Corruzione: Italia al 52° posto nel Corruption Perceptions Index. Rischi e strategie di contrasto
Aggiornamento delle ore 04:15.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 10/12/2025 13:00.
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La Giornata internazionale contro la corruzione richiama l’attenzione su un fenomeno che frena lo sviluppo e ha importanti ricadute economiche. Nella classifica globale l’Italia è ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei
Il 9 dicembre si celebra la Giornata internazionale contro la corruzione, riconosciuta dall’Onu come una minaccia che alimenta le disuguaglianze e ostacola la crescita. Questa ricorrenza affonda le sue radici nel 2003, quando fu istituita la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, primo passo verso un fronte comune per contrastare questo fenomeno.
Quest’anno, la campagna dell’Onu contro la corruzione punta l’attenzione sui giovani, tra i più colpiti dai suoi effetti, e sottolinea il potenziale di nuove tecnologie come intelligenza artificiale e blockchain per combattere questa piaga. La Convenzione fornisce indicazioni per la prevenzione, suggerisce specifiche azioni giuridiche e stabilisce degli standard di trasparenza sia nel settore privato che nel pubblico.
Inoltre, lo scorso 2 dicembre la Commissione e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla prima direttiva dell’Unione che armonizza le leggi penali per combattere la corruzione. Questa nuova normativa stabilisce degli standard per rafforzare la prevenzione e la persecuzione dei reati collegati a questo problema in tutta l’Ue.
Nel mondo, la corruzione mostra forti differenze da un Paese all’altro e tra le diverse aree geografiche. Secondo il Corruption Perceptions Index (CPI) di Transparency International, il fenomeno continua a crescere in scala e complessità: oltre due terzi dei 180 Paesi analizzati registrano un punteggio inferiore a 50 su 100, segnale di livelli di corruzione elevati.
In cima alla classifica degli Stati più virtuosi si trova la Danimarca con un punteggio di 90, seguita da Finlandia (88) e Singapore (84). La top 10 è dominata dai Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, come Lussemburgo, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, ma comprende anche Australia e Nuova Zelanda. In fondo alla classifica si trovano invece Venezuela, Somalia e Sud Sudan, con un punteggio rispettivamente di 10, 9 e 8.
Le migliori performance si trovano nelle democrazie consolidate, che hanno un punteggio medio di 73 punti contro i 47 delle democrazie considerate “deboli” e i 33 dei regimi non democratici.
In questa graduatoria l’Italia si colloca al 52° posto nel 2024, con un livello di corruzione percepita di 54 punti. Rispetto al 2023 il nostro Paese ha perso 10 posizioni in classifica, anche se nel lungo periodo il piazzamento dell’Italia è migliorato, considerando la 72esima posizione del 2012.
Spesso la corruzione è legata anche ad altri indicatori, come la debolezza delle istituzioni o la scarsa efficienza della giustizia. Non a caso, guardando ai dati del Rule of Law Index del World Justice Project, che include parametri come diritti fondamentali, trasparenza del governo, ordine e sicurezza, la classifica globale presenta delle somiglianze con il CPI.
Nella graduatoria generale del Rule of Law Index 2025, l’Italia è al 34° posto su 143 Paesi presi in considerazione, mentre per quanto riguarda la voce “Assenza di corruzione” il nostro Paese si attesta al 39° posto.
La corruzione non è soltanto una piaga sociale ma anche economica. Un’indagine di Eurobarometro del 2025 rivela che circa sette aziende europee su dieci (il 71%) concordano sul fatto che la corruzione ostacoli la concorrenza nel proprio Paese. Inoltre, il 25% delle aziende che hanno partecipato a una procedura di appalto pubblico ritiene che la corruzione abbia impedito loro di aggiudicarsi una gara o un contratto.
Ci sono poi i danni economici diretti in termini di perdita di fatturato per le aziende. Secondo un report della Association of Certified Fraud Examiners (ACFE) che analizza le frodi occupazionali a livello globale, quasi la metà dei casi considerati ha incluso una qualche forma di corruzione, con una perdita mediana di 200.000 dollari per caso.
Fonte principale: IlSole24OreLocal