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Aggiornamento - Casa, per l’affitto si spende il 35% dello stipendio. Ma a Milano va in fumo il 76% della paga, a Roma il 65%

17 dicembre 2025 di
Aggiornamento - Casa, per l’affitto si spende il 35% dello stipendio. Ma a Milano va in fumo il 76% della paga, a Roma il 65%
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Casa, per l’affitto si spende il 35% dello stipendio. Ma a Milano va in fumo il 76% della paga, a Roma il 65%

Aggiornamento delle ore 19:03.

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Notizia relativa a Italia, pubblicata il 17/12/2025 07:23.

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Poco più di un terzo dello stipendio da destinare al pagamento dell’affitto. È la percentuale (35%) che si paga in media in Italia per avere una casa, di poco superiore alla soglia considerata critica (30%). Eppure, in quasi tutte le città metropolitane (dieci su quattordici) il rapporto va oltre la media, arrivando fino ai casi di Milano e Roma.

È ciò che emerge dal nuovo documento della Direzione strategie settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, focalizzato sui territori che necessitano di service housing in Italia, cioè l’offerta ai lavoratori di alloggi a prezzi inferiori ai livelli di mercato.

Tra i fattori analizzati nel rapporto, c’è l’incidenza del costo degli affitti sulle retribuzioni, il cosiddetto housing affordability index (Hai), data dal rapporto tra i canoni d’affitto medi mensili e le retribuzioni medie nette. Più alto è il valore del rapporto, maggiore è la pressione abitativa nella provincia di riferimento.

In particolare, le retribuzioni medie provinciali (che comprendono tredici mensilità) si riferiscono ai dipendenti del settore privato non agricolo, esclusi i dirigenti. Mentre, per i canoni d’affitto, si fa riferimento al costo mensile di un appartamento di 60 metri quadri nei capoluoghi di provincia.

A Milano, dove la percentuale è due volte e mezzo superiore a quella della soglia critica. Arriva al 76%: ciò vuol dire che, nel capoluogo lombardo, si spendono poco più di tre quarti dello stipendio per l’affitto. Poco meglio nella Capitale, dove si spende il 65%.

Le due metropoli italiane si piazzano tra quelle con il rapporto affitto/stipendio più alto d’Europa. Rispettivamente al quinto e al sesto posto secondo il Deutsche Bank Research Institute . Come Milano, la percentuale si aggira intorno al 75% anche a Barcellona, Madrid e Londra, mentre è decisamente più alta a Lisbona (116%).

Il rapporto di Cdp mostra quali sono le altre città metropolitane in cui si spende più della media (in base allo stipendio) per l’affitto. Non ci sono solo i centri del Nord, come Bologna (48%), Torino (42%) e Venezia (39%), ma anche Firenze (45%) nel Centro Italia e Napoli (45%), Cagliari (43%), Bari (39%) e Messina (39%) al Sud.

Appena sotto la media, invece, c’è l’unica città metropolitana del Nord, cioè Genova (34%), comunque sopra la soglia critica del 30%. Al di sotto di essa ci sono soltanto Reggio Calabria (28%), Palermo (26%) e Catania (25%).

A dipendere sulle differenze territoriali sono i canoni d’affitto, e non i livelli delle retribuzioni, «spesso omogenei tra le province». «Questo - spiega il rapporto - è il risultato di una serie di trend che hanno contribuito ad aumentare la tensione abitativa e a far sì che i prezzi delle abitazioni e degli affitti, soprattutto in alcune aree del Paese, siano cresciuti più rapidamente dei redditi. Tra questi: l’elevata domanda di affitti a breve termine , i flussi migratori interni verso le grandi aree metropolitane, l’aumento dei costi di costruzione e dei tassi ipotecari, nonché un’offerta immobiliare spesso inadeguata a sostenere la domanda».

Fonte principale: IlSole24Ore

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