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"L'emergenza abitativa sia priorità del governo", Bari tra le città italiane in prima linea per un 'piano casa nazionale'

16 dicembre 2025 di
"L'emergenza abitativa sia priorità del governo", Bari tra le città italiane in prima linea per un 'piano casa nazionale'
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"L'emergenza abitativa sia priorità del governo", Bari tra le città italiane in prima linea per un 'piano casa nazionale'

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 16/12/2025 13:00.

Un documento in dieci punti, per dare vita a 'un piano casa nazionale' che consenta di affrontare in maniera efficace il problema dell'emergenza abitativa. A un anno di distanza dal primo sit-in per sollecitare un intervento del governo, "rimasto senza risposta", i rappresentanti delle città italiane che hanno aderito all''Alleanza municipalista per il diritto alla casa', sono tornati a Roma per presentare le proprie proposte e "ribadire con forza che la crisi della casa è una priorità nazionale e richiede politiche strutturali e risorse adeguate".

Tra gli enti locali, oltre 40, che hanno aderito all'iniziativa, figura anche il Comune di Bari, rappresentato dall'assessore all’Erp e all’emergenza abitativa, Nicola Grasso. "La garanzia del diritto all’abitare è una priorità assoluta e le amministrazioni comunali sono in prima linea quotidianamente per dare risposte ai cittadini, come testimonia il nostro impegno nell’Alleanza municipalista e tutte le misure già adottate dall’amministrazione Leccese come il finanziamento del Fondo locazioni, ma purtroppo questo non basta", afferma Grasso. "Il lavoro dei Comuni è essenziale ma non sufficiente per risolvere i problemi legati al diritto all’abitare. Servono risposte concrete da parte delle regioni e soprattutto del governo centrale. Per questo abbiamo elaborato una serie di proposte da sottoporre al Parlamento e al Governo per far fronte a questa emergenza nel breve e nel lungo termine, in ogni sua sfaccettatura". "Il diritto alla casa, infatti - prosegue l'assessore - non è circoscritto solo all’edilizia residenziale pubblica, ma comprende una molteplicità di fenomeni che riguardano non solo le fasce economicamente più deboli della popolazione, ma anche il ceto medio. Basti pensare al canone di locazione che è sempre più elevato, divenuto insostenibile per tantissimi nuclei familiari, specialmente per i nuclei monoreddito e i genitori single. Pensiamo poi alla penuria di immobili da locare a causa degli affitti brevi turistici, o alle persone senza fissa dimora che necessitano di un tetto sopra la testa o ancora agli studenti fuori sede il cui diritto allo studio viene compromesso dall’impossibilità di sostenere un canone di locazione mensile. A questi problemi, noi rispondiamo con proposte chiare che ci auguriamo il Parlamento e il Governo accolgano quanto prima".

Le richieste di intervento dei Comuni italiani partono da una considerazione di fondo: nelle città italiane - sottolineano i rappresentanti dell'Alleanza municipalista - il diritto all'abitare è "sempre più compromesso, con ricadute dirette su salute, lavoro, studio e qualità della vita", e gli interventi pur messi in campo dagli enti locali non bastano. Per questo, è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa, "serve un piano nazionale che accompagni e rafforzi l’azione dei Comuni, invertendo decenni di disinvestimento pubblico sul diritto alla casa e garantendo risorse dedicate anche nella legge di bilancio".

Le amministrazioni dell'Alleanza municipalista chiedono una legge quadro nazionale che uniformi l’accesso all’edilizia pubblica, rilanci gli investimenti sull’Erp e favorisca nuovi soggetti dedicati all’housing sociale. Sollecitano inoltre la possibilità di utilizzare gratuitamente immobili statali inutilizzati, insieme a un rifinanziamento stabile dei fondi per locazioni e morosità incolpevole. Le città chiedono inoltre una regolamentazione nazionale degli affitti brevi, un piano strutturale per l’emergenza abitativa e per le persone senza dimora basato sul modello Housing First, e una revisione della fiscalità per incentivare i canoni concordati e contrastare gli immobili lasciati vuoti. Propongono norme che favoriscano l’industrializzazione dell’edilizia sociale, il riconoscimento e il sostegno delle agenzie sociali per la locazione, un rafforzamento del diritto allo studio con studentati realmente accessibili e, infine, la creazione di fondi immobiliari pubblici per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili, soprattutto per giovani e studenti.

Fonte principale: BariTodayLocal

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