Confindustria: in calo export e produzione industriale. Gli stranieri trainano il turismo
Aggiornamento delle ore 23:45.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 22/12/2025 11:04.
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Un «quadro complicato». Per una serie di motivi: il dollaro debole sull’euro, dovuto anche ai tagli dei tassi Fed, continua a frenare l’export italiano nel quarto trimestre, insieme ai dazi Usa. Scricchiola di nuovo la fiducia delle famiglie e quindi le attese sui consumi. L’industria fa ancora fatica, con la produzione industriale che è tornata a calare ad ottobre, -1,0%, portando la variazione acquisita nel quarto trimestre a -0,1% (la fiducia delle imprese resta su un trend positivo a dicembre).
A favore giocano gli investimenti, grazie in larga parte al Pnrr , i servizi, tirati dal turismo straniero, il calo del prezzo del petrolio. Nonostante petrolio e gas siano in discesa, il costo dell’elettricità per le imprese resta alto: i prezzi sono doppi rispetto al valore pre-2022, con 0,28 euro/KWh, contro 0,18 in Francia e 0,17 in Spagna.
È la fotografia scattata dall’analisi Congiuntura Flash del Centro studi di Confindustria , che sottolinea il calo dell’export, la debolezza dei consumi e il caro elettricità. Con i tassi fermi da parte della Bce al 2% , il costo del credito alle imprese italiane non scende più (3,52 a ottobre, quasi come a luglio). La Fed ha tagliato i tassi per tre volte di fila, annunciandone altri. Questo contribuisce a un dollaro svalutato sull’euro: 1,17 a dicembre, quasi al picco.
L’export è in calo: le prospettive restano negative, con un nuovo calo degli ordini manifatturieri esteri a dicembre. A ottobre sono stati deboli gli scambi italiani: quasi fermo l’import, +0,3% a prezzi correnti, -3,0% l’export, dopo il +2,9% a settembre. Le vendite sono in crescita in alcuni settori, soprattutto la farmaceutica, e in poche destinazioni, Svizzera, Opec, Francia, Spagna e anche Usa.
Sugli investimenti i segnali sono ancora buoni, con gli indicatori favorevoli per gli investimenti in impianti e macchinari a fine 2025. Nel quarto trimestre si mantiene elevata la fiducia delle imprese di beni strumentali e di quelle di costruzioni. L’industria è debole: nei primi dieci mesi sono in recupero metallurgia e mobili, ma restano in difficoltà moda e automotive.
Per quanto riguarda i consumi, la variazione acquisita per il quarto trimestre è nulla. Il numero di occupati è tornato in espansione a settembre e ottobre, ma la fiducia delle famiglie ha avuto una brusca interruzione a novembre, con un parziale recupero a dicembre.
Ad ottobre, secondo l’indice RTT, è proseguita l’espansione dei servizi, dopo il pieno recupero di settembre. Per il quarto trimestre si prevede un buon ritmo di crescita, confermato dal balzo di dicembre della fiducia delle imprese del settore.
Anche nell’Eurozona i servizi vanno meglio dell’industria. A ottobre la produzione industriale è cresciuta nei principali paesi: in Germania +1,1%, in Francia +1,0%, in Francia +0,4%; a novembre però il Pmi manifatturiero è stato espansivo solo in Spagna. Nei servizi è risultato positivo anche in Francia. In Usa si registra un rallentamento dell’economia, mentre in Cina riparte l’export: bene Africa, Ue e Sud Est asiatico, crollo negli Usa.
Il Centro studi ha dedicato un focus al turismo: è un settore ancora in crescita, grazie agli stranieri : la spesa dei turisti esteri è stimata per il 2025 a circa 57 miliardi , con un +5,2% sul 2024 (a ottobre la spesa ha segnato +7,4% annuo ). Il flusso di turismo in uscita, cioè gli italiani all’estero, cresce a ritmi minori ( +3,1% nel 2025) e resta più basso. Il saldo turistico dell’Italia, quindi, è largamente in attivo e crescente negli ultimi anni ( +23 miliardi stimati nel 2025, da +21 nel 2024), fornendo un contributo importante alla solidità dei nostri conti con l’estero.
L’espansione della spesa turistica, a prezzi correnti, mentre gli arrivi ristagnano, è spiegata in maniera significativa dall’aumento dei listini. Le analisi, conclude il Csc, confermano che il settore turistico in Italia rappresenta una fetta significativa di pil e occupati. Negli ultimi anni la sua crescita ha puntellato la dinamica per certi versi anemica dell’economia italiana: è cruciale rilanciare gli arrivi turistici per continuare a contare su tale motore.
«Il turismo si conferma un pilastro della crescita italiana, in grado di attivare sviluppo territoriale e intere filiere del made in Italy, dalla manifattura alla cultura. I dati della Congiuntura Flash del Centro Studi Confindustria evidenziano una spesa straniera in forte crescita, +7,4% a ottobre e stimata a 57mld a fine anno, e un saldo turistico ampiamente positivo e in aumento, +23 miliardi. Questo dimostra l’elevata attrattività dell’Italia e del Made in Italy. La sfida è trasformare questa forza in crescita stabile per attrarre più persone, promuovendo la qualità dell’offerta e valorizzando i territori», dice Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per trasporti, logistica e industria del turismo, commentando l’analisi diffusa oggi dal centro studi di viale dell’Astronomia. «In questo quadro - evidenzia - giocano un ruolo determinante le 4 ’D’ - destagionalizzazione, dimensione, digitalizzazione e diversificazione - su cui sta lavorando il gruppo tecnico turismo e cultura di Confindustria. In particolare, la diversificazione, soprattutto in un contesto caratterizzato da una forte concentrazione territoriale. Inoltre, la competizione internazionale si fa sempre più intensa e nuove mete avanzano rapidamente. Serve quindi una strategia chiara e una politica industriale del turismo di medio-lungo periodo. Spingere sulla qualità del Made in Italy è la chiave per essere sempre più competitivi a livello globale».
Fonte principale: IlSole24Ore