Bankitalia conferma le stime sul Pil, lieve crescita fino al 2028
Aggiornamento delle ore 19:02.
Notizia relativa a Italia, pubblicata il 19/12/2025 18:43.
L'economia italiana mostra dei segnali di risveglio a fine anno dopo il +0,1% del terzo trimestre e continuerà in crescita, seppure moderata, fino al 2028 grazie soprattutto ai consumi. Secondo le proiezioni della Banca d'Italia la crescita del potere d'acquisto, grazie al contenimento dell'inflazione, e della domanda interna sta trainando un aumento dei consumi mentre l'export sta incontrando e incontrerà maggiori difficoltà a causa dei dazi.
Dei segnali misti arrivano anche dall'Istat che evidenzia come a dicembre l'indice di fiducia delle imprese ha raggiunto il massimo da marzo 2024. E anche quello dei consumatori, dopo il calo registrato a novembre 2025, torna ad aumentare: il clima personale aumenta da 94,5 a 96,4. E tuttavia nel mese di ottobre sono "tornati a diminuire, su base mensile e al netto dei fattori stagionali, sia il fatturato dei servizi sia quello dell'industria; per i servizi sono in calo anche i volumi, che invece sono sostanzialmente stazionari per l'industria".
Nell'aggiornamento di dicembre, gli esperti di Via Nazionale confermano così le stime sul Pil per l'anno in corso e il prossimo e ritoccano leggermente verso l'alto quelle del 2027. "Si stima che la crescita del prodotto, pari allo 0,1 per cento nel terzo trimestre, si rafforzi leggermente a partire dal trimestre in corso, sospinta dalla domanda interna", scandisce il documento.
In media d'anno il Pil si espande dello 0,6 per cento nel 2025 e nel 2026, dello 0,8 nel 2027 e dello 0,9 per cento nel 2028. Il lieve ritocco per il 2027 (era a +0,7% nel documento di ottobre) avviene "soprattutto per effetto di una crescita dei consumi lievemente maggiore, anche per l'inflazione contenuta". Buone notizie, segnalate anche dai dati su prestiti bancari arrivano dagli "investimenti che continuano a espandersi, sebbene a ritmi più moderati, beneficiando delle misure del Pnrr e del progressivo miglioramento delle condizioni di domanda".
Per quanto riguarda le esportazioni, gli esperti di Via Nazionale sottolineano che "crescono a ritmi inferiori a quelli della domanda estera ponderata quest'anno e il prossimo, risentendo degli effetti dell'inasprimento delle politiche commerciali e della perdita di competitività associata all'apprezzamento dell'euro, per accelerare nel biennio 2027-28".
Le importazioni aumentano in tutto il prossimo quadriennio, sospinte principalmente dalla domanda di beni strumentali. Il contributo della domanda estera netta alla crescita del prodotto è negativo quest'anno e il prossimo e pressoché nullo in media nel biennio 2027-28. E poi c'è il capitolo inflazione. Lo slittamento, di un anno, dell'entrata in vigore delle norme Ue sul sistema di quote di emissioni Ets2, fa tagliare alla Banca d'Italia le previsioni sulla crescita dei prezzi. Ora si prevede che l'inflazione, misurata con l'indice armonizzato dei prezzi al consumo, si colloca all'1,7 per cento nella media dell'anno in corso, all'1,4 per cento nel 2026 e risale successivamente all'1,6 nel 2027 e all'1,9 per cento nel 2028, quando l'entrata in vigore del nuovo sistema di scambio di quote di emissione di inquinanti e di gas a effetto serra nell'Unione europea " determina un temporaneo aumento della dinamica dei prezzi dell'energia".
Rispetto alle previsioni di ottobre, le stime di inflazione sono inferiori di 0,1 punti percentuali nel 2026 e di 0,3 nel 2027 per lo slittamento di un anno dell'entrata in vigore della normativa Ets2. L'inflazione al netto dei beni energetici e alimentari, stimata all'1,9 per cento nella media di quest'anno, scende all'1,6 nel prossimo triennio riflettendo la moderazione delle pressioni salariali e il modesto recupero della produttività
Fonte principale: Ansa