Palazzina crollata a Bari, altri tre indagati. E spunta una relazione: «Stabilità non compromessa, non servono lavori»
Notizia relativa a Bari, pubblicata il 28/11/2025 13:00.
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Sale a nove il numero delle persone indagati del crollo dell'edificio in via Pinto 6, avvenuto lo scorso 5 marzo
Ci sono tre nuovi indagati per il crollo della palazzina di via Pinto 6, a Bari , avvenuto nel pomeriggio del 5 marzo scorso. Si tratta dei rappresentanti delle società che, dopo lo sgombero del palazzo disposto dal Comune di Bari il 24 febbraio 2024 – a causa dei gravi dissesti statici rilevati durante un sopralluogo – lo puntellarono in attesa che iniziassero i lavori di messa in sicurezza, poi effettivamente cominciati nel febbraio 2025.
I nuovi indagati, ai quali la Procura di Bari ha notificato in queste ore i primi avvisi, sono Giulio Madaro , Raffaele Depalma e Silvestro Carbotti , rispettivamente il perito nominato dal tribunale nell'ambito del fallimento della società Made e i legali rappresentanti delle società Socedil e Cn energia. Sale dunque a nove il totale degli indagati per il crollo: oltre i nuovi tre, infatti, sono indagati per crollo colposo anche i progettisti e direttore dei lavori delle opere architettoniche e strutturali Stefano Simone, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Giuseppe Davide Tasso, il collaudatore delle opere strutturali Vincenzo Fanelli e il legale rappresentante dell’impresa che stava eseguendo i lavori, Vito Modesto Dell’Aera.
Secondo l’accusa Madaro, in una relazione del 5 gennaio 2021, avrebbe attestato come « non fosse compromessa la stabilità dell’immobile e che non si ravvisasse la necessità e l’urgenza di lavori – si legge nel capo d’imputazione – malgrado, a seguito di sopralluogo, egli stesso avesse riscontrato evidenti problemi di degrado del calcestruzzo e delle armature in ferro». Gli altri due, invece, avrebbero eseguito opere di puntellamento giudicate dalla Procura «insufficienti e inadeguate» , sottovalutando il rischio di collasso dell’edificio.
Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Silvia Curione e condotta dalla squadra mobile di Bari, risultano come parte offesa i proprietari degli appartamenti del palazzo crollato e quelli della palazzina confinante di via Pinto 16, gravemente danneggiata dal crollo. Nell’edificio, al momento del collasso, c’era la 74enne Rosalia De Giosa , estratta viva dalle macerie dopo 25 ore di scavi . Sui resti del palazzo ancora presenti in via Pinto – ad angolo con via De Amicis – verrà eseguito l’incidente probatorio , chiesto dagli indagati e finalizzato ad acquisire subito le prove utilizzabili in un eventuale processo.
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25 novembre 2025 ( modifica il 26 novembre 2025 | 09:17)
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Fonte principale: CorriereBariLocal