Nel nome di Igor Protti, rinasce il Bari del ’93: “Questa è la magia dello spogliatoio”

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 17/12/2025 13:00.
Da quellâabbraccio a Igor Protti è rinata una squadra. Quel Bari che nel â93 riconquistò la serie A giungendo alle spalle della Fiorentina, si rimette in gioco per stare accanto a chi ne ha bisogno. Quella visita a sorpresa al loro compagno di squadra alle prese con un tumore , ha riacceso 32 anni dopo una fiamma che dentro ognuno dei suoi componenti non aveva mai smesso di ardere. Lâidea di stare ancora insieme, con lâAsd Bari 93, è venuta al terzino di fascia di quel Bari, Massimiliano Tangorra, ma sembrava quasi che tutti i componenti di quella squadra non aspettassero altro.
«La magia è stata ritrovarci dopo così tanto tempo e sentirsi amici come prima», sono le sue parole. «La vicenda di Igor ha reso ancora più forte lâesigenza di stare insieme. Quel giorno, dopo aver fatto la sorpresa al nostro compagno di squadra nel giorno del suo compleanno, era davvero difficile staccarci. E allora mi sono chiesto: perché non continuare ad essere squadra?». Messaggio accolto con entusiasmo dagli altri baresi di quella squadra, a cominciare da Amoruso e Bigica, ma anche da chi vive in altre città , come Barone, Gautieri, Montanari, Ricci, Pedone, Tovalieri e Mangone.
«Iniziamo giovedì con regali da portare ai piccoli pazienti del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico. Di seguito, giocheremo delle partite di beneficenza, partendo da Bari la prossima primavera, per poi toccare Livorno, dove vive Igor, e Padova, dove câè un luminare dellâoncologia che ha in cura un nostro amico», sono ancora le parole di Tangorra. Che quellâincontro con Protti avesse lasciato un segno profondo, lo si era capito dalla foto e dai video pubblicati successivamente.
«Abbiamo vissuto una giornata dalle emozioni fortissime. Quando siamo arrivati, nessuno di noi voleva avvicinarsi a Igor, temendo avesse le difese immunitarie basse, ed invece è stato lui a lanciarsi tra le nostre braccia, mentre i nostri cuori battevano forte». E poi, come avviene solitamente in una squadra, è stato un susseguirsi di racconti, aneddoti e sfottò, come se il tempo si fosse fermato.
«La magia di uno spogliatoio è proprio questa. Ci siamo divertiti, come accadeva ai nostri tempi. Io non vedevo lâora di andare ad allenarmi proprio per stare con loro. Ad allietare il gruppo ci pensava Carmine Gautieri, che lanciò il karaoke nello spogliatoio. Era stonato come una campana, ma noi non scherzavamo. Ed il bello è che ci prendemmo così gusto, che una volta la settimana andavamo tutti in un locale a cantare tra la gente. Ma in campo niente sconti a nessuno: nel match decisivo per la promozione in A, vincemmo a Padova giocando in nove uomini contro undici per gran parte della gara. Eravamo di acciaio inossidabile, una squadra nel vero senso della parola», racconta Tangorra, che ha un sogno nel cassetto. «Le maglie dellâassociazione non avranno i numeri, ma il nostro 10 è Igor Protti: non vedo lâora che scenda in campo con noi».
Fonte principale: RepubblicaBariLocal