Passa al contenuto

Minacce a Castrovilli, il Bari presenta denuncia e attacca l’autore: “Questo è terrorismo emotivo”

30 dicembre 2025 di
Minacce a Castrovilli, il Bari presenta denuncia e attacca l’autore: “Questo è terrorismo emotivo”
Administrator

Minacce a Castrovilli, il Bari presenta denuncia e attacca l’autore: “Questo è terrorismo emotivo”

Immagine correlata

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 31/12/2025 13:00.

Anche la società del Bari prende ufficialmente posizione sugli orrendi insulti ricevuti da Rachele Risaliti , moglie del centrocampista biancorosso Gaetano Castrovilli , sabato sera a poche ore dalla fine della partita Bari-Avellino , finita 1-1 e valida per la 18esima giornata del campionato di Serie B. «Che il cancro vi divori» era stata la minaccia social rivolta al calciatore, a sua moglie e al loro figlio Brando, due anni a febbraio, da un utente su Instagram. La famiglia Castrovilli aveva anticipato l’intenzione di adire le vie legali mentre la società biancorossa ha denunciato il tutto alla polizia postale . Alle azioni di tutela del calciatore e di sua moglie la Ssc Bari ha sommato un messaggio di solidarietà. «Non volevamo che questa fosse solo un'altra nota ufficiale di condanna, fredda e di rito, che si perde nel rumore di fondo dei social. Volevamo che fosse una riflessione vera» la certezza espressa dal club.

«Ci siamo soprattutto chiesti: "Perché?". Abbiamo provato a capire - si legge nella nota - ma non ci siamo riusciti, semplicemente perché non esiste una ragione valida. Non c'è "ma" che tenga, non c'è giustificazione sportiva, non c'è "sì, però..." che possa rendere comprensibile l'augurare un cancro a un ragazzo, a sua moglie, ai suoi figli. Augurare il male, la sofferenza, il dolore. Siamo vicini a Gaetano, a sua moglie, a suo figlio».

Dal club legano quanto successo al clima di contestazione legato ai risultati deludenti della squadra, oggi quintultima sul campo. «Il calcio, purtroppo, è diventato la valvola di sfogo perfetta, il teatro dove la violenza verbale si traveste da passione . C'è un confine netto che è stato superato, strappato, come una maglia tirata troppo forte. La contestazione è un diritto, come è un diritto quello di dissentire, di fischiare, di criticare, anche aspramente. Ma augurare la morte, la malattia, la sofferenza a una famiglia: questo non è tifo. Questo è terrorismo emotivo. Non ci si può nascondere dietro una tastiera pensando di essere invisibili. Le parole non sono mai "solo parole" . Hanno un peso specifico enorme, sono pietre scagliate che lasciano lividi sull'anima, anche se non si vedono a occhio nudo. Scrivere certe atrocità non è un atto di libertà: è la negazione stessa dell’umanità». Una secca condanna, seguita da un appello: «Il Bari è patrimonio di chi lo ama. E chi ama non usa un linguaggio violento, non augura la morte, non perde il rispetto verso un altro essere umano».

Poche ore prima del comunicato del club, aveva espresso il suo pensiero Francesco Vicari , capitano biancorosso che da qualche mese ha disattivato i propri account social. Un pensiero condiviso su Instagram da altri calciatori del Bari, su tutti Pucino e lo stesso Castrovilli. Vicari ha precisato di parlare «da uomo, padre, marito e figlio», invitando tutti a riscoprire il senso più profondo dello sport , fondati su rispetto, pace e responsabilità, e a recuperare il senso del gioco senza «fare di tutta l’erba un fascio ma di ricordare che nel mondo del calcio ci sono principi, valori e persone che, ad ogni livello, concorrono a fare di questo sport uno spettacolo straordinario».

«Leggere queste parole non solo mi ha profondamente disgustato, ma ha aperto una voragine nel mio cuore perché augurare la malattia a qualcuno è inaccettabile - il pensiero di Vicari - Riflettiamo sui valori profondi della vita, spesso oscurati dalla frenesia quotidiana e dal senso di rabbia che alberga dentro di noi. Mi sento profondamente vicino alle persone che in questo momento stanno vivendo nel dolore della malattia e a chi viene insultato e minacciato. Vorrei che scegliessimo con cura le parole che utilizziamo perché la violenza verbale non è molto diversa da quella fisica e può avere effetti devastanti su chi non ha la forza di andare oltre certe parole. La vita a volte ci mette di fronte a difficoltà che ci sembrano insormontabili, fino a trasformarle in problemi. La soluzione di certo non è né inveire né augurare il male, ma trovare quelle risorse che sono dentro ognuno di noi».

Fonte principale: RepubblicaBariLocal

Bari si prepara al Capodanno: le prove dello show. “L’Italia alla nostra festa” |