Dai prezzi al traino dell’ibrido: così la benzina torna in cima alle scelte degli italiani
Aggiornamento delle ore 12:45.
Notizia relativa a Italia, pubblicata il 15/12/2025 13:00.
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La benzina risale nelle scelte degli italiani tanto che, come ha appena certificato l’Unem (l’Unione Energie per la mobilità) nel suo preconsuntivo 2025, l’asticella, pari a 9 milioni di tonnellate (+3,9%), è tornata sui livelli del 2011 quando, ha spiegato nei giorni scorsi Gianni Murano presentando la fotografia, «la quota delle auto a benzina sull’immatricolato però del 40% rispetto al 70% attuale, mentre i consumi di gasolio motori e gpl autotrazione scendono rispettivamente dell’1% e dello 0,4 per cento».
Ma cosa sta succedendo? A determinare questo sprint della benzina è la grande diffusione dell’ibrido. Che, sempre stando a quanto riportato dall’Unem, sta conquistando il mercato nazionale orientato sempre più verso questo tipo di soluzione e verso il segmento medio-grande (SUV e crossover che coprono il 58% delle nuove immatricolazioni). «Le ibride offrono maggiore flessibilità, consumi più contenuti e minori emissioni rispetto ai veicoli tradizionali, rappresentando una forma di transizione “graduale” verso una mobilità più sostenibile, in cui anche i biocarburanti potranno giocare un ruolo importante», ha puntualizzato lo stesso Murano.
Certo, anche l’elettrico puro sta crescendo dal momento che, nei primi 11 mesi del 2025, ha registrato un +58% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma le distanze rispetto ai numeri delle auto alimentate da un motore endotermico, ha spiegato il presidente dell’Unem, restano ancora significative: «Il motore endotermico continua ad essere il più consistente anche sul mercato dell’usato dove presenta volumi doppi rispetto al nuovo».
E sul fronte prezzi dei carburanti? Nel 2025 hanno toccato i minimi dal 2022: la benzina in media è stata pari a 1,733 euro/litro, mentre quello del gasolio a 1,652, ovvero inferiori di 8-9 centesimi rispetto al 2024, che a sua volta era stato più basso del 2023. Ma la situazione è destinata a cambiare con il riallineamento delle accise che scatterà a partire dal 1° gennaio in virtù di quanto previsto dalla Legge di bilancio 2026 all’esame del Parlamento. Un riallineamento che renderà il gasolio più costoso della benzina «in una misura stimata, a parità di prezzo industriale, in 3 centesimi euro/litro - ha stimato Murano - e con un maggiore gettito per l’erario di circa 2 miliardi di euro nel periodo 2026-2030».
Argomenti: finanza, energia, società pubbliche quotate
Fonte principale: IlSole24OreLocal