Meloni: 'L'Italia non invierà soldati in Ucraina. Difficile una soluzione sostenibile sugli asset russi'
Aggiornamento delle ore 20:15.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 17/12/2025 20:03.
Le comunicazioni della premier Giorgia Meloni alla Camera e al Senato in vista del Consiglio Ue .
L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza in vista delle comunicazioni al consiglio Ue con 177 sì e 123 no . Il documento punta, tra le altre cose, a "proseguire ogni sforzo per sostenere il processo di pace per l'Ucraina, continuando a collaborare con gli Stati Uniti e mantenendo coeso il fronte europeo". Altro obiettivo è "continuare ad agire nei confronti della Federazione Russa - ricorrendo a tutti gli strumenti della diplomazia incluso quello sanzionatorio, senza prescindere dal coordinamento con gli altri Stati membri del G7 e alla luce di solide basi giuridiche e finanziarie".
Dopo la Camera ora in Senato la discussione generale sulle comunicazioni della premier.
"Lunedì al vertice di Berlino con Zelensky, diversi colleghi europei e i negoziatori americani", c'è stato "un clima costruttivo e unitario che vale la pena di sottolineare. La dichiarazione finale dei leader europei riprende tutte le priorità che l'Italia ha sostenuto in questi mesi difficili e che ho ribadito anche a Zelensky nella sua visita a Roma", ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera, sottolineando che tra i "fattori fondamentali" emersi dal summit c'è lo "stretto legame tra Europa e Stati Uniti, che non sono competitor in questa vicenda, condividono lo stesso obiettivo angolo di visuale, non sovrapponibile completamente per il diverso posizionamento geografico".
E' importante "il mantenimento della pressione sulla Russia" che, a differenza di quanto dice la propaganda, "si è impantanata in una durissima guerra di posizione a costo di enormi sacrifici. Questa difficoltà è l'unica cosa che può costringere Mosca ad un accordo", ha detto Meloni.
Il Consiglio Ue "è chiamato ad assicurare la continuità del sostegno finanziario" all'Ucraina con la "soluzione più sostenibile per i Paesi membri nel breve e lungo periodo" , ha detto la premier, parlando della decisione sull'eventuale uso degli asset russi congelati. "Trovare una soluzione sostenibile - ha aggiunto - sarà tutt'altro che semplice".
Per le garanzie di sicurezza all'Ucraina c'è tra l'altro "l'ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale ucraina guidata dai volenterosi con la partecipazione volontaria dei paesi : approfitto per ribadire che l'Italia non intende inviare soldati in Ucraina ", ha sottolineato Meloni. La questione dei territori è "lo scoglio più difficile da superare per la trattativa. Tutti dovremmo riconoscere la buona fede" di Volodymyr Zelensky "che è arrivato a proporre un referendum", ipotesi "respinta dalla Russia". "Ogni decisione - ribadisce - dovrà essere presa tra le parti e nessuno può imporre da fuori la sua volontà".
"L'Italia resta impegnata anche a mantenere una pressione economica sulla Russia" , "qualsiasi strumento di sostegno a Kiev" deve "sempre rispettare i nostri valori e le regole su cui poggia lo stato di diritto". "Alla politica spetterebbe il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che come nel caso di Shahin fanno apologia del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. A nessuna sfugga la sfacciata ipocrisia di cui nelle stesse ore riesce a chiedere la censura delle case editrici e rivendicare la libertà di espressione per chi inneggia al 7 ottobre".
"La proposta della Commissione prevede maggiori contributi e minori allocazioni a politiche tradizionali per noi fondamentali come la Politica agricola comune e la Politica di coesione. Lo dirò senza giri di parole: non accetteremo di pagare di più per ottenere di meno". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue, parlando del bilancio europeo.
"Alla politica spetterebbe il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che come nel caso di Shahin fanno apologia del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. A nessuna sfugga la sfacciata ipocrisia di cui nelle stesse ore riesce a chiedere la censura delle case editrici e rivendicare la libertà di espressione per chi inneggia al 7 ottobre".
"Riteniamo che firmare l'accordo" sul Mercosur "nei prossimi giorni come ipotizzato sia ancora prematuro, è necessario attendere che il pacchetto di misure aggiuntive a tutela del settore agricolo sia perfezionato e allo stesso tempo illustrarlo e discuterlo con i nostri agricoltori", ha detto Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. "Non significa - ha aggiunto - che l'Italia intende bloccare o opporsi ma intende approvare l'accordo solo quando include adeguate garanzie reciprocità per il nostro settore agricolo. E sono molto fiduciosa che con l'inizio del prossimo anno tutte queste condizioni possano verificarsi".
"Io dico sì se la base giuridica è solida. Lei mi dice che devo dire sì perché la base giuridica è solida. Non siamo d'accordo. Non perché siamo amici di Putin ma per l'esatto contrario: se la base giuridica di questa iniziativa non fosse solida, noi regaleremmo alla Russia la prima vittoria vera dall'inizio del questo conflitto", ha spiegato Meloni in sede di replica nella discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo a Piero De Luca del Pd. "Bisogna sì puntare a utilizzare gli asset sovrani russi perché è giusto che sia la Russia a ripagare per la guerra di aggressione che ha mosso ma - ha puntualizzato - bisogna essere sicuri di fare la cosa giusta".
"Non vi riuscite a chiarire se siete alleati oppure no uno dice sì e l'altro risponde non è vero: mi rendo conto che sulla politica estera sia ancora più complesso". ha aggiunto Meloni osservando che da parte delle opposizioni ci sono "cinque risoluzioni per cinque partiti".
"Sicuramente nella maggioranza c'è un dibattito ma come sempre accaduto ci presentiamo qui e abbiamo una risoluzione con una linea chiara. L'Italia si presenta con una posizione che non è mai cambiata e per questo può esercitare il suo peso in Europa", ha detto la presidente del Consiglio. "A fronte di una risoluzione per 4 partiti ci sono 5 risoluzioni per 5 partiti dall'opposizione. Mi pare che ci sia una differenza fondamentale". Ad Angelo Bonelli "che dice lavoriamo per mandarla a casa dico che sono sempre pronta se si riesce, sono stata all'opposizione tanto e non mi preoccupa, ma mi preoccuperebbe mandare a Bruxelles un presidente del Consiglio che in Parlamento ha 5 risoluzioni e non sa quale linea politica adottare. Questo indebolirebbe l'Italia".
"Io penso che la realtà sul campo in questi quasi quattro anni abbia dimostrato che la Russia è meno forte di quanto abbia voluto raccontare", ha sottolineato la premier durante la replica, rispondendo al deputato Luigi Marattin che nel suo intervento aveva chiesto alla presidente del Consiglio di commentare le recenti dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "Certo che quando è iniziata - ha aggiunto - era una guerra impari ma il lavoro che noi abbiamo fatto racconta una storia un po' diversa rispetto a quella per cui non c'era niente da fare. Come ho sentito più volte dire dal M5S. Sono obiettivi che sono stati raggiunti con il sostegno occidentale. Penso che dovremmo essere consapevoli del nostro peso negli obiettivi che sono stati raggiunti in questi anni".
"Se noi fossimo quelli che distruggono la Coesione per colpire il Mezzogiorno, i numeri dicono una cosa diversa: da due anni il Mezzogiorno è la locomotiva d'Italia, al Sud occupazione e Pil crescono più della media nazionale. Abbiamo abolito iniziative che puntavano a favorire partiti che volevano comprare consenso facile e garantito dei cittadini, e a quei cittadini abbiamo restituito la libertà di avere un lavoro e migliorare il proprio destino", ha detto Meloni rivolgendosi agli esponenti delle opposizioni intervenuti prima di lei. "Se noi stiamo moltiplicando la povertà non mi pare che andasse meglio quando c'erano altri". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera, al termine della discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue replica alle opposizioni. "Sulla povertà mi corre l'obbligo di dire con i numeri che nel 2024 l'Itat ha certificato la povertà assoluta all'8,4% quando ci siamo insediati era sostanzialmente in linea, il balzo c'è stato tra il 2021 e il 2022, dal 7,7% è arrivato all'8,3%". E "per quello che riguarda il rischio povertà - aggiunge la premier cercando un appunto perché "mi piace essere precisa sui numeri" - si aggira attorno al 18,9%, nel 2022 parlavamo di circa il 20% quindi il rischio povertà sta diminuendo". Comunque le famiglie a rischio "sono molte ed è una delle nostre priorità".
Devo concentrare il mio intervento su una serie infinita di cose false che ho sentito da alcuni colleghi, e lo faccio rispondendo con i numeri", ha aggiunto Meloni in sede di replica nella discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rivolgendosi agli esponenti delle opposizioni intervenuti prima di lei.
Fonte principale: Ansa