Medici di famiglia messi in mora dalla Regione Puglia: "Chiesti 23 milioni di euro, atteggiamento antisindacale"

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 03/01/2026 13:00.
“L’adozione ripetuta di misure decise unilateralmente da parte degli uffici regionali, senza la consultazione delle parti sociali e in violazione dell’ Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale e della normativa sui pediatri di libera scelta, è gravissimo e manifesta un atteggiamento apertamente antisindacale da parte della Regione Puglia. Per questo, le rappresentanze sindacali della medicina generale e dei pediatri di libera scelta pugliesi, in modo unitario e compatto, hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione”. È questa la dura presa di posizione dei medici di famiglia pugliesi nei confronti della Regione.
La Regione Puglia ha avviato un'azione per il recupero delle quote erogate, ma non dovute, ai medici di famiglia dal 2016 al 2024. Il ricalcolo è stato effettuato dopo l'aggiornamento delle somme spettanti ai dottori per ogni singolo assistito. In una sentenza su un caso analogo in Emilia Romagna, la Corte dei Conti ha intimato alla Regione di recuperare le somme erogate in eccesso, prima che decorra il termine di prescrizione. L'Ente locale pugliese, allineandosi a questa tendenza giurisprudenziale, ha pubblicato (il 31 dicembre) una direttiva per chiedere la restituzione delle quote versate ai medici.
“A fronte delle diverse circolari della Regione che negli scorsi mesi hanno di fatto modificato l’Air della Medicina Generale e la normativa vigente rispetto alla pediatria di libera scelta, i sindacati avevano risposto con garbo istituzionale, invitando gli uffici a una revisione - spiegano i sindacati in una nota - Tuttavia, la pubblicazione il 31 dicembre della direttiva regionale, che mette in mora i medici e avvia il recupero di oltre 23 milioni di euro (nonostante i 30 milioni di crediti loro spettanti) rappresenta un atto che supera ogni limite accettabile. Ostenta sprezzo delle prerogative sindacali soprattutto per il metodo, dal momento che avvia le procedure in modo unilaterale, senza convocare la delegazione trattante. E lo fa con un atto pubblicato durante le festività, contando sulla distrazione dei più e sul periodo di vacatio politica, dato che il nuovo governatore non è stato ancora proclamato eletto”.
Il rapporto fra i medici di famiglia e l'ente regionale sembra aver raggiunto i minimi storici. "Si tratta di una violazione degli accordi regionali e di un metodo che configge con i buoni rapporti che da sempre i sindacati hanno avuto con gli uffici regionali - sottolineano le organizzazioni dei medici di medicina generale - Per queste ragioni, le rappresentanze sindacali della medicina generale e della pediatria di libera scelta chiedono al neoeletto presidente, Antonio Decaro , di disconoscere gli atti autoritativi assunti dalla Regione che stanno creando caos nella gestione e organizzazione della medicina generale e pediatria di libera scelta e di riavviare quanto prima il dovuto confronto con le parti sociali.
Allo stato di agitazione hanno aderito le delegazioni regionali dei sindacati dei medici di medicina generale: Fimmg, Fmt, Smi, Snami, Cipe, Fimp e Simpef annunciano l'avvio di iniziative a tutela degli iscritti. Anche Cipe Puglia (Confederazione italiana pediatri) e Fmt Puglia (Federazione Medici Territoriali) hanno aderito allo stato di agitazione.
Fonte principale: BariTodayLocal