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Insulti choc dopo Bari-Avellino: la SSC Bari prende posizione al fianco di Castrovilli e della sua famiglia

30 dicembre 2025 di
Insulti choc dopo Bari-Avellino: la SSC Bari prende posizione al fianco di Castrovilli e della sua famiglia
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Insulti choc dopo Bari-Avellino: la SSC Bari prende posizione al fianco di Castrovilli e della sua famiglia

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 30/12/2025 13:00.

Insulti di una violenza inaudita, auguri di morte rivolti persino ai figli. È quanto, nei giorni scorsi, hanno denunciato pubblicamente attraverso alcune storie su Instagram Gaetano Castrovilli, centrocampista del Bari, e sua moglie Rachele Risaliti.

Tutto è accaduto nelle ore successive alla partita tra Bari e Avellino, terminata 1-1. Risaliti ha pubblicato alcuni screenshot dei messaggi ricevuti in privato, nei quali ignoti utenti arrivano ad augurare la morte per tumore ai figli della coppia, utilizzando frasi di una ferocia al limite dell’irripetibile.

Una vicenda che ha suscitato sdegno e indignazione, dentro e fuori dal mondo del calcio, riportando al centro del dibattito il tema dell’odio online e dei confini - sempre più labili - tra critica sportiva e violenza verbale.

A distanza di alcuni giorni è arrivata la presa di posizione ufficiale della SSC Bari, che ha scelto di intervenire con una lunga nota pubblicata sul proprio sito istituzionale. Un comunicato che si discosta dai toni standard delle dichiarazioni di rito, e che rivendica apertamente la scelta di “prendersi del tempo” per riflettere sull’accaduto.

Nel testo, la società spiega di aver cercato una chiave di lettura nel malessere, nella frustrazione e nella delusione che il calcio può generare, senza però riuscire a trovare alcuna giustificazione possibile: "Non esiste una ragione valida. Non c’è “ma” che tenga, non c’è giustificazione sportiva che possa rendere comprensibile l’augurare un cancro a un ragazzo, a sua moglie, ai suoi figli".

Il club sottolinea come non si tratti di sport, di prestazioni o di risultati, ma di un attacco che investe direttamente la vita e la dignità delle persone: "Qui si tratta della Vita, di tutti noi. Quella sacra e intoccabile".

E ancora, definisce questo tipo di messaggi come una forma di “terrorismo emotivo”, ribadendo che la contestazione e la critica fanno parte del gioco, ma che augurare la morte e la sofferenza a una famiglia non può in alcun modo essere definito tifo.

Nella parte conclusiva della nota, la SSC Bari esprime la propria vicinanza a Castrovilli, alla moglie e al figlio, estendendo il messaggio a tutti i calciatori e alle persone che quotidianamente si trovano a fronteggiare l’odio sui social. Un appello chiaro, infine, a isolare chi utilizza la passione sportiva come alibi per offendere e disumanizzare: “Il Bari è patrimonio di chi lo ama. E chi ama non usa un linguaggio violento, non augura la morte, non perde il rispetto verso un altro essere umano” .

Fonte principale: BariTodayLocal

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