Passa al contenuto

Affollamento nei Pronto Soccorso a Bari, il direttore sanitario del Policlinico: "Giorni difficili"

4 gennaio 2026 di
Affollamento nei Pronto Soccorso a Bari, il direttore sanitario del Policlinico: "Giorni difficili"
Administrator

Affollamento nei Pronto Soccorso a Bari, il direttore sanitario del Policlinico: "Giorni difficili"

Immagine correlata

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 04/01/2026 13:00.

“Credo che le Asl e i Policlinici facciano quello che possono per garantire un servizio che però, diciamocelo, oggi non è più ‘solo’ di Pronto Soccorso, avendo assorbito di fatto attività di tipo territoriale o dei cosiddetti medici di famiglia; il Pronto Soccorso, del resto e giustamente, c'è sempre e non può non rispondere. Se tutti allora vanno al Pronto Soccorso (perché non c'è alternativa) non c'è nessuna organizzazione che possa tenere e si rischia il tilt”. Sono queste le parole, pubblicate sulla sua pagina facebook, con cui il direttore sanitario del Policlinico di Bari, Danny Sivo , segnala il sovraffollamento registrato questi giorni nei punti di primo soccorso della città.

"Sono giorni difficili questi di festa ed è più o meno così da anni in questa stagione - sottolinea Sivo - Quello che trovo ingiusto è che la discussione si incentri sul disservizio legato al sovraffollamento senza farsi domande sulle ragioni stesse del sovraffollamento. Occorre (e lo si dice da anni) una riforma completa della assistenza territoriale che concretizzi rapidamente quanto previsto da tutto l'impianto normativo post Covid e rimasto sostanzialmente fermo. L'Italia non può andare avanti con un Sistema Sanitario Nazionale concepito cinquanta anni fa con una popolazione nettamente più giovane; occorrono più risorse e spese bene".

“I Pronto Soccorso di una volta erano affollati di emergenze spesso traumatologiche mentre oggi sono il collettore di grandi anziani con più patologie croniche, di grande complessità e la cui gestione ne rende sempre più difficile il funzionamento e che andrebbero seguiti diversamente e spesso non ricoverati in Ospedale, ma in cosiddetti ‘Ospedali di Comunità’ a gestione prevalentemente infermieristica (l'infermiere di oggi è un professionista ben diverso da quello di un tempo). So che anche i Medici di Medicina Generale sono oberati, ma ritengo che quel modello di ‘convenzione’ con il Sistema Sanitario Nazionale abbia fatto il proprio tempo e che sia giusto e non più rinviabile un maggiore coinvolgimento degli stessi nella rete assistenziale”.

“Il Blocco Conservatore del Sistema Sanitario Nazionale resiste a tutti i cambiamenti soprattutto a quelli di tipo strutturale, ma la Politica deve anche decidere che vengono prima gli interessi dei pazienti e solo dopo quelli dei dipendenti - dichiara il direttore sanitario del Policlinico di Bari - Naturalmente ci sarebbe la questione del personale, delle differenze di retribuzione e di stress a danno del personale dei Ppss e di tutta l'emergenza urgenza, ma di fondo rimane la necessità di una riforma che dalla carta diventi realtà prima che sia troppo tardi e salti il Servizio Sanitario Nazionale Pubblico e universalistico (e in tanti non vedono l'ora)”.

“In Italia consentiamo al Privato Convenzionato di fare attività con soldi pubblici senza che si accollino anche l'emergenza urgenza (esempio i Pronto Soccorso) - conclude Sivo - È una cosa assurda: le Asl e i Policlinici devono assistere tutti mentre al Privato viene consentito di scegliersi i pazienti più remunerativi in nome del profitto con soldi pubblici. Diano una mano anche loro”.

Fonte principale: BariTodayLocal

Altre fonti sulla stessa notizia

Incidente stradale a Bari, perdono la vita un motociclista e un pedone