Tumore avanzato del cuoio capelluto ritenuto inoperabile: rimosso con successo al Policlinico di Bari

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 26/12/2025 13:00.
Un intervento chirurgico considerato troppo rischioso o addirittura non eseguibile in altri centri è stato portato a termine con successo al Policlinico di Bari, dove una donna di 52 anni residente in Calabria è stata operata per un carcinoma basocellulare estremamente invasivo del cuoio capelluto.
La neoplasia, trascurata nel tempo e trattata con terapie alternative risultate inefficaci, aveva distrutto la cute e l’osso cranico, arrivando a minacciare direttamente le strutture cerebrali. Una condizione che metteva seriamente a rischio la vita della paziente.
Proprio l’elevata complessità del quadro clinico ha spinto la donna a rivolgersi al Policlinico di Bari, riconosciuto come centro di riferimento per la chirurgia ad alta complessità nel Sud Italia.
L’intervento, durato diverse ore, è stato possibile grazie a un approccio multidisciplinare che ha visto lavorare fianco a fianco l’équipe di Neurochirurgia diretta dal professor Francesco Signorelli e quella di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica diretta dal professor Giuseppe Giudice.
La massa tumorale, sanguinante e avanzata, aveva completamente eroso il cuoio capelluto e il tavolato osseo.
“La priorità assoluta era garantire la sicurezza delle strutture cerebrali e rimuovere tutto il tessuto patologico possibile", ha spiegato il professor Signorelli.
L’asportazione della lesione, che arrivava a contatto diretto con il cervello, è stata eseguita dal team di microchirurgia diretto dal professor Maruccia, affiancato dalla professoressa Rossella Elia e dal dottor Carlo Del Vecchio della Neurochirurgia.
Successivamente, l’équipe di Chirurgia plastica ha eseguito una complessa ricostruzione microchirurgica, utilizzando un lembo libero vascolarizzato prelevato dalla coscia, per garantire una copertura stabile e funzionale del cranio.
"In casi così avanzati - sottolinea il professor Maruccia - solo una ricostruzione microchirurgica consente di ripristinare una protezione adeguata delle strutture cerebrali. Sono procedure che richiedono altissima esperienza e un lavoro d’équipe perfettamente coordinato".
Fondamentale anche il contributo dell’équipe anestesiologica e della rianimazione, oltre al coordinamento oncologico affidato al professor Marco Tucci, che ha definito il percorso diagnostico-terapeutico pre e post operatorio, bilanciando le esigenze chirurgiche con quelle oncologiche.
Dopo l’intervento, la paziente è stata seguita nel reparto di Chirurgia plastica, dove personale medico, infermieristico e operatori socio-sanitari hanno monitorato costantemente la vitalità del lembo ricostruttivo e garantito anche un supporto psicologico alla donna e al marito. Oggi la paziente è in buone condizioni cliniche ed è rientrata a casa.
"I tumori cutanei maligni vengono spesso sottovalutati - evidenzia il professor Giudice - e devono essere asportati il prima possibile. Ritardare può significare interventi molto più complessi e, in alcuni casi, anche esiti fatali".
Un concetto ribadito anche dal direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, che sottolinea il valore della sanità pubblica del territorio: "La presenza di competenze integrate e di équipe multidisciplinari consente di affrontare interventi che altrove vengono giudicati impraticabili. L’eccellenza può essere raggiunta anche nel Sud Italia, senza costringere i pazienti a lunghi viaggi fuori regione".
Fonte principale: BariTodayLocal