Rogo Crans-Montana, Procura indaga per incendio e omicidio colposi. Almeno 40 vittime. 119 feriti, 11 italiani
Aggiornamento delle ore 20:46.
Notizia relativa a Italia, pubblicata il 02/01/2026 16:02.
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Secondo la stampa locale, il bilancio della strage di Capodanno che nella notte del 31 dicembre scorso ha sconvolto la rinomata località sciistica di Crans-Montana , per ora è di 47 morti e 119 feriti (d cui 11 italiani), la maggioranza gravissimi, ma è destinato ad aggravarsi. Nella terza conferenza stampa indetta dalla notte dell’incendio del louge bar “Constellation” le autorità locali svizzere hanno invece parlato di “almeno 40” persone decedute nella tragedia, precisando che “per alcune di loro la nazionalità è ancora da identificare”. “Identificarle è la priorità, ma non possiamo permetterci errori in questo processo”, hanno aggiunto spiegando che le cifre “potrebbero ancora variare”.
Dei 119 feriti - 113 quelli identificati finora - “circa 50 pazienti saranno trasferiti a breve in strutture europee specializzate nelle grandi ustioni”. Tra loro si contano “71 svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, quattro serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco, un portoghese”. Per altre 14 persone invece la nazionalità non è ancora conosciuta. “Si tratta di cifre provvisorie”, ha precisato i l capo della polizia del Cantone Vallese , Frederic Gisler .
In risposta alla richiesta della Svizzera tramite il Meccanismo di protezione civile Ue su Crans-Montana ad ora 24 pazienti sono stati trasportati in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia. Lo comunica la Commissione Ue. Francia, Italia, Lussemburgo, Romania e Svizzera hanno garantito la logistica del trasporto medico. I team di valutazione delle ustioni di Francia e Italia stanno supportando gli ospedali svizzeri nel Vallese e a Losanna, fornendo competenze altamente specializzate nella cura delle ustioni. Finora, 21 paesi hanno offerto assistenza: 18 per il trattamento, 9 per il trasporto e 6 per gli esperti.
Il locale che ospitava la festa di adolescenti aveva una sola via di fuga, rivestimenti con materiali infiammabili e faceva la pubblicità anche via social con l’uso di giochi pirotecnici, proprio quelli che hanno innescato il rogo fatale. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato infatti come tesi principale per il rogo quella delle candele posizionate sulle bottiglie di champagne che posizionate troppo vicine al soffitto hanno “provocato un incendio molto rapido e diffuso”. Pilloud in conferenza stampa ha affermato che fra le persone interrogate ci sono anche i proprietari del locale . “L’indagine proseguirà per verificare se le norme di sicurezza siano state rispettate nel bar e per accertare eventuali responsabilità nell’incendio”, ha detto Pilloud. Le persone coinvolte saranno perseguite per “incendio doloso colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose”, ha poi concluso.
Quanto al numero dei morti, le cifre fornite in conferenza stampa risultano diverse da quelle diffuse l’1 gennaio (47 morti, secondo quanto riportato dalla stampa locale) perché “riguardano soltanto persone formalmente identificate, e si evolveranno nelle prossime ore”, ha chiarito la procuratrice svizzera. Anche in riferimento al numero delle persone rimaste ferite nell’incendio di Capodanno, “oggi sono state fornite cifre diverse. Non si tratta di cifre definitive’’, ha ha sottolineato Pilloud: anche in questo caso, il numero dei feriti comunicato in queste ore è più alto di quello fornito in precedenza perché ’’ci sono persone che si sono recate di persona in ospedale, al pronto soccorso, rendendosi conto che le loro ferite erano più gravi, il che ha aumentato il numero dei feriti’’. Pilloud ha anche spiegato che ’’i dati che vi abbiamo condiviso oggi riguardano persone che sono state finalmente e formalmente identificate’’ e che quindi non risultano più nell’elenco dei dispersi. ”Vorrei davvero ringraziare tutti per l’eccellente lavoro svolto, per la collaborazione dimostrata nel portare a termine con successo le indagini, nell’aiutare le famiglie e nel salvare queste persone”, ha concluso affermando che “questo supporto è essenziale”.
Tajani: le famiglie che chiedono notizie possono chiamarmi direttamente
“Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici in un posto al chiuso, evidentemente qualcosa non ha funzionato”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in visita di solidarietà a Crans-Montana, dove ha anche incontrato circa trenta familiari dei dispersi e delle vittime italiane. “Le famiglie chiedono di avere notizie più velocemente possibile e noi abbiamo dato la disponibilità massima ai nostri concittadini, ho detto loro di chiamarmi direttamente, ho lasciato loro il mio numero di portatile, perché possano avere informazioni dirette anche da me”, ha spiegato, e “il consolato e l’ambasciata continueranno a lavorare, abbiamo rinforzato l’unità operativa”, distaccando sul posto un funzionario dell’Unità di crisi della Farnesina mentre personale diplomatico è presente nelle varie città svizzere dove si trovano i feriti.
“Altri cinque feriti italiani, dopo i tre di ieri, saranno trasferiti oggi in Italia ed è in corso la valutazione sugli ospedali di destinazione”, ha chiarito Luigi D’Angelo responsabile emergenze del Dipartimento Protezione Civile arrivato a Crans-Montana con il ministro degli Esteri, annunciando che un quarto italiano è in arrivo al Niguarda di Milano. Gli altri connazionali feriti, alcuni dei quali reputati intrasportabili, dovrebbero invece rimanere per ora negli ospedali in Svizzera.
L’Italia ha anche messo a disposizione delle autorità svizzere “la polizia scientifica per aiutare a indentificare i feriti o i deceduti”, ha aggiunto Tajani facndo il punto sulle indagini in corso da parte delle autorità svizzere; “L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità, la polizia mi ha detto che ci sarà la massima severità”. “Al momento non ci sono conferme relativi ai nomi di eventuali vittime. I nome degli eventuali deceduti saranno comunicati dalle autorità svizzere prima alle famiglie e poi subito dopo alle autorità italiane”, ha concluso il ministro.
In una nota Palazzo Chigi ha precisato che “risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi. Non sono ancora noti i dati sui deceduti’. La famiglia di Emanuele Galeppini, considerata la prima vittima italiana accertata, aspetta la prova del Dna.
Secondo il rabbino di Ginevra Menachem Mendel Pevzner citato dal sito di Ynet tra i dispersi figurerebbero due ragazze ebree italiane e una francese, con doppia cittadinanza israeliana. Il rabbino ha spiegato che un rappresentante dell’organizzazione paramedica israeliana Zaka è giunto a Crans-Montana e sta aspettando l’autorizzazione della polizia locale per procedere. L’organizzazione Zaka, spiega Ynet, cerca di soddisfare le esigenze di sepoltura degli ebrei. Il rabbino ha sottolineato che l’intervento dei paramedici di Zaka ’’è rivolto a tutte le vittime del disastro, non solo a quelle ebree”.
Polonia disponibile a fornire assistenza medica a 14 feriti
Intanto, si allunga la lista dei Paesi coinvolti nelle operazioni di soccorso e cura dei superstiti della strage, tra cui l’Italia che in queste ore sta giocando un ruolo di primo piano favorito dalla vicinanza. Tra le iniziative italiane si registra per esempio l’arrivo a Crans-Montana di una équipe di psicologhe dell’emergenza inviata dalla Colonna mobile regionale della Protezione civile di Regione Lombardia per dare supporto ai feriti e ai familiari delle vittime dell’incendio.
Questa mattina, il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato, tramite un post su x, la disponibilità della Polonia, su richiesta della Svizzera, a fornire assistenza medica specialistica, negli ospedali polacchi, a 14 feriti dell’inciendio avvenuto la notte del 31 dicembre. Un portavoce del ministero degli Interni polacco ha confermato che l’offerta di aiuto polacca comprende quattro posti letto in terapia intensiva e 10 per pazienti con ferite meno gravi.
“Tragedie di questa portata sono quasi sempre il risultato di gravi irregolarità, come il sovraffollamento, l’inadeguatezza delle uscite o una gestione non corretta della sicurezza”. Così Giampietro Boscaino , direttore centrale della prevenzione e sicurezza tecnica, antincendio ed energetica del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco in merito all’incendio avvenuto a ’Le Constellation’. “In Italia - spiega Boscaino - un incidente con conseguenze così gravi, come quello avvenuto in Svizzera, non è compatibile con il nostro sistema se le norme e i controlli vengono applicati correttamente”. In particolare chiarisce il direttore centrale della prevenzione e sicurezza tecnica antincendio ed energetica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, “i locali aperti al pubblico, come discoteche e strutture di intrattenimento, sono sottoposti a regole di sicurezza molto rigorose, che fissano limiti chiari di affollamento, uscite di emergenza adeguate e misure obbligatorie per consentire alle persone di mettersi rapidamente in salvo”. “A questo si affianca un sistema strutturato di controlli dei Vigili del fuoco, che opera in fase preventiva e durante l’esercizio delle attività, per verificare il mantenimento delle condizioni di sicurezza”, aggiunge. “Il modello italiano si fonda su un rapporto sinergico - sottolinea Boscaino- lo Stato definisce regole chiare e severe, le autorità pubbliche vigilano sul loro rispetto e i gestori hanno il dovere di applicarle ogni giorno con responsabilità. È da questa collaborazione che nasce la sicurezza reale delle persone”.
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Fonte principale: IlSole24Ore