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Progetto stazione ricarica bus via Mitolo, Anac chiede Piano di Fattibilità: il Comune studia soluzioni

28 dicembre 2025 di
Progetto stazione ricarica bus via Mitolo, Anac chiede Piano di Fattibilità: il Comune studia soluzioni
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Progetto stazione ricarica bus via Mitolo, Anac chiede Piano di Fattibilità: il Comune studia soluzioni

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 29/12/2025 13:00.

Sotto la lente d'ingrandimento della Commissione Trasparenza del Comune di Bari, è finito ieri mattina l'accordo quadro per la progettazione e la realizzazione della stazione di ricarica di bus elettrici Brt che sorgerà in via Mitolo . Il provvedimento amministrativo è stato oggetto di un parere dell'Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) in seguito a un esposto presentato, all'ente, da un privato cittadino. L'Anac ha chiesto al Comune di annullare, in autotutela, gli atti di gara riferiti all'accordo quadro triennale per l'affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dell'opera: secondo l'Autorità Nazionale Anticorruzione l'accordo quadro non sarebbe corredato di un Piano di Fattibilità Tecnico Economico.

Al centro dei lavori della Commissione, ci sono state le audizioni della responsabile della Ripartizione Stazione Unica Appaltante, Contratti e Gestione Ll. Pp. del Comune di Bari, Annarita Amodio, e dell'assessore alla Trasparenza, Nicola Grasso. Era presente in Commissione anche l'assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi. La funzionaria comunale ha chiarito gli aspetti tecnico giuridici della questione: gli uffici dell'amministrazione locale hanno seguito una prassi consolidata per la gestione dei progetti delle grandi opere pubbliche. Sulla scia delle procedure costituite da Invitalia o da altre amministrazioni cittadine (come quella di Roma), il Comune di Bari ha previsto un accordo quadro triennale che definisce la cornice entro cui dovranno muoversi gli eventuali affidatari delle gare per la progettazione esecutiva e la realizzazione della stazione di ricarica bus.

Al parere dell'Anac, il Comune ha proposto le sue controdeduzioni. L'Autorità Nazionale Anticorruzione, però ha deciso di confermare la sua linea (che chiede l'annullamento degli atti del bando per l'accordo quadro), sconfessando la prassi consolidata (a livello nazionale) per questo tipo di gare. Il progetto, inoltre, rientra negli obiettivi del Pnrr e quindi necessita di una realizzazione in tempi ristretti. L'assessore Scaramuzzi ha precisato che il Piano di Fattibilità Tecnico Economica è sostanzialmente già presente nell'accordo quadro che regola non solo gli aspetti ingegneristici dell'opera, ma anche i prezzi per i singoli materiali da utilizzare. Il computo estimativo, infatti, fornirebbe una dettagliata spiegazione dei lavori e dei costi da sostenere per la realizzazione dell'opera.

Nonostante l'accordo quadro fornisca dettagli tecnici, la dirigente comunale e l'assessore Scaramuzzi, hanno sottolineato come il Piano di Fattibilità Tecnico Economica sia un documento previsto per la fase successiva del procedimento amministrativo: quella riferita ai singoli affidamenti degli appalti. L'accordo quadro, invece, si riferirebbe solo alla cornice di regole e norme entro le quali le imprese potranno muoversi per partecipare agli eventuali bandi di gara per la progettazione e la realizzazione dell'opera.

L'assessore Grasso ha sottolineato come sia importante lasciare che gli uffici comunali valutino attentamente i rischi legati alla decisione da prendere dopo il parere Anac: allo studio, infatti, ci sono le soluzioni connesse alle opportunità. Il rischio che intervenga il Tar esiste: i giudici amministrativi potrebbero essere chiamati in causa qualora il Comune non segua il parere espresso dall'Anac e tiri dritto con la procedura che prevede prima l'accordo quadro e poi (nell'ambito di questo perimetro) i contratti di progettazione e realizzazione dell'opera. Se, invece, l'amministrazione locale decidesse di seguire i rilievi dell'Anac, potrebbe essere il gruppo di aziende sottoscrittrici dell'accordo quadro a invocare un intervento del Tar. Su tutta la questione, comunque, pendono anche i complessi aspetti normativi del codice degli appalti (e del codice civile) oltre alla necessità di valutare l'interesse pubblico attuale. La stazione di ricarica bus di via Mitolo, infatti, rientra fra le opere finanziate dal Pnrr: per non perdere i fondi europei, il Comune dovrà completare l'opera entro un termine stabilito.  L'assessore Scamuzzi si è detto fiducioso: secondo le sue valutazioni, l'infrastruttura dovrebbe vedere la luce nei tempi già calendarizzati.

I rappresentanti dell'amministrazione comunale sono stati incalzati dalle domande dei consiglieri comunali componenti della Commissione: Antonio Ciaula e Laura De Marzo (esponenti di Fratelli d'Italia) hanno chiesto chiarimenti in merito alle criticità evidenziate dall'Anac. I lavori della Commissione si sono concentrati sulla valutazione dei rischi a cui può andare incontro il Comune qualora intraprenda strade opposte al parere dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. È stata indicata la preoccupazione che, a conclusione del procedimento e della realizzazione dell'opera, la Corte dei Conti possa sollevare critiche in merito alle modalità di spesa di denaro pubblico. Durante la discussione è stato messo in evidenza come l'Anac sia un'autorità che fornisca illustri pareri, che però non sono vincolanti. È stato sottolineato, inoltre, come l'Autorità Nazionale Anticorruzione non agisca, in questo caso, come ente che indaga su fatti penalmente rilevanti. Nel caso in oggetto, l'Anac occupa il ruolo dell'ex Commissione Vigilanza sugli appalti: la verifica è, dunque, legata ad aspetti tecnico giuridici e solo a quelli. Gli uffici tecnici sono al lavoro per trovare una soluzione che non causi danni alle casse del Comune e, nel contempo, non penalizzi l'interesse pubblico dei cittadini a veder realizzata l'opera.

Fonte principale: BariTodayLocal

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