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Aggiornamento - Mercosur slittato e asset russi evitati, Meloni “pontiera” incassa a Bruxelles una doppia vittoria

19 dicembre 2025 di
Aggiornamento - Mercosur slittato e asset russi evitati, Meloni “pontiera” incassa a Bruxelles una doppia vittoria
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Mercosur slittato e asset russi evitati, Meloni «pontiera» incassa a Bruxelles una doppia vittoria

Aggiornamento delle ore 19:30.

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 19/12/2025 08:50.

Dalla nostra inviata a Bruxelles Manuela Perrone

Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com

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BRUXELLES - A Bruxelles Giorgia Meloni incassa una doppia vittoria . Prima strappa a Ursula von der Leyen, assieme alla Francia, il rinvio di un mese della firma dell’ accordo Ue-Mercosur . Poi, al Consiglio europeo durato fino a notte fonda per trovare la quadra sugli strumenti finanziari di sostegno all’Ucraina, contribuisce a stroncare la soluzione dell’uso degli asset russi congelati fino all’ultimo spinta dalla Germania e vede trionfare il “piano B” da giorni caldeggiato dall’Italia : un prestito di 90 miliardi garantito dai margini del bilancio Ue.

Un duplice esito niente affatto scontato. Per il Mercosur determinante è stato convincere al telefono il presidente brasiliano Lula , che ieri ha chiamato la premier, a fare marcia indietro rispetto all’ultimatum di mercoledì sera davanti al freno azionato dagli europei («Ora o mai più», aveva intimato Lula). Adesso la palla torna nelle mani della Commissione Ue a cui l’Italia chiede di inserire nell’intesa il principio di “reciprocità” a tutela del settore agricolo.

Per il secondo risultato, quello sul prestito, è stato invece decisivo il permanere di molti dubbi, non solo tra gli italiani , sulla solidità della base legale per l’uso dei beni russi congelati a garanzia di un prestito di riparazione. Meloni l’altroieri alle Camere aveva già esplicitato la necessità di scongiurare tutti i rischi, anche reputazionali, e di impatto sui conti pubblici. E gli sherpa avevano già cominciato a spingere sull’alternativa, ritenuta da Roma più «sostenibile» e meno esposta al pericolo di ritorsioni da parte della Russia di Vladimir Putin. Da qui l’accordo finale sul prestito tutto europeo: nessun dito nell’occhio a Mosca, ma comunque una dimostrazione di vicinanza europea a Zelensky e al popolo ucraino.

«Sono contenta che abbia prevalso il buon senso e che si sia riusciti a garantire le risorse che sono necessarie - ha spiegato la premier alle 3 del mattino lasciando il vertice - ma a farlo con una soluzione che ha una base solida sul piano giuridico e finanziario». Meloni, che si è imposta sul cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha rivendicato di aver collaborato a costruire un’alternativa valida per raggiungere due obiettivi: evitare eventuali ricorsi di Mosca e sostenere comunque finanziariamente Kiev in un momento di difficoltà.

Ma c’è un altro risvolto, tutto politico . Facendo tramontare il ricorso agli asset russi invisi al Belgio (la finanziaria Euroclear detiene la maggior parte dei 210 miliardi di beni congelati), la premier ha anche fatto a meno di irritare l’allegato leghista, Matteo Salvini , il più filorusso della coalizione. E ha in qualche modo rassicurato Donald Trump, di cui è l’alleata più fedele: l’Italia c’è e garantirà la coesione tra le due sponde dell’Atlantico continuando a mediare tra Europa e Usa. Sul campo a Bruxelles si è guadagnata il titolo di «arbitro», che le ha riconosciuto Le Monde a proposito del Mercosur. E che vale anche per il supporto finanziario all’Ucraina. È lei la pontiera. Ma per accontentare gli agricoltori, lascia amarezza e sconcerto tra le industrie nazionali ed europee che, in tempi di dazi Usa, continuano ad attendere con ansia l’accordo commerciale con il blocco sudamericano.

Argomenti: Politica, Parlamento, politica economica, pari opportunità

Fonte principale: IlSole24Ore

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