Giustizia e separazione carriere, il viceministro Sisto cita Falcone: «era favorevole». Il procuratore di Bari, Rossi: «Non vali la punta delle sue scarpe»
Notizia relativa a Bari, pubblicata il 30/11/2025 13:00.
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Toni infuocati tra il magistrato e l'esponente di governo sulla riforma della giustizia varata dal governo
Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto
«Ti devi sciacquare la bocca quando parli di Falcone, non vali, e neanche io, la punta delle cose...» ha sbottato il magistrato indicando le sue scarpe e rivolgendosi al suo interlocutor e, l’esponente del governo Meloni. Ennesimo ed accesissimo confronto tra il capo della procura di Bari, Roberto Rossi, e il viceministro della Giustizia, nonché senatore di Forza Italia e penalista, Francesco Paolo Sisto . I due, entrambi baresi e legati da una lunga conoscenza, soprattutto professionale, sono tornati a stuzzicarsi e a duellare in un dibattito pubblico, questa volta durante il forum organizzato per celebrare i 25 anni di Repubblica Bari.
Sisto è tornato a spiegare e difendere la riforma che porterà alla separazione delle carriere dei magistrati ribadendo che «non è contro la magistratura, non è una riforma politica, ma è una riforma positiva che protegge il cittadino con un giudice terzo e imparziale che dà sicurezza». Di diverso avviso il procuratore Rossi secondo cui invece «questa norma serve, e lo dico riprendendo una intervista del ministro Nordio, a "far recuperare alla politica il suo primato costituzionale e a far recuperare alla politica quello spazio colmato dalla magistratura”».
Il confronto è salito nei toni quando il vice ministro Sisto ha ribadito che «ci sono tanti magistrati che sono venuti da me a dire di andate avanti con la riforma». «Sono fesserie» ha subito replicato Rossi, ma a questo punto l’esponente di governo ha controreplicato ricordando che anche il giudice Giovanni Falcone era d’accordo con la riforma che separa le carriere dei magistrati. Tesi che ha fatto alzare la tensione con Rossi che ha sbottato indicando le scarpe e dicendo al vice ministro di «sciacquarsi la bocca» quando si parla del giudice ammazzato dalla mafia 33 anni fa a Capaci. «Anche Maria Falcone, sua sorella, ha detto di lasciarlo stare, state zitti» ha ricordato il procuratore In realtà, sempre nel nome e nel ricordo di Falcone, Rossi e Sisto già qualche mese fa sono stati protagonisti a fine luglio scorso di un precedente e acceso confronto pubblico , questa volta sugli schermi dell’emittente pugliese Antenna Sud. In quella circostanza, ancor prima del voto definitivo del Parlamento, Sisto disse che la riforma della giustizia era ispirata a Falcone. Anche in quella circostanza il procuratore Rossi sbottò: «Smettetela di usare il giudice come una clava, è una vergogna. È facile far parlare i morti». E ancora prima, a febbraio, Rossi e Sisto si erano scontrati sul tema nel corso di un dibattito ospitato da Telebari . Anche in quella circostanza il viceministro ribadì che Falcone era favorevole alla separazione mentre il procuratori bollò l'affermazione dell'esponente di governo come «una bugia» grande quanto una casa.
Sulla vicenda è poi intervenuto il giorno dopo il deputaoto di Forza Italia, e vicepresidente della commissione giustizia, Enrico Costa . Il quale ha puntato l'indice contro il procuratore Rossi. Questa volta al centro delle polemiche non è finita la separazione delle carriere: la polemica infatti riguarda i dati del ministero . «Il procuratore della Repubblica di Bari - dice Costa - ha dichiarato pubblicamente che i dati del ministero della giustizia in merito all'accoglimento da parte dei giudici delle richieste di autorizzazione dei pubblici ministeri sono falsi. Ed ha detto che si assume la responsabilità delle sue parole. A questo punto se non dimostra ciò che afferma, la sua è diffamazione bella e buona e ne risponderà».
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20 novembre 2025 ( modifica il 20 novembre 2025 | 19:42)
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Fonte principale: CorriereBariLocal