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Il Bari è allo sbando, se De Laurentiis resta inerme e in silenzio il rischio di serie C è concreto

1 dicembre 2025 di
Il Bari è allo sbando, se De Laurentiis resta inerme e in silenzio il rischio di serie C è concreto
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Il Bari è allo sbando, se De Laurentiis resta inerme e in silenzio il rischio di serie C è concreto

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 02/12/2025 13:00.

Il Bari è allo sbando. Quello che è accaduto dopo la vergognosa sconfitta per 5 a 0 a Empoli , è persino peggio della disfatta del Castellani: dalle tragicomiche interviste del dopo gara del duo Magalini-Di Cesare al principio di rissa sull’aereo del ritorno tra Nicola Bellomo, peraltro rimasto in panchina per tutto il match e uno dei tanti tifosi che avevano accolto l’ingresso dei giocatori sull’aereo low cost con un applauso naturalmente ironico. La ricostruzione dell’episodio non è chiara, ma di sicuro sono volate parole grosse e qualche calcione , al punto che gli steward sono stati costretti a fare uscire tutti dall’aereo, partito poi con trenta minuti di ritardo.

Roba da non credere, il segnale chiaro di una situazione ormai fuori controllo. Bellomo, in un post, ha denunciato di essere stato aggredito, tra i tifosi che erano sull’aereo gira una versione diversa. La società farebbe bene ad andare sino in fondo ad una questione così grave. Un disastro anche le interviste post gara del direttore sportivo Giuseppe Magalini e del suo vice Valerio Di Cesare : il primo, di fronte ad una domanda fastidiosa sull’opportunità di dimettersi ha prima risposto stizzito e poi ha cercato di fuggire dai microfoni, mentre l’ex capitano ha sfoderato un ampio campionario di parole da censurare.

Roba non all’altezza di un club professionistico e di una tifoseria potenzialmente tra le più importanti d’Italia. Se è questo lo stato d’animo dei due uomini mercato del Bari, perché dopo Empoli non ha parlato il presidente Luigi De Laurentiis presente al Castellani e che tace da quattro mesi? Impalpabile il suo ruolo in una fase delicatissima come questa. Eppure, se il Bari retrocedesse in C (ipotesi tutt’altro che improbabile), la sua azienda prossima alla scadenza della multiproprietà perderebbe valore.

E insistendo con Magalini e Di Cesare, protagonisti di una campagna acquisti da incubo, le possibilità che finisca male saranno sempre più alte. Tra un mese riaprirà il calciomercato ed ora sarebbe il momento giusto per affidare le chiavi del Bari in mani diverse. Eppure quei due restano al proprio posto e l’unico atto di umiltà è stato quello di chiedere scusa dopo il cappotto di Empoli. Come se fosse stato un episodio e non il punto più basso di una stagione sinora pietosa.

La squadra si commenta da sola: Vicari e compagni riguardino i cinque gol subiti ad Empoli (di facilità irrisoria) e si facciano un esame di coscienza. Avrebbero dovuto avere almeno una reazione emotiva con in panchina il nuovo tecnico, Vivarini, al posto dell’esonerato Caserta, ed invece continuano a giocare alle belle statuine. Con il loro comportamento stanno offendendo una tifoseria che anche sabato scorso ci ha creduto, come dimostrano le 700 presenze nel settore ospiti. Ma le colpe maggiori, così come i meriti se le cose vanno bene, sono sempre della società: nelle ultime tre stagioni, dopo avere sfiorato la promozione in A, ha scherzato col fuoco ed ora comincia a sentirsi puzza di bruciato. La mancanza di programmazione, prima ancora che quella di investimenti robusti, prima o poi presenta il conto. Una domanda, infine, sorge spontanea: se il Napoli fosse nelle condizioni del Bari, alla Filmauro cosa farebbero?

Fonte principale: RepubblicaBariLocal

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