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Il 2025 è l'anno d'oro del turismo a Bari. Boom di incassi dalla imposta di soggiorno e più 25% di pernottamenti in città

3 gennaio 2026 di
Il 2025 è l'anno d'oro del turismo a Bari. Boom di incassi dalla imposta di soggiorno e più 25% di pernottamenti in città
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Il 2025 è l'anno d'oro del turismo a Bari. Boom di incassi dalla imposta di soggiorno e più 25% di pernottamenti in città

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 04/01/2026 13:00.

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Meta ormai gettonata soprattutto da italiani, polacchi e rumeni. Attrattiva per molti under 35. E il Comune studia possibili nuove regole per limitare gli affitti brevi

Folla di turisti nel centro storico di Bari

Un bottino da 4 milioni e 850mila euro, andando oltre ogni previsione di inizio anno . Risorse fresche entrate nelle casse comunali e che saranno impiegate per il rafforzamento dei servizi - in primis l’igiene urbana - e di alcune tratte aree nel solco della destagionalizzazione.

Il 2025 si è confermato un anno da record per il turismo a Bari. A certificarlo gli incassi dell’imposta di soggiorno , il balzello giornaliero previsto per visitatori e turisti che pernottano in città. I dodici mesi dell’anno appena trascorso hanno consegnato alle statistiche comunali due dati fondamentali: oltre 2,6 milioni di pernottamenti e oltre un milione di ospiti registrati in città sul portale Pay Tourist. Numeri che hanno quindi fatto schizzare gli incassi delle presenze «certificate» tra le bellezze cittadine. Specie a dicembre e nei giorni a ridosso di Natale e Capodanno.

I numeri delineano anche l’identikit dei turisti con la speciale classifica dei Paesi di provenienza: al primo posto ci sono gli italiani (26,88%), seguiti dai polacchi (12,72%), mentre al terzo posto si piazzano i rumeni (5,78%) poco sopra i francesi (5,55%). Una presenza massiccia dalla cattolicissima Polonia anche grazie a siti di interesse storico quali la Basilica, dove non c’è solo San Nicola ma anche la tomba della duchessa e regina polacca Bona Sforza. Senza dimenticare i voli diretti e low cost che collegano Bari a Cracovia e Varsavia. Non a caso - dato molto insolito - la settimana di Ferragosto ha fatto registrare il pareggio di presenze, entrambe al 18%, di italiani e polacchi.

Quanto al profilo dei turisti registrati, nel 41,10 per cento dei casi Bari è stata scelta soprattutto dalle famiglie , poco sopra il 39,55% composto da gruppi e comitive di viaggi organizzati; fanalino di coda invece i single con il 19,35% di presenze. E il capoluogo, forse anche per i prezzi più bassi rispetto ad altre grandi città italiane e per la sua offerta enogastronomica, ha attirato soprattutto i giovani, specie nelle fasce d’età 29-33 anni (9.45%) e 24-28 anni (8.99%) . Bene anche gli under 50, mentre agli ultimi posti si sono piazzati i turisti over 70. Tra le curiosità spicca ottobre, mese in cui sono salite al terzo posto le presenze americane, alle spalle del tandem composto da polacchi e italiani.

Statistiche che delineano le strategie che l’amministrazione comunale dovrà adottare in questo 2026, anno che potrebbe segnare la definitiva consacrazione di città turistica. « Rispetto al 2024 abbiamo registrato un significativo più 25% di pernottamenti . Inoltre la durata media del soggiorno in città si è attestata su 2,4 giorni a fronte dei 2,25 del 2024, il che ci fa sperare di poter contendere nel 2026 a Vieste il tradizionale primato pugliese» commenta l’assessore al Turismo Pietro Petruzzelli.

Un anno nel quale, anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sul caso Toscana e della piena disponibilità del neo governatore Antonio Decaro a rivedere il settore anche qui in Puglia, il Comune potrebbe iniziare delle serie valutazioni sugli affitti brevi. «L’obiettivo non è voler stoppare le strutture extralberghiere - spiega l’assessore Petruzzelli - ma mettere un tetto di presenze, specie nei quartieri centrali, e incentivare e promuovere l’apertura di nuove strutture nelle zone più decentrate, magari in quelle a ridosso del mare e che meritano attenzione» . In sostanza una sorta di «freno» al boom di b&b, case vacanze e locazioni brevi che stanno praticamente desertificando angoli pregiati della città con un spopolamento ormai consolidato in zone ambite quali Bari vecchia, Madonnella e Umbertino. Un fenomeno che sta mettendo radici anche in quartieri più a ridosso del centro, quali ad esempio Libertà e Carrassi, provocando anche distorsioni al mercato immobiliare. Tra l’aumento degli sfratti (per fare posto ai b&B) e dei prezzi al metro quadro diventati proibitivi per chi cerca casa e per le giovani coppie.

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Fonte principale: CorriereBariLocal

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