Chi è Stefano Sannino, l’ex diplomatico che consigliava i leader del centrosinistra
Aggiornamento delle ore 23:45.

Notizia relativa a Italia, pubblicata il 02/12/2025 17:15.
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Quello dell’ ambasciatore e diplomatico italiano Stefano Sannino , insieme all’ex ministra degli Esteri Federica Mogherini, è tra i nomi di spicco coinvolti nell’inchiesta belga per presunta frode nell’utilizzo dei fondi Ue che coinvolge il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) e il Collegio d’Europa . Sannino, già segretario generale del Seae, è oggi direttore generale della Direzione generale della Commissione europea per il Medio Oriente e Nord Africa , ed è in assoluto uno dei grand commis della burocrazia europea.
A Belgrado e Bruxelles i primi passi da diplomatico
Nato a Portici, in provincia di Napoli, la vigilia di Natale del 1959, Sannino ha studiato scienze politiche all’Università Federico II, per poi entrare nel servizio diplomatico nel 1986, servendo come vice-capo missione presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado (1994-96), prima di essere distaccato dal governo italiano come capo incarico di segretario di Stato agli affari esteri nel primo governo Prodi (1996-98).
Dal 1998 al 2001 Sannino è stato capo di gabinetto del ministero del Commercio internazionale sotto i ministri Piero Fassino prima ed Enrico Letta poi. Successivamente è tornato alla diplomazia a Belgrado, come capo della missione Osce nella Repubblica federale di Jugoslavia (2001-2002).
I primi passi nelle stanze che contano della Commissione europea a Bruxelles risalgono al 2002 come consigliere per le relazioni esterne e il commercio nel gabinetto dell’allora presidente Romano Prodi , insieme a Sandro Gozi. La sua carriera europea è quindi continuata con l’incarico di direttore per la gestione delle crisi e rappresentante della Commissione presso il Comitato politico e di sicurezza (2004-2006), prima di seguire Prodi nel suo secondo mandato come presidente del Consiglio dei ministri, come consigliere diplomatico del premier dal 2006 al 2008.
Tornato a Bruxelles nel 2008, è stato Direttore per le relazioni con l’America Latina (2008-2009) e vice-direttore generale per le Relazioni esterne incaricato di Asia e America Latina (2009-2010). Successivamente è passato alla Direzione generale per l’allargamento della Commissione europea, dove è stato vicedirettore generale dal 2010 al 2011 e direttore generale dall’aprile 2011 al luglio 2013, quando ha lasciato l’incarico per diventare il Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea, nominato dal premier Lett a.
Tra il 2016 e il 2020 Sannino è stato nominato ambasciatore d’Italia in Spagna, dove ha ricevuto il premio Transexualia per il suo sostegno all’inclusione sociale delle persone trans in Spagna, e il premio Lgbt Andalucía per i suoi sforzi nella lotta contro l’omofobia. Nel 2018 l’ambasciatore Sannino - apertamente omosessuale, sposato con il catalano Santiago Mondragón Vial - ha innalzato la bandiera arcobaleno presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid in occasione della settimana del Gay Pride in città, episodio che ha dato lo spunto per diverse interrogazioni parlamentari al Senato
Nel febbraio del 2020 Josep Borrell, allora Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, lo ha nominato segretario generale (inizialmente quale aggiunto) per gli affari economici e globali del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) , in sostituzione di Helga Schmid, incarico che ha mantenuto fino alla fine del 2024.
Creato dal Trattato di Lisbona e operativo dal 2010, il Servizio europeo per l’azione esterna è in pratica il “ministero degli Esteri” europeo: il suo quartier generale è a Bruxelles, accanto al celebre Berlaymont, e può contare su una rete di delegazioni che copre praticamente ogni angolo del globo risultando la prima vera diplomazia multinazionale del mondo. A indicare la rotta è l’Alto rappresentante. L’italiana Federica Mogherini ne ha tenuto il timone dal 2014 al 2019, mentre Sannino ne ha firmato la regia operativa come segretario generale dal 2021 al 2024.
Nel 2025, terminato l’incarico presso il Seae, Sannino è tornato a lavorare presso la Commissione europea in qualità di direttore generale ad interim nel nuovo Direttorato generale per il Mediterraneo, il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo (DG MENA) .
La nuova direzione generale era stata annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in occasione della presentazione del Collegio dei commissari a settembre del 2024. Gli orientamenti politici 2024-2029 e la lettera di incarico alla Commissaria Šuica indicano come prima iniziativa, nell’ambito di questa politica, l’adozione del nuovo patto per il Mediterraneo, che andrà ad ispirare anche il lavoro della DG MENA.
Fonte principale: IlSole24Ore