«La carne scaduta era rivenduta come fresca», una traccia porta a Bari: indaga l'Antimafia

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 06/12/2025 13:00.
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Nel mirino degli inquirenti il giro di affari di Francesco Giordano, che gestì con un suo consorzio il macello di Mantova finito al centro del servizio di Report
La possibilità che nei supermercati, nei ristoranti e sulle tavole baresi sia arrivata carne scaduta, ricongelata e rivenduta come fresca è ancora da verificare . Ma, in ogni caso, c’è un filo che lega il macello Bevini di Pietole, in provincia di Mantova, finito al centro di un servizio di Report proprio per le presunte irregolarità nel confezionamento e nella distribuzione della carne, e la criminalità organizzata barese, sul quale l’antimafia sta svolgendo approfondimenti.
Lo scandalo della carne scaduta rimessa in commercio nel servizio di «Report»
Quel filo è rappresentato dall’imprenditore di Bitonto Francesco Giordano , il cui consorzio di imprese «Servizi Globali» gestì, in passato, proprio il macello finito al centro dell’inchiesta di Report. A Giordano è legato Emanuele Sicolo , affiliato del clan Parisi ed ex socio in affari dell’imprenditore nel settore della carne.
Giordano e Sicolo non sono nuovi alle cronache: i due sono tra gli imputati principali dell’inchiesta della Dda di Bari «Levante» , che coinvolse oltre 80 persone e per la quale, nel febbraio 2022, furono eseguite 75 misure cautelari. Le accuse contestate dai pm Fabio Buquicchio e Bruna Manganelli , che coordinarono l’inchiesta della Dia e della guardia di finanza, erano di associazione a delinquere finalizzata alle frodi fiscali, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, oltre che alle estorsioni, al traffico di droga e alla detenzione di armi.
Al termine del processo nato dall’inchiesta Giordano è stato condannato a 13 anni (la sentenza è definitiva e lui è da tempo in carcere), Sicolo a 10 . Più di recente, per Sicolo è stata confermata una condanna a 20 anni nell’ambito dell’inchiesta «Do ut des», sulle estorsioni agli imprenditori edili.
L’inchiesta «Levante» non riguardava dunque le presunte frodi alimentari di cui si è occupato Report , ma aveva a che fare con il riutilizzo nell’economia di denaro derivante da attività illecite e con le frodi fiscali . Sicolo e Giordano, secondo quanto ricostruito allora, avrebbero riciclato il denaro sporco nel settore delle carni, creando società di comodo per reinvestire soldi guadagnati illecitamente. Nel contempo, emerse anche come Giordano, che si serviva di prestanomi e aveva aperto diverse aziende, avrebbe a lungo messo a disposizione dei grandi marchi del settore manodopera a basso costo .
Sul tavolo della Dia di Bari, ora diretta dal colonnello della guardia di finanza Giulio Leo , è finito adesso anche il tema della possibile commercializzazione di carne scaduta e rivenduta come buona . Carne che, come mostrato dal servizio Rai, proveniva da Uruguay, Nuova Zelanda, Ungheria, Ucraina e Romania, e che sarebbe stata scongelata in acqua calda, lavorata, ricongelata e rimessa sul mercato. L’azienda Bevini ha respinto le accuse.
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Fonte principale: CorriereBariLocal