Passa al contenuto

Rifiuti, il 50% dei commercianti non paga la tassa sulla Tari. A Bari recuperati oltre 2 milioni

28 novembre 2025 di
Rifiuti, il 50% dei commercianti non paga la tassa sulla Tari. A Bari recuperati oltre 2 milioni
Administrator

Rifiuti, il 50% dei commercianti non paga la tassa sulla Tari. A Bari recuperati oltre 2 milioni

Immagine correlata

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 29/11/2025 13:00.

Garlasco, la difesa di Sempio: «Contatto indiretto». Ma gli inquirenti: movente ricostruito nel dettaglio

In azione la task force del Comune. Ora tocca a b&b e strutture ricettive

Nella rete dei controlli sono finiti persino capannoni di produzione industriale. Realtà di anche 3mila, 4mila metri quadri risultate completamente «invisibili» al fisco locale. Specie sulla famigerata tassa dei rifiuti. Mai pagata. Ammonta a circa 2,3 milioni di euro il tesoretto che il Comune di Bari si appresta a incassare dagli evasori della Tari. Utenze non domestiche, quindi commerciali, non risultate mai iscritte alla tassa dei rifiuti. E, quindi, mai raggiunte da alcun avviso di pagamento. Insomma, veri e propri furbetti che non hanno però fatto i conti con la speciale task force comunale: 007 del fisco (passati da due a quattro unità) che hanno scandagliato le banche dati e incrociato numerosi elementi per elaborare questa sorta di «black list». Nei primi dieci mesi di attività del nuovo anno, su 709 attività controllate ben 329, pari quindi al 46,5% del totale, sono risultate non iscritte alla Tari e quindi raggiunte dagli avvisi di accertamento per complessivi 2 milioni e 360mila euro, cifra comprensiva di sanzioni e interessi. Accertamenti che riguardano le ultime cinque annualità (oltre è caduto tutto in prescrizione). Nella lista degli evasori delle utenze non domestiche c’è un po’ di tutto: in particolare molto settore alimentare (da negozi di vicinato sino ai locali della ristorazione) e finanche capannoni. In un caso c’è chi, per una sola annualità, dovrà versare ben 48mila euro di Tari arretrata. Gli accertamenti hanno soprattutto riguardato attività commerciali di grande superficie tassabile in metri quadri e, quindi, anche ad alto volume di produzione rifiuti.

Il Comune, come previsto dalla legge nazionale, ha anche inviato degli avvisi di ravvedimento, consentendo alle attività controllate di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni dal rilievo, ottenendo finanche un abbattimento della sanzione al 50%. Ma ad oggi sulle 329 attività risultate irregolari, solo 109 sono quelle che hanno proceduto alla dichiarazione di iscrizione Tari . Ne mancano ancora all’appello 220 e di queste ben 145 sono state già accertate d’ufficio. «I risultati del grande lavoro effettiato dalla Ripartizione Tributi e dal nucleo ispettivo tributario - spiega l’assessore al Bilancio e alla Fiscalità Locale Diego De Marzo - superano obiettivamente ogni aspettativa. Si tratta di uno strumento che in meno di un anno ci ha consentito di individuare centinaia di utenze totalmente sconosciute alla banca dati Tari, una condizione di irregolarità che, occorre ricordare, danneggia sensibilmente la collettività in quanto riguarda, in molti dei casi accertati, attività che producono grandi volumi di rifiuti e che, evadendo la Tari, sottraggono alla stessa collettività cifre considerevoli». Cifre che servono a coprire integralmente il contratto di servizio con Amiu e quindi a garantire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. «Il mio appello ai titolari degli esercizi commerciali - sottolinea l’assessore De Marzo - è verificare di aver regolarmente provveduto all’iscrizione Tari. Farlo spontaneamente è senza dubbio più conveniente che subire un accertamento dagli uffici». Analoghi accertamenti,e incassi, arriveranno a breve anche grazie all’apposita task force sui b&b e sulle strutture ricettive extralberghiere. Sulle prime 1.614 passate ai raggi X, ben 600 (dato aggiornato a fine giugno) sono risultate non iscritte ad alcun tributo Tari. E il Comune ha chiarito che per questo tipo di attività la tariffa deve essere considerata come «non domestica» e quindi commerciale e più alta.

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Puglia

Ti informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla volta

Questo messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.

Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi /accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).

Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.

Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui

Fonte principale: CorriereBariLocal

Bari, fondi distratti da Pugliapromozione per le spese personali: scatta il sequestro da 800mila euro. Nove gli indagati