La Carmen strega il Petruzzelli, in scena la libertà delle donne e l'amore malato

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 18/12/2025 17:14.
La debolezza dell'uomo che non sopporta 'l'affronto' di una donna che sceglie di essere libera è il filo conduttore della Carmen di Georges Bizet che ieri sera ha stregato il teatro Petruzzelli di Bari, tutto esaurito per la prima dell'opera che ha chiuso la stagione 2025. Grandi protagonisti il coro e l'orchestra del teatro diretta da Jordi Bernàcer. Ma soprattutto la libertà. "Carmen libera è nata libera e libera morirà" canta la sigaraia gitana interpretata da una perfetta Maria Kataeva quando il soldato José la minaccia con un pugnale di seguire lui, disperato per averla persa, e non il suo cuore che ormai ama il toreador Escamillo, in scena Adrian Sampetrean con una buona prova. La conclusione dell'opera, trasportata dal regista Stephen Medcalf nella Spagna della metà degli anni '40, mette il pubblico davanti alla cronaca moderna di un femminicidio che nasce dalla brama di possesso che si finge amore, dalla rivalità tra uomini che si contendono l'oggetto del proprio desiderio. Carmen, tanto libera quanto irraggiungibile, muore dietro le quinte di una scena che ruota fino a rivelare il suo corpo immobile, abbandonato al sonno eterno ma che sembra ancora danzare, come quando esegue la Habanera nel primo atto, presentandosi al pubblico. Parlando del concetto di libertà, il regista evidenzia che Carmen gli "dà valore sopra ogni altra cosa". Nel secondo atto, quando José le dichiara il suo amore, è come se lei "presagisse già il peso soffocante della sua passione possessiva: istintivamente - spiega - Carmen vuole fuggire dalla piccola taverna claustrofobica, dal suo caldo appiccicoso, per uscire all'aria fresca, negli spazi aperti delle sierre. E quando i banditi suoi amici si uniscono a lei, questa idea di libertà viene trasformata dal particolare all'universale: insieme essi esprimono il desiderio non solo di vivere selvaggiamente su per le montagne, ma di andare oltre il mondo della legge e della moralità convenzionale, per vivere una vita che sia davvero libera". L'intento realista della storia originale, la novella scritta da Prosper Merimée nel 1845, i cui caratteri più crudi sono stati smussati dall'opera di Bizet trent'anni dopo, lascia comunque ancora oggi una traccia di amara contemporaneità.
Fonte principale: ANSA Puglia - tutte le notizie