Crans-Montana: 3 le vittime italiane. Indagati i due gestori per omicidio e lesioni personali
Aggiornamento delle ore 23:31.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 03/01/2026 13:00.
Non ci sono "nuove notizie" sui sei italiani che risultano dispersi in Svizzera. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani , in collegameno da Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un rogo divampato in un locale notturno ha causato la morte di decine di giovani. Tajani ha confermato che gli italiani feriti sono 14 e che tre di loro sono in corso di trasferimento al Niguarda, dove sono già ricoverati altri quattro connazionali. Il vicepremier ha ricordato che sono state identificate al momento solo sei vittime e che tra esse non figurano italiani. “Tra i tre e i sei dei 100 feriti non sono ancora stati identificati, speriamo siano italiani ma prima di dare notizie bisogna usare molta prudenza", ha concluso il ministro.
Nuova paziente trasferita al Niguarda in condizioni gravi: 9 i ragazzi ora ospitati dalla struttura milanese
I gestori del locale indagati per omicidio, lesioni e incendio
Il proprietario del locale di Crans-Montana era stato in carcere
Bertolaso, siamo in attesa di una 15enne, gli altri non sono trasportabili
L’ambasciatore Cornado: “121 feriti, identificati solo 4 morti”
Svizzera: identificate tre vittime italiane
Sono state identificate tre vittime italiane tra i giovani che hanno perso la vita nella strage di Crans-Montana, nella notte di Capodanno. Sono lo studente sedicenne di Bologna Giovanni Tamburi, il golfista diciassettenne di Genova Emanuele Galeppini e il sedicenne milanese Achille Barosi. "Le famiglie sono state informate", ha specificato.
Crans-Montana, identificata la prima vittima italiana
Giovanni Tamburi, studente sedicenne del liceo Righi di Bologna, in vacanza a Crans-Montana col padre, era nel locale Le Constellation e finora era conteggiato fra i dispersi. La mamma dall’Italia aveva lanciato un appello disperato: “Ditemi se è vivo”. Ma ora un parente conferma: “C’è il riscontro del Dna”.
Tutte svizzere le 8 vittime identificate finora
Secondo un comunicato della Procura pubblica del Vallese, sono state identificate altre quattro vittime e i loro corpi sono stati restituiti alle famiglie. Si tratta di due donne svizzere di 24 e 22 anni e di due uomini svizzeri di 21 e 18 anni. Questo porta il numero totale delle vittime identificate a otto. Anche le prime 4 vittime identificate erano di nazionalità svizzera.
Svizzera: una ferita sarà curata a Genova, arrivo atteso domani
E' previsto per il primo pomeriggio di domani l'arrivo di una donna sopravvissuta all’incendio di Crans-Montana al Centro grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena. Il trasferimento avverrà in elicottero con atterraggio a Genova verso le 15.00. Il Villa Scassi, centro di riferimento a livello europeo per la gestione dei grandi ustionati, ha offerto la disponibilità di quattro posti letto, due in terapia intensiva e altri due in sub-intensiva.
Svizzera, domani a Crans messa dedicata alle vittime del rogo
La messa domenicale presso la cappella di Saint-Christophe a Crans-Montana, prevista domani alle ore 10, sarà dedicata alle vittime del tragico incendio che ha causato la morte di oltre quaranta persone e il ferimento di 119. La santa messa sarà officiata dai monsignori Jean-Marie Lovey vescovo di Sion, Charles Morerod e Alain de Raemy, nonchè rappresentanti di altre confessioni religiose. La messa sarà seguita da una processione silenziosa verso il memoriale eretto nei pressi del luogo dell'incendio dove la popolazione potrà porgere i propri omaggi, deporre fiori o candele e firmare il libro delle condoglianze sul podio allestito a tale scopo dal Comune di Crans-Montana. Venerdì 9 gennaio invece si terrà a Crans-Montana una cerimonia ufficiale in onore delle vittime dell'incendio. Oltre al libro delle condoglianze installato di fronte al luogo della tragedia, sul sito web della Confederazione è disponibile online (www.admin.ch/condoleances) un libro delle condoglianze per consentire a tutti coloro che lo desiderano di inviare il proprio messaggio di solidarietà alle persone colpite dalla tragedia.
Veglia alle 21 per commemorare i morti a Crans-Montana
Programmata per questa sera alle 21 una veglia in memoria delle vittime perite nel rogo del locale Le Constellation, avvenuto nella notte di capodanno a Crans Montana, in Svizzera. Il ritrovo davanti alla chiesa locale. Un’occasione per mostrare solidarietà alle famiglie e amici delle vittime.
La psicologa della Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza: “A Crans sale la rabbia legata all’attesa
La Società Italiana di Psicologia dell'Emergenza ha attivato un supporto psicologico in emergenza. “Ci sono pazienti che ancora non sono stati riconosciuti e uno dei momenti più angoscianti è proprio l’attesa, il non sapere, il non avere informazioni - ha spiegato Roberta Brivio, presidente di Sipem SoS Lombardia, la prima squadra a essere mobilitata -, anche se è purtroppo impossibile averne, perché viene prelevato il Dna dai familiari e poi viene messo a confronto con quello delle persone in rianimazione, ferite. Questo richiede dei tempi lunghi". La dottoressa, psicologa psicoterapeuta con oltre 40 anni di esperienza nella psicologia di emergenza e che ora si trova a Zurigo, mentre altri colleghi sono a Crans-Montana, ha spiegato che “è normale sentirsi così angosciati, è normale che non ci siano risposte immediate e che si vada in ansia. Sapere questo tranquillizza le persone”. I colleghi psicologi che si trovano a Crans “ci dicevano che lí sta mondando un po’ la rabbia. Una rabbia legata all'attesa e che permette di non sentire il dolore e la tristezza. Una risposta fisiologica che non deve preoccupare” ma che va compresa “senza controreagire”, ha concluso.
Nuova paziente trasferita al Niguarda in condizioni gravi: 9 i ragazzi ora ospitati dalla struttura milanese
Era stata definita “non trasportabile”, ma le ultime valutazioni dei sanitari svizzeri ne hanno autorizzato il trasporto. Secondo le prime fonti, si chiamerebbe Francesca la nuova paziente della tragedia di Crans Montana, portata all'ospedale Niguarda di Milano. Ha 16 anni, proviene da Zurigo ed è una giovane studentessa residente a Milano. La sua situazione si conferma grave. Con lei, il numero dei pazienti ora ricoverati al Niguarda sale a nove.
Chiamata la Protezione civile del Piemonte per assistenza logistica a Crans-Montana
La Regione Piemonte è presente a Crans-Montana con una squadra di volontari del Coordinamento regionale provenienti da Verbania e incaricata di prestare assistenza logistica e organizzativa, come il supporto per gli spostamenti, gli alloggiamenti e altre necessità. “Abbiamo messo a disposizione anche il nostro sistema di Protezione civile, forte dell'esperienza maturata in tanti missioni internazionali, e ringraziamo i volontari che stanno svolgendo la loro preziosa e importante funzione nella cittadina svizzera” ha dichiarato il presidente Alberto Cirio e l'assessore alla Protezione civile Marco Gabusi.
I gestori del locale indagati per omicidio, lesioni e incendio
La Procura cantonale ha iscritto nel registro degli indagati Jacques Moretti e Jessica Maric, i due gestori del locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, in Svizzera. Una nota della procura precisa che i primi riscontri dell'indagine in relazione all'incendio hanno portato all'apertura di un'indagine penale nei confronti dei due gestori che “sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo”.
La 15enne ferita arrivata al Niguarda da Losanna
E' atterrato da poco all'ospedale Niguarda di Milano l'elicottero che ha trasportato da Losanna la 15enne Sofia, una delle ragazze coinvolte nell'incendio di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans Montana. Si tratta dell'ottavo paziente preso in carico dal Centro ustioni della struttura meneghina e, come spiegato stamattina dall'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, è l'unico arrivo previsto per oggi nell'ospedale milanese, per quanto riguarda i ragazzi ricoverati attualmente in Svizzera.
Il locale aveva licenza per bar, ma non per il ballo
Tra i temi cruciali dell'inchiesta sul rogo di Capodanno c'è quello sulla gestione del disco bar 'Le Costellation'. In particolare in queste ore la domanda è se Jacques Moretti e Jessica Maric avessero i titoli necessari per amministrarlo come un locale anche da ballo. Quel che è certo dalla visura camerale, consultata dall'AGI, è che i due imprenditori godevano della licenza di "ristorazione, di vendere bevande e di mettere in commercio dei vini in generale". Non sembrerebbe che si fregiasse anche della licenza peculiare, richiesta per esempio in Italia, sui locali da ballo. Le esigenze di sicurezza in un posto dove si balla dovrebbero richiedere delle attenzioni in più. Nella visura non ce n'è menzione. Sempre da questo documento, si viene a sapere che il bar di via Rue Centrale 35 è iscritto nel registro degli esercizi commerciali da undici anni e che quella intestata a Moretti e alla moglie Maric è una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 20mila franchi. La procura cantonale che indaga per omicidio, lesioni e incendio colposi ha già fatto intendere che si concentrerà con molta attenzione sulla presenza o meno delle misure sicurezza, di un impianto antincendio, delle vie di evacuazione e di materiale non ignifugo sul soffitto che potrebbe avere moltiplicato gli effetti dell'incendio. Interrogato sulla gestione del locale e sul tema di una licenza per il ballo, l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha risposto: "Non sono in grado di fare paragoni con l'Italia ma quello che posso dire è che in Italia esistono servizi di vigilanza interna, c'è del personale e non oso immaginare un locale notturno gestito in questo modo nel nostro Paese dove abbiamo procedure molto severe". Nell'indagine della magistratura cantonale, saranno sentiti anche coloro i quali hanno effettuato le tre ispezioni negli ultimi anni dalle quali, secondo Moretti, non sarebbero emersero irregolarità.
Il sindaco di Reggio Calabria: “Aspettiamo Paolo Campolo: è il nostro eroe”
"Nella terribile tragedia che ha colpito Crans Montana durante la notte di Capodanno, dove un devastante incendio ha strappato alla vita decine di giovani, emerge una storia di straordinario eroismo che onora la nostra città: il coraggio di un nostro concittadino, Paolo Campolo, il cui intervento è stato decisivo per trarre in salvo decine di ragazzi". Così il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. "Paolo si trovava nei pressi della struttura - spiega il primo cittadino - in attesa della figlia che stava per raggiungere il fidanzato all'interno del locale. Non appena si è reso conto delle fiamme e del denso fumo che avvolgevano l'edificio, non ha esitato un solo istante e si è lanciato verso una porta a vetri rimasta bloccata, riuscendo ad abbatterla e aprendo così una via di fuga fondamentale per molti giovani presenti, alcuni dei quali già gravemente ustionati o intossicati. Paolo Campolo è un eroe reggino - prosegue Falcomatà - e in questo momento di immane dolore che ha sconvolto l'Europa intera, il ringraziamento dell'intera comunità va a lui. Con il suo gesto nobile e coraggioso, Paolo ha dato testimonianza del cuore grande della nostra città. Caro Paolo, ti aspettiamo a Reggio Calabria - conclude il sindaco -non appena le circostanze lo permetteranno, per tributarti ufficialmente gli onori della nostra comunità. Sarà per noi un orgoglio consegnarti la massima benemerenza cittadina del San Giorgio d'Oro, quale segno di riconoscenza per l'altruismo e il coraggio dimostrati".
Al liceo Virgilio di Milano una task force psicologi
Al liceo Virgilio di Milano, per il primo giorno di scuola, il 7 gennaio, sarà attivata una task force di psicologi che assisterà alunni e docenti dopo la strage di Capodanno a Crans Montana. Tra i giovani coinvolti nel rogo del lounge bar svizzero ci sono infatti anche alcuni studenti del liceo milanese di piazza Ascoli. L'intervento durerà verosimilmente qualche giorno. L'obiettivo è affrontare l'impatto emotivo dell'incidente in Svizzera ma anche dare agli insegnanti degli strumenti per proseguire l'attività didattica con tutta la sensibilità e la consapevolezza necessaria."Due psicologi andranno all'apertura della scuola per aiutare ragazzi e insegnanti a fare rete ed elaborare quanto successo", ha raccontato Erica Fioravanzo, coordinatrice del gruppo di lavoro 'Emergenze' dell'ordine degli psicologi della Lombardia. "La cosa importante che possiamo fare è quella di aumentare la resilienza dei ragazzi. Non possiamo togliere il dolore, ma possiamo agire sulla resilienza individuale e di comunità, per fare sì che questa tragedia abbia un impatto il meno traumatico possibile sulla psiche dei ragazzi", ha spiegato la specialista. Quello che faranno i professionisti al Virgilio e nelle altre scuole che eventualmente lo richiederanno è fare in modo che "i ragazzi facciano comunità, che si stringano insieme, che organizzino cose. La cosa peggiore in una situazione di trauma, infatti, è la solitudine, quando il trauma è individuale ci si sente isolati, sbagliati, fuori luogo. In questa tragedia, invece, la cosa positiva è che i ragazzi possono rendere comune e condividere e quindi li faremo parlare", ad esempio organizzando circle time. In casi come questo, ha concluso la psicologa, "c'è bisogno di creare dei ricordi, che danno anche molto forza d'animo".
Parigi: “16 francesi feriti e 9 dispersi”
Sedici francesi sono rimasti feriti nell'incendio e nove risultano ancora dispersi, secondo un nuovo bilancio comunicato dal Ministero degli Affari Esteri. Ieri le autorità svizzere avevano parlato della presenza di 14 francesi tra i 113 feriti identificati. Il Quai d'Orsay aveva finora segnalato otto cittadini dispersi. Sono in corso le operazioni di identificazione di 40 persone.
Dall’ospedale di Losanna in corso il trasferimento al Niguarda di una ferita italiana
È in corso il rimpatrio dell'ottavo ferito italiano. Si tratta di una donna che viene recuperata dall'ospedale di Losanna e trasferita al Niguarda di Milano. Lo si apprende dalla Protezione civile della Valle D'Aosta che sta effettuando il trasporto con un proprio elicottero medicalizzato, sotto il coordinamento della Centrale remota operazioni soccorso sanitario.
Il padre di uno dei feriti: “La famiglia Minghetti spera che Riccardo sia vivo”
"Ieri ho parlato con la mamma del ragazzo che è arrivato all'ospedale Niguarda da Berna, e anche con il papà di Riccardo Minghetti, che è tuttora disperso ma pensano e sono ancora fiduciosi di poterlo trovare tra i feriti non identificati". Lo ha spiegato Umberto Marcucci, il padre di Manfredi, uno dei ragazzi che sono stati ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano, sopravvissuti alla strage di Crans-Montana. I due giovani, entrambi romani, sono molto amici e quindi "questa speranza" di ritrovarlo "l'abbiamo tutti quanti, è amico di mio figlio e abbiamo sciato insieme nei giorni precedenti", ha aggiunto l'uomo parlando del giovane amico del figlio. Manfredi si trova in ospedale, "ieri era in terapia intensiva e lo stanno seguendo dopo il primo intervento al braccio", ha concluso il padre.
Il prefetto di Milano al Niguarda incontra i genitori dei ragazzi di Crans-Montan
All'ospedale Niguarda è arrivato in visita anche il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, per incontrare alcuni dei famigliari dei ragazzi ricoverati che sono sopravvissuti alla strage di Crans-Montana. Il prefetto, ha reso noto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, ha incontrato i famigliari di Gregorio, il giovane che è arrivato ieri, "e che è uno dei più problematici" a livello di condizioni cliniche. Infatti questa mattina è in sala operatoria, "lo stanno operando alle braccia ma anche il dorso e il volto sono molto compromessi", ha concluso l'assessore.
Il proprietario del locale di Crans-Montana era stato in carcere
Incendio colposo, omicidio colposo e lesioni corporali colpose. Sono i capi d'imputazione a cui dovranno rispondere coloro che saranno ritenuti responsabili dell'incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana nel caso l'inchiesta stabilisse l'effettiva esistenza di responsabilità penali per quanto accaduto. Intanto, Le Parisien ha pubblicato indiscrezioni sul proprietario del locale Jacques Moretti che in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia francese. Una ventina di anni fa, in effetti, l'uomo sarebbe finito in carcere in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita proprio da Le Parisien afferma però che ormai Moretti si è liberato dello "spettro della criminalità organizzata". Intanto, le autorità continuano a indagare per verificare se il bar abbia rispettato le misure di sicurezza antincendio, compresi, spiega il Blick , i lavori svolti nel bar dallo stesso Jacques Moretti dopo aver preso in gestione il locale.
Il numero dei feriti italiani al Constellation sale a 14
Sono ora 14 e non più 13 i feriti italiani nell'incendio del Constellation, mentre rimangono sei i dispersi. Il dato è stato riferito oggi dall'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. Il bilancio complessivo della tragedia aggiornato dalla autorità elvetiche stamane è di 121 feriti, di cui 5 non identificati e di 40 deceduti di cui 4 identificati e già restituiti alle famiglie. "Le procedure di identificazione andranno avanti e si concluderanno in gran parte tra oggi e domani, mentre l'identificazione di alcune vittime richiederà più tempo", ha precisato il diplomatico.
Il direttore del pronto soccorso del Niguarda: “Siamo in sala operatoria senza sosta”
Il lavoro nelle sale operatorie del Niguarda è senza sosta. Così come il monitoraggio e l'assistenza dei giovani pazienti ricoverati a Milano dopo la strage nel locale di Crans Montana nella notte di Capodanno. L'ospedale sta anche predisponendo un ampliamento dei posti letto. Ma la buona notizia, a oggi, è che le condizioni di salute migliorano. "Le cose, dal punto di vista clinico dei 7 pazienti ricoverati, vanno bene - ha spiegato Filippo Galbiati, direttore di Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso dell'Ospedale Niguarda di Milano - la situazione respiratoria, metabolica e relativa alla circolazione sta andando bene in tutti i pazienti e questo è importante nelle prime fasi. Abbiamo predisposto lo staff per le sale operatorie, oggi, domani e dopo, in modo continuativo, per curare bene le ustioni ed evitare infezioni - ha aggiunto - la parte chirurgica, pertanto, sta continuando anche stamattina, gli interventi saranno continuativi. Il messaggio - ha detto ancora Galbiati - deve essere positivo e noi dobbiamo essere tutti molto speranzosi". Il direttore del Pronto soccorso ha poi riferito che "la nostra direzione e le autorità regionali ci hanno chiesto di mettere a disposizione ancora più posti letto perché al di là dell'arrivo della ragazza (Sofia, ndr) e degli altri che stiamo valutando in Svizzera col nostro team, ci hanno chiesto letti ulteriori anche per eventuali necessità delle autorità svizzere. I letti ci sono - ha affermato infine Galbiati - e come sanitari siamo pronti ad accogliere altri pazienti. Abbiamo un piano crescente per ampliare il numero oltre i 16 posti già garantiti". Proseguirà anche l'attività di aggiornamento sullo stato di salute delle persone ricoverate. Come ha annunciato l'assessore lombardo Guido Bertolaso questa mattina, infatti, da oggi pomeriggio saranno diffusi bollettini.
La protezione civile del Piemonte a Crans-Montana
La Regione Piemonte è presente a Crans-Montana con una squadra di volontari del Coordinamento regionale provenienti da Verbania e incaricata di prestare assistenza logistica e organizzativa, come il supporto per gli spostamenti, gli alloggiamenti e altre necessità. In base alla richiesta formulata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile è stato attivato il modulo Tast (Team di assistenza tecnica e supporto) della Protezione civile regionale, struttura operativa specializzata e certificata per interventi di emergenza nazionali e internazionali composta da volontari e professionisti piemontesi per supporto logistico e coordinamento, parte della Colonna mobile piemontese. "Fin dai momenti immediatamente successivi alla tragedia di Capodanno - affermano il presidente, Alberto Cirio, e l'assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi - la Regione Piemonte ha offerto la sua disponibilità a collaborare con le attività di soccorso sanitario e di assistenza. Abbiamo messo a disposizione anche il nostro sistema di Protezione civile, forte dell'esperienza maturata in tanti missioni internazionali, e ringraziamo i volontari che stanno svolgendo la loro preziosa e importante funzione nella cittadina svizzera".
Rintracciato un italiano che era nell'elenco dei dispersi
È stato rintracciato e non è più tra i dispersi di Crans-Montana Giuliano Biasini, 49 anni, originario di Piedimonte San Germano (Frosinone). L'uomo figurava nell'elenco degli italiani inizialmente dati per dispersi dopo il rogo scoppiato nella notte di Capodanno ma sta bene e non si trovava nel locale al momento dell'incendio. Biasini, direttore di sala, la notte del 31 dicembre era infatti al lavoro in un altro locale della zona, poco distante dal Constellation, teatro della tragedia. Subito dopo il rogo non si avevano sue notizie e il suo nome era stato inserito tra i dispersi ufficiali. In un primo momento si era anche ipotizzato che potesse trovarsi tra le persone gravemente ustionate ricoverate in ospedale. A confermarlo questa mattina è stato il fratello Cristian. "La mattina del primo gennaio Giuliano ci ha chiamato, come fa sempre. Ci ha raccontato della notte d'inferno a Crans Montana". Secondo quanto ricostruito, l'elenco sarebbe stato compilato nelle ore immediatamente successive all'incendio, includendo i cittadini italiani presenti in zona.
Bertolaso, siamo in attesa di una 15enne, gli altri non sono trasportabili
"Oggi abbiamo un arrivo da Losanna, è sicuramente la paziente più grave e più seria. Sofia dovrebbe arrivare a fine mattina, ma dipende dal meteo". Lo ha riferito l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso. "Per fortuna - ha aggiunto - abbiamo avuto l'autorizzazione a trasportarla in elicottero qui a Niguarda. Questo è l'unico arrivo previsto per oggi perché gli altri tre pazienti che sono stati visitati dal nostro team sono stati dichiarati non trasportabili", ossia i due ragazzi italiani e il cittadino svizzero coinvolti nella strage di Crans Montana. "Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente il 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti", ha precisato. "Oggi perciò il ponte aereo si ferma con l'arrivo di Sofia, in attesa di avere la possibilità di essere autorizzati a portare gli altri italiani - ha spiegato Bertolaso - se poi gli svizzeri, come sembra, ci dovessero chiedere di accogliere altri loro pazienti, abbiamo già dato la disponibilità". Si arriva così "a quel numero di 6 che portano a completamento il numero di 13 feriti italiani. Sette sono già qui ricoverati e oggi arriva l'ottava, che è Sofia". Oltre alla quindicenne Sofia e ai due ragazzi italiani non ancora trasportabili, però, "ci sono due ragazzi che non sono ancora stati identificati con certezza. Loro sono i due casi più gravi e si trovano al centro ustioni di Zurigo. - ha riferito l'assessore - abbiamo la ragionevole speranza che siano italiani ma dobbiamo ancora fare le prove del test del Dna, hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni" e questo complica il loro riconoscimento, in più "sono intubati quindi non possono parlare, per cui bisogna attendere".
L’ambasciatore Cornado: “121 feriti, identificati solo 4 morti”
Il bilancio aggiornato della tragedia di Crans-Montana è di "121 feriti, di cui 5 non identificati, e 40 deceduti, di cui 4 identificati e già restituiti alle famiglie". Lo ha dichiarato l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a proposito dell'ultima informativa delle autorità svizzere. "Le procedure di identificazione vanno avanti e si concluderanno in gran parte tra oggi e domani, l'identificazione di alcune vittime invece richiederà più tempo", ha aggiunto Cornado, spiegando che alle 17:00 ci sarà un'altra informativa alle famiglie.
Tajani, a Crans-Montana identificati sei corpi, non sono italiani
"La polizia svizzera ha già identificato sei cadaveri, ma non sono di cittadini italiani. Oggi ha convocato le famiglie delle persone disperse o ferite per dare ulteriori comunicazioni. Quindi è probabile che già oggi ci sia l'identificazione di altre persone decedute nella tragedia della notte di Capodanno. Nel caso di vittime siamo pronti a organizzare un volo di Stato con un C130. Però adesso aspettiamo di avere conferme di eventuali vittime italiane, cosa da non escludere”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in collegamento con il Tg2.
Bertolaso: due feriti italiani ricoverati a Zurigo non sono ancora stati identificati. “Ci sono le foto ma loro sono coperti dalle bende”
I sette feriti nell'incendio di Crans-Montana ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano sono tutti "in condizioni molto critiche, in rianimazione". Lo ha spiegato stamani l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a Rtl 102.5. "Un nostro team ha girato tutti gli ospedali facendo il check e dando la luce verde per il trasporto, oppure li dichiarano intrasportabili - ha spiegato - Ne abbiamo ancora due per i quali probabilmente a fine mattinata daranno il via libera; ne abbiamo altri quattro che sono al centro grandi ustionati di Zurigo, due non sono ancora stati identificati ufficialmente, perché ci sono delle fotografie ma sono coperti da bende". "E' chiaro che non possiamo trasportarli mettendo a rischio la loro persona. Il nostro obiettivo era riportare i nostri ragazzi, ma abbiamo avuto la richiesta di trasportare un cittadino svizzero con nome italiano; probabilmente porteremo anche lui al Niguarda", ha concluso Bertolaso.
Psicologo dell’emergenza: “Aiutiamo le famiglie a reggere l’urto”
"Il nostro compito è stare accanto alle famiglie dei feriti e dei dispersi, offrendo presenza e vicinanza. Non possiamo cancellare il dolore, ma possiamo aiutare le persone ad affrontare un momento insostenibile, attraversare ore difficilissime, a reggere l'urto". Lo spiega all'Adnkronos Salute Massimiliano Di Carlo, presidente dell'associazione 'Psicologi per i Popoli' (sezione Lazio) e psicologo dell'emergenza nello staff del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi (Cnop). In momenti come questi, chiarisce Di Carlo, gli psicologi dell'emergenza "intervengono per aiutare genitori, fratelli, sorelle, nonni a ritrovare un minimo di equilibrio emotivo". "Dobbiamo mantenere le persone 'in asse'. Nelle prime ore le reazioni possono essere molto diverse: pianto, rabbia, silenzio, senso di vuoto o confusione. Sono risposte umane a uno stress estremo - sottolinea -. Il nostro lavoro non è fare terapia, ma aiutare a ritrovare un minimo di equilibrio e a contenere le risposte di allarme dell'organismo". Uno dei problemi principali, secondo Di Carlo, "è il 'rumore informativo': social, video e passaparola possono diffondere contenuti non verificati. È comprensibile cercare notizie ovunque, ma è più protettivo affidarsi a canali ufficiali. In situazioni così, l'informazione affidabile è un bisogno primario: va organizzata e gestita con attenzione. È stato attivato un supporto psicologico nei punti di assistenza e nei contesti ospedalieri". "Nelle prime 72 ore pesa soprattutto l'incertezza e l'esposizione continua. Poi, col tempo - sottolinea Di Carlo - il dolore tende a diventare più intimo e richiede accompagnamento rispettoso, senza forzature". Nella località svizzera di Crans-Montana sono arrivati fin dalle prime ore psicologi dell'emergenza, provenienti in particolare da Veneto e Trentino, mentre altri professionisti sono impegnati all'ospedale Niguarda di Milano: "Il supporto psicologico è garantito" conclude.
Procuratrice: “Al Costellation c'era un’uscita di sicurezza: per ora nessun indagato”
Al momento nessuna ipotesi di reato e nessun indagato per l'incendio al disco bar Constellation di Crans-Montana. Lo spiega Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Cantone Vallese, in una intervista alla televisione svizzera Rts, confermando la presenza di una uscita di sicurezza nel locale. I proprietari del Costel, i francesi Jacques e Jessica Moretti, "sono stati sentiti come persone informati sui fatti e nei loro confronti non ci possono essere misure coercitive perché attualmente sono considerate innocenti ", spiega la procuratrice. "Se si arrivasse a una perizia che ci indica chiaramente che una persona o più persone hanno commesso errori - aggiunge - le imputazioni andrebbero da omicidio per negligenza a incendio per negligenza". Per il magistrato inquirente "nel bar c'era un'uscita di sicurezza e questo è qualcosa che posso confermare". "Tra tutte le ipotesi che abbiamo esaminato - prosegue la procuratrice Pilloud - quella più probabile è che una candela messa su una bottiglia di champagne abbia bruciato il soffitto del bar e successivamente causato l'incendio nell'intero locale". "Senza una perizia degli esperti - aggiunge - al momento non abbiamo elementi che ci permettano di dire che la schiuma fono assorbente posta sul soffitto del bar fosse un elemento che non doveva essere lì".
Bertolaso, il passo più doloroso sarà il riconoscimento delle vittime con il dna
Alcuni feriti nell'incendio di Crans-Montana sono difficilmente identificabili con certezza "perché la parte più lesionata è stata proprio il volto, molti di loro sono completamente fasciati, abbiamo delle fotografie ma non possiamo identificarli con certezza per le bende e per le lesioni che hanno subito". Lo ha spiegato l'assessore lombardo dl Welfare Guido Bertolaso intervistato stamani da Rtl 102.5. "Poi purtroppo, il problema più difficile, più penoso, più lungo, più doloroso sarà quello delle identificazione delle vittime perché fare il dna a tutti i corpi che stanno tirando fuori da quel maledetto posto e fare il matching con i parenti che aspettano di sapere se il figlio disperso sia tra la vittime", ha concluso Bertolaso.
Bertolaso: “Due feriti italiani a Zurigo non ancora identificati ufficialmente”
I sette feriti nell'incendio di Crans-Montana ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano sono tutti "in condizioni molto critiche, in rianimazione". Lo ha spiegato stamani l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a Rtl 102.5. "Un nostro team ha girato tutti gli ospedali facendo il check e dando la luce verde per il trasporto, oppure li dichiarano intrasportabili - ha spiegato -. Ne abbiamo ancora due per i quali probabilmente a fine mattinata daranno il via libera; ne abbiamo altri quattro che sono al centro grandi ustionati di Zurigo, due non sono ancora stati identificati ufficialmente, perché ci sono delle fotografie ma sono coperti da bende". "Non possiamo trasportarli mettendo a rischio la loro persona. Il nostro obiettivo era riportare i nostri ragazzi, ma abbiamo avuto la richiesta di trasportare un cittadino svizzero con nome italiano; probabilmente porteremo anche lui al Niguarda", ha concluso Bertolaso.
Bertolaso: “A Crans-Montana la stessa situazione di quando festeggiavamo negli sgabuzzini”
"Oggi non è più accettabile che, come eravamo giovani, si festeggiava negli sgabuzzini, non si conoscevano le strutture di sicurezza. Ora non è concepibile, quello che abbiamo visto è stato allucinante. In un istante il soffitto è andato a fuoco, Lì i ragazzi non dovevano esserci, abbiamo perso 40 ragazzini a Crans-Montana". A dirlo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a Rtl102.5. "Sono romano - aggiunge - e lo dico in romanesco: 'bisogna stare in campana' e quello che è successo 'mi fa impazzire'".
Bertolaso: “Al Niguarda 7 ricoverati e 2 in arrivo, su altri 4 decideremo”
"Abbiano trasferito finora sette dei nostri ragazzi al Niguarda. Ora ne abbiamo in arrivo ancora due, se saranno trasportabili e ne abbiamo altri quattro che sono i più gravi, i più critici e entro la giornata decideremo quale procedura seguire. Alcuni non sono riconoscibili". Lo ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso parlando a Rtl102.5 sulla strage di Crans-Montana.
In programma alle 10 il prossimo bollettino sui feriti italiani
Dall'ospedale Niguarda di Milano il prossimo aggiornamento sui ragazzi coinvolti nell'incendio di Capodanno nel locale 'Le Constellation' di Crans Montana in Svizzera, già ricoverati nella struttura milanese e in arrivo nelle prossime ore, è in programma alle 10 di oggi. E, dopo questo, il bollettino successivo dovrebbe essere lunedì.
Il racconto: dolore e piste piene, i due volti del borgo
A Crans-Montana il business non si ferma: boutique e impianti presi d’assalto resta solo un’aiola spartitraffico per lasciare un fiore o una candela. L’agente immobiliare: “Americani e arabi non chiedono dell’odore di bruciato, ma degli chalet”.
Proprietari del Constellation: “Non riusciamo più a dormire né mangiare”
Il proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana rompe il silenzio, dicendo al quotidiano svizzero online in lingua tedesca ' 20 Minuten ' che lui e sua moglie, la quale è rimasta ferita nel rogo, "non riescono più a mangiare né a dormire". "Non possiamo né dormire né mangiare; siamo tutti in pessime condizioni", ha detto al giornale Jacques Moretti, che assicura la piena collaborazione sua e di sua moglie con le autorità. Sempre su 20 Minuten , la Procuratrice generale Béatrice Pilloud ha confermato che la coppia - entrambi francesi - "sono stati ascoltati come testimoni" e che non c'è alcuna indagine penale su loro. Il proprietario, scrive 20 Minuten , ha rifiutato un'intervista più lunga con la Tribune de Genève , affermando di non sentirsi "in buone condizioni" dopo la tragedia. Ha tuttavia ribadito che il locale era stato "ispezionato tre volte" negli ultimi dieci anni e che "tutto è stato fatto secondo le norme".
Media: “Rogo partito da bottiglia donna con casco”
Il rogo che ha causato la strage di Crans-Montana potrebbe essere partito dalla bottiglia di una donna con un casco con posizionata sopra una candela pirotecnica. È quanto ipotizza il sito elvetico Blick , che rilancia una foto pubblicata dal Daily Mail . L'immagine mostra una persona con una maschera di Guy Fawkes e, cavalcioni sulle sue spalle, una donna con un casco nero, che tiene in mano la una bottiglia con sopra un dispositivo pirotecnico acceso, avvicinarsi pericolosamente al soffitto che nell'immagine aveva già iniziato a prendere fuoco.
Fonte principale: Repubblica Ita Local