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Aggiornamento - Bari, non solo il caso Noema per il cambio di uso dei palazzi: tre progetti del partito del cemento

4 gennaio 2026 di
Aggiornamento - Bari, non solo il caso Noema per il cambio di uso dei palazzi: tre progetti del partito del cemento
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Bari, non solo il caso Noema per il cambio di uso dei palazzi: tre progetti del partito del cemento

Aggiornamento delle ore 08:16.

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 04/01/2026 13:00.

Si definisce «orgogliosamente un palazzinaro», Simone Degennaro . Il titolare della Noema srl , la società che si è vista bloccare dal Comune la possibilità di trasformare in residenze tre grattacieli a Poggiofranco , all'indomani della sentenza del Tar che gli dà torto non getta la spugna: «Noi non molliamo di un centimetro, anzi di un metro cubo. Quegli edifici renderanno Bari più moderna e più bella. E soprattutto: saranno costruiti».

Ma il partito del mattone ora deve fare i conti con un'amministrazione che vuole frenare sull'espansione edilizia. E ha tre grandi progetti da valutare nel 2026: il Tondo di Carbonara , la riqualificazione dell'ex acciaieria Scianatico e il complesso edilizio di via Demetrio Marin a San Pasquale . Il tutto mentre è in corso l'iter per il recepimento, da parte del Comune, della legge 36 del 2023 che concede premi volumetrici fino al 35 per cento per chi abbatte e ricostruisce.

E mentre una parte della maggioranza che sostiene il sindaco Vito Leccese , a cominciare dall'assessora all'urbanistica Giovanna Iacovone , invoca una nuova norma regionale per superare quella del 1999 che non prevede il cambio di destinazione d'uso per il passaggio dalle abitazioni a bed and breakfast.

I privati chiedevano di fare il contrario — da uffici a residenze — e su scala più ampia in via Mazzitelli con la lottizzazione Noema. In questo caso si trattava di realizzare 90 appartamenti su tre grattacieli . Ora non sarà più possibile, a meno che l'azienda non decida di ricorrere al Consiglio di Stato . «È una valutazione che stiamo facendo — spiega Degennaro — ma forse, più semplicemente, chiederemo un nuovo permesso di costruire per terziario, cosa che non ci spaventa per niente».

Per l'imprenditore è il Comune a rimetterci: «Noi avevamo proposto di ridurre le volumetrie e avremmo versato nelle casse comunali un altro milione di euro oltre ai tre già corrisposti come oneri di urbanizzazione. Ora invece realizzeremo per intero gli edifici e non cederemo altre aree a verde , oltre a quelle già realizzate». Di qui la polemica nei confronti dell'impostazione comunale: «Lamentano sempre la mancanza di aree a standard, ma poi quando noi le cediamo, restano sempre aree abbandonate . Noi abbiamo già realizzato a scomputo un'area a verde, un'area sportiva di 3mila metri quadrati, ulteriori spazi per i parcheggi. E abbiamo ceduto un'area per una scuola. Ma poi, se non li trasformiamo direttamente noi, restano lì come terreni incolti».

Stoccata finale all'amministrazione: «Con il Piano casa si è costruito tantissimo in questa città. Laddove invece c'erano lottizzazioni già pianificate, come nel caso nostro, non si è consentito di cambiare destinazione, cosa che poteva consentire di ridurre il consumo di suolo e riqualificare». Secondo i dati Ispra , l'incremento lordo di suolo consumato a Bari nel 2024 è stato di 21,13 ettari, ancora di più di quanto rilevato nel 2023 rispetto al 2022 (16,59 ettari). In totale, la percentuale di suolo consumato è superiore al 43 per cento ed è la più alta di tutti i Comuni pugliesi. Con il Piano casa si sono realizzati a Bari un milione e 640mila metri cubi di abitazioni.

La vicesindaca Iacovone vuol porre un argine. «Non per tarpare le ali all'edilizia. Ma lo sviluppo dev'essere conciliato con l'interesse pubblico». E così è partito il nuovo indirizzo, che vale anche per Noema e sarà recepito anche nel Piano urbanistico generale : prima di edificare, i privati devono realizzare i servizi richiesti. Gli assalti però sono tanti. In via Demetrio Marin si volevano realizzare 40 appartamenti con procedura Zes, semplificata, ma il Comune si è opposto e Dilella invest ha rinunciato, ma potrebbe ripresentare a breve. Quanto al Tondo di Carbonara, è in stand-by dopo la richiesta di rinvio ottenuta dai privati con un ricorso: si deciderà a settembre.

Fonte principale: RepubblicaBariLocal

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