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Aggiornamento - Mercosur, si tratta ancora. Asse Italia-Francia: 'Serve più tempo'

19 dicembre 2025 di
Aggiornamento - Mercosur, si tratta ancora. Asse Italia-Francia: 'Serve più tempo'
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Mercosur, si tratta ancora. Asse Italia-Francia: 'Serve più tempo'

Aggiornamento delle ore 13:02.

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 19/12/2025 12:40.

"L'Italia ci ha chiesto di rinviare la firma" sul Mercosur "di altre due settimane", ma la premier "Giorgia Meloni ha affermato che, in coordinamento con la Commissione europea, si assicureranno che al più tardi a metà gennaio questo appuntamento a Brasilia" per la firma "possa aver luogo, quindi è ormai certo che il Mercosur entrerà in vigore una volta che il governo italiano avrà dato il suo consenso". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Non rinuncio alla speranza che anche la Francia lo approvi. Ma se così non fosse, abbiamo la maggioranza qualificata", ha aggiunto.

Lo conferma la stessa premier italiana: 'Si sta lavorando per posticipare il summit del Mercosur - afferma - il che ci offre altre settimane per cercare di dare le risposte richieste dai nostri agricoltori, le salvaguardie che sono necessarie per i nostri prodotti e consentirci così di poter approvare l'accordo quando, come abbiamo detto, avremo tutte le garanzie".

Il presidente francese Macron ha invece affermato che è "troppo presto per dire se Parigi potrà firmare a gennaio". "Lo spero - aggiunge -, perché significherebbe che avremo ottenuto dei progressi, alcuni dei quali sarebbero storici". Sul fronte spagnolo, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha affermato: "Abbiamo aspettato venticinque anni per firmare l'accordo commerciale con il Mercosur, possiamo aspettare un mese in più".

Ma per Bruxelles - sotto la pressione anche di Macron secondo cui "i conti non tornano" - le tutele sono già sul tavolo e hanno appena incassato un primo via libera dall'Europarlamento e dagli stessi governi nazionali. Una posizione che von der Leyen, affiancata da quattro commissari, ha difeso nel faccia a faccia con la componente più dialogante del settore: gli agricoltori riuniti sotto la sigla del Copa-Cogeca - inclusi i rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti (con i rispettivi presidenti Massimiliano Giansanti ed Ettore Prandini) e Cia - scesi in piazza a pochi isolati dal quartiere europeo. Nella consapevolezza che il rinvio a gennaio rappresenta comunque il male minore: la finestra successiva infatti esiste ed è il passaggio della presidenza di turno del Mercosur dal Brasile al Paraguay, il 20 gennaio, lasciando ancora un mese di margine.

A certificare che il fronte interno resta esplosivo ci hanno pensato le frange più agguerrite: trattori addobbati con luci natalizie, tricolori soprattutto francesi e belgi, clacson a martellare la colonna sonora di Rocky. Per tutta la giornata la tensione è rimasta alta, con la polizia costretta a intervenire prima con gli idranti e poi con i lacrimogeni. A Place du Luxembourg, davanti al Parlamento europeo, l'ultima immagine che resta è quella del grande albero di Natale abbattuto e dato alle fiamme.

La firma, per ora, resta nel cassetto. Nella serata di ieri Ursula von der Leyen ha informato i leader Ue di una decisione rimasta in bilico fino all'ultimo, accogliendo le richieste di Italia e Francia: il rinvio a gennaio del sigillo - inizialmente previsto per sabato 20 dicembre - sull'accordo Ue-Mercosur. Già nel pomeriggio Palazzo Chigi aveva congelato l'intesa, suggellando un'inedita convergenza con Emmanuel Macron. Prima, è stata la linea ribadita dal governo, servono "le risposte necessarie agli agricoltori", garanzie di reciprocità e tempo. Un messaggio giunto mentre dentro le sale del Consiglio europeo la tensione era già alta sul dossier degli asset russi congelati. Fuori, le preoccupazioni condivise anche dagli agricoltori di Belgio, Polonia e Irlanda hanno preso forma nell'odore acre delle proteste. A Bruxelles sono arrivati in massa: circa 8mila manifestanti, quasi mille trattori, per contestare anche i tagli alla Pac nel prossimo bilancio Ue. Un assedio che si è scontrato con l'urgenza sostenuta dalla Commissione europea, insieme a Berlino e Madrid, di chiudere - dopo 26 anni di negoziati - una partnership considerata essenziale per diversificare i mercati e rispondere ai dazi di Donald Trump.

"La mia sorpresa è stata scoprire che l'Italia, insieme alla Francia, non voleva firmare l'accordo", ha ammesso Luiz Inácio Lula da Silva dall'altra parte dell'Atlantico, parlando anche a nome di Argentina, Paraguay, Uruguay e Bolivia. Tuttavia, un primo tentativo di dialogo è arrivato con un confronto diretto con Meloni: la premier, ha riferito il leader brasiliano, "non è contraria, ma è sotto pressione dal mondo agricolo e mi ha chiesto pazienza: una settimana, dieci giorni, al massimo un mese". Il tempo necessario - nelle intenzioni italiane - per raffreddare la piazza e tentare di riaprire il testo inserendo clausole più robuste.

"Ci sono stati contatti diretti fra Lula e Giorgia Meloni, e la premier italiana è riuscita a convincere Lula che servono ancora due-tre settimane di tempo. Per noi è importante che questa ratifica ci sia". Lo ha detto il portavoce di Friedrich Merz, Sebastian Hille, rispondendo a Berlino in conferenza stampa alle domande sul rinvio della firma del Mercosur. Hille ha affermato che a Berlino si è "molto contenti" anche di questo. Un rinvio di due-tre settimane, ha spiegato, non vuol dire che non ci sia la firma finale. "Meloni ha bisogno di un po' di tempo per parlare di questo nel suo governo e nel parlamento in Italia", ha concluso

Fonte principale: Ansa

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