Medicina, a Bari il primo appello per il semestre filtro. La protesta degli studenti «Evidenti irregolarità del percorso»

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 29/11/2025 13:00.
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Nella giornata di oggi, giovedì 20 novembre studenti e studentesse dovranno affrontare tre prove distinte (chimica e propedeutica biochimica, fisica, biologia) della durata di 45 minuti ciascuna
Anche all’Università di Bari è cominciato il test del "semestre filtro" che decreterà l'ingresso alla facoltà di Medicina: nella mattinata di oggi, giovedì 20 novembre, a partire dalle 11, studenti e studentesse dovranno affrontare tre prove distinte ( chimica e propedeutica biochimica, fisica, biologia ) della durata di 45 minuti ciascuna. I candidati potranno sostenere l’esame anche in un secondo appello, fissato per il 10 dicembre.
L’Unione degli universitari a livello nazionale è in presidio davanti al Ministero dell’Università per denunciare gli effetti della riforma che sta ridefinendo l’accesso a Medicina. A livello locale, invece, è presente all’esterno dei plessi in cui si svolge la prova per mostrare sostegno e offrire supporto e materiale informativo agli studenti e alle studentesse coinvolti. A Bari rappresentati di Udu sono presenti nei plessi di Giurisprudenza e Scienze politiche, ateneo, politecnico e campus. Qui distribuiscono offrono supporto agli studenti e distribuiscono volantini che informano sulla preparazione di un ricorso collettivo e sulle modalità per segnalare anomalie o irregolarità. « Abbiamo predisposto a livello nazionale una diffida rivolta a oltre 60 mila partecipanti, chiedendo che vengano ammessi tutti e che si intervenga sulle evidenti irregolarità del percorso – dice Sahar Locaputo, coordinatrice di Udu Bari -. La diffida aprirà la strada ai ricorsi collettivi e ai ricorsi territoriali, così da tutelare gli studenti sia rispetto ai problemi generali del semestre filtro sia alle criticità specifiche riscontrate nei singoli atenei. Le principali riguardano la mancanza di uniformità degli esami, le difformità negli obblighi di frequenza, la tutela dell’anonimato non sempre garantita e condizioni materiali d’esame che non assicurano pari opportunità».
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Fonte principale: CorriereBariLocal