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Aggiornamento - Perché la parità di genere pesa sull’economia e sul futuro del Paese

16 dicembre 2025 di
Aggiornamento - Perché la parità di genere pesa sull’economia e sul futuro del Paese
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Perché la parità di genere pesa sull’economia e sul futuro del Paese

Aggiornamento delle ore 23:15.

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 16/12/2025 09:00.

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In Italia, il talento femminile rimane ancora in gran parte inutilizzato, eppure è sempre più necessario. Una parità sostanziale sul lavoro non è più (solo) una questione etica, ma anzitutto una necessità demografica. Secondo l’Indice europeo sulla parità di genere, l’Italia si colloca al tredicesimo posto, con un punteggio di 69,2 su 100: un miglioramento in atto ma molto lento, ancora distante dai Paesi in cima alla classifica. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 52,5%, contro il 70,4% degli uomini. Un divario che pesa soprattutto nel Mezzogiorno, dove in molti territori l’occupazione delle donne resta sotto il 35%. Come si traduce questo nel mondo del lavoro? Le carriere femminili sono spesso frammentate, difficili da riallineare con i ritmi del lavoro, con orari complicati da incastrare con la cura familiare. Tra i problemi concreti spesso ci sono rientri post-maternità, che non sempre trovano percorsi dedicati e una mobilità geografica difficile da sostenere con figli piccoli. È qui che la parità emerge anche come una questione economica. Le stime più recenti indicano che l’Italia potrebbe recuperare fino a sette punti di PIL ampliando la partecipazione femminile. Negli ultimi anni la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 ha iniziato a introdurre un cambiamento importante. Non si limita a definire obiettivi: stimola le imprese a misurare dati importanti, dall’avanzamento di carriera alla distribuzione degli incarichi, dai criteri di selezione alla formazione, fino alle misure di conciliazione e alla prevenzione delle molestie. Nelle grandi imprese l’impatto si vede infatti nelle situazioni quotidiane: chi rientra da un congedo, chi ottiene o no un avanzamento, chi lascia il lavoro per mancanza di assistenza e servizi fanno la vera differenza. È un passaggio decisivo: ciò che si misura diventa migliorabile.

Quando la parità di genere entra nei processi: il percorso del Gruppo FS In questo contesto si inserisce il percorso del Gruppo FS Italiane, che ha ottenuto la certificazione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125:2022, rilasciata dall’ente accreditato Bureau Veritas. Un risultato che arriva dopo un lavoro di revisione e allineamento dei processi interni, svolto con audit indipendenti e la definizione di standard condivisi dalle società del Gruppo. Per FS, la certificazione è una tappa del percorso di governance che è in atto da tempo. Dal 2017, il Gruppo ha definito un Codice di Condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro e dal 2020 ha istituito la figura della Consigliera di Fiducia e aperto uno sportello di ascolto a supporto di tutti i lavoratori e lavoratrici e attivo per la prevenzione delle molestie. La Certificazione ottenuta rappresenta per il Gruppo FS il risultato di un impegno costante nel promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, sicuro e nel quale ciascuna persona possa esprimere la propria unicità. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale, Stefano Antonio Donnarumma, sottolinea come il Piano Strategico 2025-2029, che prevede investimenti pari a 100 miliardi di euro e l’inserimento di 20mila nuove risorse, sia orientato a sostenere una crescita sostenibile, attenta ai diritti individuali, al welfare e all’introduzione di nuovi strumenti a supporto della genitorialità e della salute. In questo scenario il Gruppo punta a superare una vista dei ruoli legata al genere grazie ad una presenza femminile in costante crescita anche nei ruoli tecnici e grazie a un percorso costante nel tempo che punta a garantire pari opportunità di emersione del talento e a contrastare il divario retributivo di genere. Il percorso verso la certificazione ha riguardato tutte le fasi della carriera lavorativa, dalla revisione delle politiche di reclutamento e selezione, ai percorsi di crescita professionale, approfondendo le analisi dei dati retributivi e i programmi di formazione. È stata inoltre potenziata la trasparenza degli indicatori interni per garantire uniformità tra le diverse società del Gruppo. Il tema della conciliazione vita-lavoro è stato trattato come elemento strutturale per ampliare la flessibilità e i supporti dedicati. L’obiettivo è incidere non solo sui numeri, ma sulle condizioni che rendono possibile una carriera continua e non frammentata. La certificazione si inserisce in una strategia più ampia di sostenibilità e responsabilità sociale, coerente con i requisiti ESG e con le linee europee su diversità e inclusione. Il percorso di certificazione vuole dare un segnale culturale. Racconta una trasformazione che non riguarda solo il presente, ma il modo in cui ci si prepara al futuro: con responsabilità più chiare e la capacità di leggere anche ciò che i dati non mostrano in maniera evidente.

Fonte principale: IlSole24Ore

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