso si trova "in coma farmacologico - ha concluso -, lo stanno già operando".

"Abbiamo passato un grande spavento, quello di non poterla più riabbracciare, come è successo per altre famiglie. Noi siamo stati fortunati perché ce la riportiamo a casa viva". Così ai microfoni della Tgr Emilia-Romagna, Cristina Ferretti parla della figlia, Eleonora Palmieri, la veterinaria di 29 anni di Cattolica, in provincia di Rimini, tra i feriti della strage di Crans Montana e ora ricoverata all'ospedale Niguarda di Milano.

"È stata colpita al viso e alle mani - ha spiegato la madre della giovane - ha avuto già un primo intervento immediato quando l'hanno portata lì. Verranno programmati altri interventi. C'è chi ancora cerca un corpo e questa cosa è veramente devastante da parte di una famiglia, di un genitore che non sa dov'è il suo figlio. Questa è la parte più difficile. Noi possiamo dire grazie perché la portiamo a casa ed è viva".

La veterinaria romagnola, ha chiarito nel corso di un punto stampa stampa Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni, Ospedale del 'Niguarda' "ha un problema ad una mano da operare, da ricostruire". La ragazza, è stato evidenziato, "rimane intubata, per il momento, perché ha delle difficoltà respiratorie, però ha una superficie corporea per fortuna limitata" con ustioni, quindi su questo "siamo positivi".

Una telefonata nel cuore della notte, la corsa davanti al locale 'Le Constellation' che era appena andato a fuoco per cercare il figlio, Manfredi, che ha trovato vivo anche se ferito gravemente per le ustioni. Un'altra corsa in auto fino all'ospedale di Sion e poi, ieri sera, l'arrivo all'ospedale Niguarda di Milano.

A raccontare i momenti concitati della notte di Capodanno a Crans-Montana è Umberto Marcucci il padre di un giovane italiano sopravvissuto, che quella notte è riuscito a scappare dal locale dove il fuoco si è propagato rapidamente. "Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi", ha spiegato l'uomo visibilmente provato, anche perché il figlio ora si trova ancora in terapia intensiva, intubato e in coma farmacologico, con ustioni sul 30-40% del corpo, in particolare sulle braccia e sulla schiena e alla testa. In mattinata è stato operato ed ora è stabile.

Quando Umberto Marcucci è arrivato fuori dal locale andato a fuoco la scena che gli si è presentata davanti è stata impressionante. "Mio figlio mi ha detto, 'papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani' - ha raccontato -, aveva le mani come le foto della bambina del Vietnam, per intenderci". Attorno a lui molti erano così, con le mani arse dal fuoco e per le ragazze è stato ancora peggio, "perché avevano la gonna" che proteggeva meno le gambe.

In strada davanti a 'Le Constellation' c'era il caos, "ho visto tantissime persone per terra, dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola, cercavano di proteggere le persone come potevano perché chiaramente faceva molto freddo - ha spiegato ancora Marcucci - e c'erano circa meno 10 gradi, c'erano una cinquantina di persone per terra con le ambulanze che cercavano di raccogliere più persone possibili. Dentro al bar ce n'erano altrettante, con i paramedici che cercavano di tamponare le situazioni più gravi".

All'ospedale Niguarda di Milano sono già arrivati e sono attesi altri giovanissimi feriti, dopo i tre ricoverati ieri sera ne sono aggiunti altri due tra la mattina e il pomeriggio, e altri due quindicenni sono attesi nella notte. Poi, mano a mano, che gli altri giovani italiani ricoverati negli ospedali svizzeri saranno in condizioni di essere trasportati potranno arrivare all'ospedale milanese.

I parenti e gli amici dei ricoverati sono supportati da una équipe di psicologi, anche perché devono essere preparati a vedere i loro cari in terapia intensiva, magari anche intubati per aiutarli a respirare dopo che hanno inalato il fumo, e con ustioni sul corpo e sul viso, che si risolveranno solo con il tempo e con l'intervento dei medici. "Sono malati critici, in prognosi riservata - ha spiegato Filippo Galbiati, direttore Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso del Niguarda -. Dobbiamo tutti avere pazienza, prudenza e attenzione, e aspettare qualche giorno".

Gregory Esposito, 19 anni, è uno degli italiani rimasti feriti nell'incendio di Crans Montana. Il ragazzo vive a Milano ma la sua famiglia è originaria di Baveno, comune del Verbano-Cusio-Ossola sul lago Maggiore. Il sindaco di Baveno, Alessandro Monti, in una nota spiega di essere in stretto contatto da questa mattina con i parenti e che "Gregory si trova in ospedale a Berna in terapia intensiva ed in condizioni stabili". "Le notizie della tragedia di Crans Montana - il commento di Monti - ci lasciano senza parole. Siamo vicini a tutte le persone colpite da questa immane tragedia".

All'ospedale Niguarda di Milano sono in arrivo altri quattro giovanissimi italiani che sono rimasti feriti nella strage di Crans-Montana. "Oggi dovremmo riuscire a trasferire qui al nostro ospedale quattro dei giovani che sono ancora feriti e che sono ricoverati negli ospedali svizzeri - ha spiegato in un punto stampa l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso -. Il primo dovrebbe essere in arrivo questa mattina, è un ragazzo di 15 anni che arriva dall'ospedale di Berna. L'elicottero è già praticamente a Berna, abbiamo problemi di meteo perché c'è nebbia e quindi l'attraversamento delle Alpi è un po' problematico, per cui quando le condizioni meteo lo permetteranno, sicuramente lui arriverà qui, spero entro la mattinata".

"Dopodiché arriveranno nel pomeriggio, sempre se le condizioni meteorologiche ce lo permetteranno gli altri - ha spiegato ancora Bertolaso -. Quindi dovremmo riuscire ad avere entro questa sera sette dei nostri ragazzi feriti qui ricoverati al Niguarda", contando anche i tre che sono già stati ricoverati. Dopo l'arrivo del primo giovane dall'ospedale di Berna in tarda mattinata, nel pomeriggio dovrebbero arrivare quindi, meteo permettendo, "tre giovani, quindicenni, due si trovano nell'ospedale di Losanna, sono già stati visti dal nostro team questa notte" e uno dall'ospedale di Ginevra.

"Gli altri sei feriti" italiani della strage di Crans-Montana "si trovano fra l'ospedale di Berna e l'ospedale soprattutto di Zurigo ma non sono trasportabili per le gravi ustioni, li stiamo seguendo". Lo ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, in un punto stampa all'ospedale Niguarda dove stanno arrivando i giovani feriti italiani della strage di Crans-Montana, al centro Ustioni.

"Se nei prossimi giorni saranno trasportabili li porteremo qui il prima possibile - ha aggiunto -. Non siamo noi a decidere chi può essere trasportato, quando il medico curante svizzero ci dà l'autorizzazione al trasporto noi li prenderemo in carica".

Finora la Centrale Remota operazioni soccorso sanitario (Cross) della Protezione civile nazionale, che ha sede a Pistoia, ha trasferito sette ustionati italiani di Crans-Montana dalla Svizzera all'ospedale milanese di Niguarda.

Le operazioni di trasferimento dei feriti verso le strutture ospedaliere italiane sono coordinate dalla Cross. "I trasferimenti vengono gestiti dalla Cross su attivazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile - spiega il direttore della centrale, dottor Andrea Nicolini - Al momento ne sono stati effettuati tre ieri, mentre circa quattro sono attualmente in corso di oggi", mentre "i mezzi impiegati sono in prevalenza elicotteri messi a disposizione dalle Regioni.

Si tratta di velivoli dei servizi di soccorso con personale specialistico a bordo. Al momento il supporto principale arriva dalle regioni del Nord, nello specifico Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna". "I feriti - aggiunge Nicolini - vengono smistati negli ospedali italiani secondo la disponibilità".

Fonte principale: Ansa

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