Scontro tra auto e moto a Mola di Bari, Catia Spada perde una gamba e muore durante il trasporto in ospedale

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 10/12/2025 13:00.
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La donna lavorava nel canile comunale e si stava recando lì quando è rimasta coinvolta nell'incidente. Il sindaco: «Dava aiuto a chi non ha voce»
La strada che collega Mola di Bari a Conversano è rimasta chiusa a lungo, la mattina del 6 dicembre, dopo il violento scontro frontale tra un’auto e una moto in cui ha perso la vita Catia Spada . La donna, che lavorava nel canile comunale di Mola, era diretta proprio lì quando il suo motociclo è stato coinvolto nell’incidente. L’impatto, avvenuto alle porte della città, non le ha lasciato scampo: nell'incidente la donna ha perso la gamba sinistra ed è morta poco prima di arrivare all'ospedale Di Venere di Bari.
I carabinieri e il personale del 118 hanno raggiunto rapidamente il punto dell’incidente, ma ogni tentativo di soccorso è risultato inutile . Al momento la dinamica resta da chiarire: gli investigatori stanno raccogliendo gli elementi utili a ricostruire i movimenti dei due mezzi. La notizia ha provocato un forte dolore in paese, dove Catia Spada era conosciuta per il suo lavoro al canile e per l’impegno nella Protezione Civile.
Il sindaco di Mola, Giuseppe Colonna , ha affidato ai social un ricordo commosso. «Catia era una presenza discreta ma costante , una donna capace di trasformare ogni gesto quotidiano in cura e attenzione, soprattutto verso chi non ha voce. La sua dedizione, il suo sorriso gentile e la passione autentica che metteva nel suo lavoro lasciano un segno profondo in tutta la comunità», scrive il primo cittadino.
Colonna sottolinea anche il contributo della donna come volontaria della Protezione Civile di Mola di Bari: «Non ha mai fatto mancare il suo contributo, sempre pronta a impegnarsi con generosità e senso del dovere verso il prossimo in ogni circostanza. Un dolore che mi tocca da vicino. Conserverò il ricordo della sua umanità, della sua forza silenziosa e della sua inesauribile bontà».
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Fonte principale: CorriereBariLocal