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Rachele Risaliti, moglie di Castrovilli: «Denuncio chi ha augurato morte alla mia famiglia. Il calcio si ribelli agli hater»

3 gennaio 2026 di
Rachele Risaliti, moglie di Castrovilli: «Denuncio chi ha augurato morte alla mia famiglia. Il calcio si ribelli agli hater»
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Rachele Risaliti, moglie di Castrovilli: «Denuncio chi ha augurato morte alla mia famiglia. Il calcio si ribelli agli hater»

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 04/01/2026 13:00.

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La donna, ex Miss Italia, lancia l'allarme sull'odio social dopo un post contro il marito che attualmente gioca nel Bari: «Se tutti avessimo il coraggio di denunciare, potremmo dare uno scossone»

Gaetano Castrovilli e Rachele Risaliti con il loro bambino

«Voglio dare un segnale: far capire che si può reagire alla violenza verbale. Magari non accadrà nulla. Però, non sono rimasta in silenzio». A combattere l’odio che corre sui social (e non solo) è Rachele Risaliti, Miss Italia nel 2016, modella, influencer e imprenditrice (firma un brand di gioielli), moglie di Gaetano Castrovilli , centrocampista del Bari, originario di Canosa di Puglia, con un passato in Serie A e da campione d’Europa nella Nazionale di Mancini.

Sabato sera, 27 dicembre, poche ore dopo il pareggio interno dei biancorossi contro l’Avellino, la coppia ha ricevuto su Instagram un messaggio vergognoso di minacce e auspici di morte : «Che il cancro vi divori tutti. Che i vostri figli e che tutto ciò che avete muoiano». Il nome dell’utente è Cosmin Florin. Pronta la denuncia della moglie del calciatore in una storia sulla sua pagina Instagram : «Sempre più spesso si leggono commenti o messaggi di questo spessore — scrive Rachele Risaliti — uno schifo, una vergogna. Il calcio dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono veramente triste, amareggiata e schifata da tutto questo. Sappi che denunceremo».

Il contesto è quello di una stagione complicata per il Bari, quintultimo in Serie B dopo 18 giornate, con un rendimento al di sotto delle attese. Castrovilli, tornato in estate in biancorosso a otto anni dall’addio al Bari, è sceso in campo finora quindici volte, segnando una rete. Contro l’Avellino era rientrato da titolare dopo due turni di stop per infortunio ed era rimasto in campo per tutta la gara, ricevendo fischi dal pubblico del San Nicola per una prestazione non ritenuta all’altezza. L’episodio mette ancora una volta in luce il problema dell’aggressività online verso le famiglie di sportivi, invitando a riflettere sul confine tra agonismo e comportamenti illeciti sul web.

Rachele, a chi è stato inoltrato il messaggio offensivo? «È arrivato come commento a un post di una nostra foto di qualche tempo fa insieme al nostro bambino, Brando, che ha quasi due anni. Gaetano l’aveva letto ed eliminato, senza dirmi nulla. Non voleva farmi star male. Ma è stato inviato anche nelle nostre chat private di Instagram».

Cosa l’ha spinta a replicare pubblicamente? «L’aver toccato il nostro bambino, la famiglia. È gravissimo. Si sa, il tifo è acceso, ci sono annate migliori e altre da dimenticare, partite in cui si gioca bene e altre no, ma il calcio è un momento di svago, è spettacolo. Attaccare la famiglia mi ha dato tremendamente fastidio».

E ha deciso di denunciare. «Mancano sole le firme. Ora siamo a Londra per una breve vacanza. Ma l’iter con la Polizia postale è partito».

Tre settimane fa, in Serie A, un’altra vicenda simile: Amanda Ferreira, moglie del terzino della Fiorentina Dodò, aveva reso pubblici messaggi offensivi rivolti alla propria famiglia da alcuni tifosi viola. «Un episodio che ci ha molto colpiti, provenendo ed essendo cresciuto Gaetano nella Fiorentina. Purtroppo, accade sempre più spesso. Ma se tutti avessimo il coraggio di denunciare, potremmo dare uno scossone. E potremmo essere d’aiuto infondendo coraggio per ribellarsi e denunciare a chi subisce violenza verbale al di là del calcio e dei social che, comunque, dovrebbero essere un canale per socializzare, non uno strumento per offendere liberamente».

Francesco Vicari, capitano del Bari, ha espresso solidarietà attraverso un lungo post in cui scrive: «In questo mondo delirante stiamo normalizzando e banalizzando comportamenti gravissimi». «Francesco in questi giorni è con noi a Londra. Oltre a lui, tutto il mondo del calcio si è schierato con noi, inclusi molti calciatori della Nazionale».

Suo marito ha firmato il contratto con il Bari lo scorso agosto. Avrebbe mai immaginato, rientrando a casa, di trovare un tale clima? «No. Si mettono in conto attacchi e critiche legati all’andamento del gioco e della squadra. Ma mai aveva ricevuto simili offese e minacce. È stato un episodio isolato, per fortuna. Non si può e non si deve oltrepassare il limite. Attaccare la famiglia è il peggio che possa accadere».

Il 10 gennaio, il Bari sarà in trasferta a Carrara e giocherà una partita che, in caso di sconfitta, potrebbe complicare ulteriormente la situazione in classifica. Preoccupata? «Me lo ha chiesto pure un’amica. Le do la stessa risposta: voglio vivere tranquilla nella nostra città. Noi abbiamo superato questo brutto episodio. Facciamo in modo che non si ripeta e che altri, in caso siano presi di mira, prendano esempio da noi e denuncino».

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Fonte principale: CorriereBariLocal

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