«I soldi del cinque per mille e delle donazioni per comprare l'attico in centro a Bari»: nuove accuse su Olivieri e Lorusso
Notizia relativa a Bari, pubblicata il 21/12/2025 13:00.
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L'ex consigliere regionale e l'ex consigliera comunale, marito e moglie coinvolti nell'inchiesta «Codice interno» sul voto di scambio politico-mafioso, rischiano un nuovo processo
Con i soldi derivanti dal cinque per mille destinato alla «Fondazione Maria Rossi Olivieri» e da altre donazioni, l'ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri ( già condannato a nove anni per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione , nel processo nato dall'inchiesta « Codice interno ») e la moglie Maria Carmen Lorusso (a processo a dibattimento con le stesse accuse) avrebbero comprato un attico in via Melo 190, nel pieno centro di Bari, formalmente intestato a Lorusso e costato circa 600mila euro.
Per questo, Olivieri e la moglie (ex consigliera comunale di Bari, eletta nel 2019 e decaduta nel 2024, dopo l'arresto) potrebbero presto affrontare un nuovo processo. La Procura di Bari ha infatti chiesto il loro rinvio a giudizio, ipotizzando un vasto sistema di distrazione di fondi da società e dalla fondazione intestata alla madre dell’ex avvocato, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di sostenere un tenore di vita particolarmente elevato.
L’ex consigliere regionale, 64 anni, si trova ancora agli arresti domiciliari dopo aver trascorso oltre un anno in carcere. L'inchiesta «Codice interno» della Dda e della squadra mobile di Bari riguardava i presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria . Secondo l'accusa, nel 2019 Olivieri avrebbe raccolto i voti di tre clan di Bari per favorire l'elezione al consiglio comunale della moglie.
Il procedimento è approdato il 15 dicembre all’udienza preliminare nel corso della quale i difensori di Olivieri e Loruso hanno depositato una corposa documentazione, compresa una consulenza tecnica, con l’obiettivo di dimostrare la correttezza e la legittimità delle operazioni finite nel mirino della Procura. Il giudice ha aggiornato l’udienza al mese di marzo, quando proseguirà il confronto tra accusa e difesa sulla richiesta di rinvio a giudizio. A Olivieri e Lorusso vengono contestati i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori per una cifra complessiva vicina ai 4 milioni di euro .
Secondo l’ipotesi accusatoria, Olivieri si sarebbe appropriato di circa 2,7 milioni di euro riconducibili al fallimento della società barese Immoberdan , nata per realizzare un complesso edilizio in via Oberdan. Quelle somme, ritenute frutto della bancarotta, sarebbero state in parte giustificate con una parcella per attività legale giudicata dagli inquirenti priva di reale fondamento , e successivamente utilizzate – tra l’altro – per coprire alcune posizioni debitorie personali, inclusi gli assegni di mantenimento dovuti all’ex moglie e alla figlia. Un altro filone riguarda la Fondazione Maria Rossi : tra il 2015 e il 2021, Olivieri avrebbe incassato indebitamente circa 797mila euro derivanti dal “cinque per mille” e da donazioni private.
Tali fondi, secondo gli inquirenti, sarebbero transitati su conti correnti intestati a prestanome per poi essere impiegati nell’acquisto di un attico in via Melo 190, formalmente intestato a Maria Carmen Lorusso. Proprio questa operazione immobiliare è al centro dell’accusa di trasferimento fraudolento di valori contestata a entrambi i coniugi, in quanto ritenuta finalizzata a sottrarre il bene alle possibili azioni dei creditori e della giustizia.
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Fonte principale: CorriereBariLocal