In Puglia confiscati beni per 30 milioni alle mafie grazie alle indagini della Dia. «Preoccupano i clan foggiani e albanesi»

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 12/12/2025 13:00.
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Il punto del comandante della Dia di Bari, Giulio Leo: «La criminalità si espande dove ci sono i soldi, quindi anche nel turismo»
Nel 2025 le operazioni della Direzione investigativa antimafia di Bari hanno portato a confische definitive in tutta la Puglia per oltre 30 milioni di euro . Il dato è stato fornito dal capo centro della Dia barese, il colonnello Giulio Leo , in occasione della presentazione del calendario 2026, dedicato ai «volti femminili dell'antimafia» e al quale ha dato il proprio contributo la giornalista d'inchiesta pugliese Marilù Mastrogiovanni .
Il capo della Dia ha tracciato un bilancio dell'attività investigativa, confermando « qualche preoccupazione sul territorio foggiano » e «controlli capillari» sull'utilizzo dei fondi del Pnrr, assicurando che su questo fronte «non c'è un'emergenza, lo Stato c'è e riesce a fronteggiare il corretto impiego di queste risorse». Il colonnello Leo ha poi spiegato che si è voluto dare spazio anche alle giornaliste nelle pagine del calendario istituzionale perché « con il loro lavoro danno voce a chi non ne ha, ai più deboli e a chi in modo più pressante percepisce la presenza della criminalità organizzata ».
«Una criminalità che si fa sempre più carsica, più latente nelle sue modalità operative - ha spiegato - ha ancora più bisogno oggi di una rete di collaborazione che punti sul cittadino, sulle donne, su coloro che vogliono cambiare vita e voltare pagina . Ci sono madri, sorelle, situazioni in cui si vuole dare una possibilità nuova alle proprie famiglie, dare messaggi che spezzino col passato, con una criminalità che soffoca e intimidisce».
Parlando ancora dell'attività investigativa, Leo ha detto che «ovviamente la criminalità estende i propri interessi dove c'è economia, dove c'è denaro, ultimamente dove c'è anche turismo . Qualche preoccupazione in più resta nella provincia di Foggia, ma su questo stiamo lavorando. C'è poi un fanale aperto sulla criminalità organizzata albanese, che ormai riesce ad interagire direttamente con i grandi cartelli sudamericani e si pone come fornitore dei nostri clan autoctoni ».
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Fonte principale: CorriereBariLocal