Connie Sciannimanico, la funzionaria dell'Asl di Bari che intascava mazzette in borse di lusso. «Con i soldi vai in galera»
Notizia relativa a Bari, pubblicata il 20/12/2025 13:00.
Famiglia nel bosco, la curatrice dei bambini: «Sono educati e rispettosi, ma hanno difficoltà che non possono essere taciute»
Il gup del Tribunale l'ha condannata a quattro anni e sei mesi di reclusione, con lei hanno patteggiato (a cinque anni) due colleghi. In totale due condanne e otto patteggiamenti dopo gli arresti del novembre 2024
Molte delle borse di lusso che le erano state sequestrate, ritenute dall’accusa il «prezzo» ricevuto per mettere mano agli appalti della Asl di Bari in favore di imprenditori compiacenti , le saranno restituite, perché acquistate regolarmente grazie al proprio stipendio. Questo però non ha salvato Concetta «Connie» Sciannimanico , ex funzionaria dell’azienda sanitaria, dalla condanna a quattro anni e sei mesi (in abbreviato) per associazione a delinquere e corruzione: la donna, assistita dagli avvocati Gaetano e Vito Sassanelli, è stata riconosciuta partecipe dell’associazione - e non organizzatrice, come sostenuto dalla Procura - dalla gup Valeria Isabella Valenzi, che oltre lei ha condannato a tre anni di reclusione anche il rappresentante Giuseppe Rucci , imputato per aver corrotto un funzionario relativamente a un appalto di distribuzione di gas medicali nell’ospedale Di Venere.
Oltre alle condanne di Sciannimanico e Rucci, però, sono stati ratificati i patteggiamenti anche di altri otto imputati . Per gli ex funzionari della Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis la pena concordata è di cinque anni di reclusione, pene più lievi - tra i tre anni e otto mesi e i due anni e sei mesi - per gli imprenditori Giovanni Crisanti, Ignazio Gadaleta, Nicola Murgolo, Nicola Minafra e Cataldo Perrone. La pena di tre anni è stata concordata invece per Paola Andriani, moglie di Iacobellis.
Nel processo erano costituite come parti civili la Regione Puglia e la Asl di Bari, nei cui confronti sarà riconosciuto un risarcimento . L’inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal Procuratore Roberto Rossi e dalla pm Savina Toscani, portò agli arresti del novembre 2024 per i reati, contestati a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso, turbata libertà degli incanti e subappalti illeciti. Un «sistema di corruzione diffuso all’interno della Asl barese», scrissero gli inquirenti , da cui emerse un «quadro inquietante di collusione e mercificazioni seriali della funzione pubblica».
Tra gli appalti finiti nel mirino della finanza anche quello per la realizzazione del «gabbione» all’ospedale San Paolo di Bari, cioè il reparto dei detenuti ricoverati, e quello della «Casa della Salute» di Giovinazzo. In cambio degli appalti, i funzionari avrebbero ricevuto contanti, regali e lavori di ristrutturazione in casa . Gli indagati, per eludere eventuali cimici, parlavano tra loro dopo aver lasciato i cellulari in stanze diverse e si scambiavano soldi lasciandoli nelle giacche o in borse lasciate nelle macchine.
Il sistema, come rivelano alcune intercettazioni della stessa Sciannimanico, sarebbe andato avanti per diverso tempo: «È pericoloso, bisogna fare molta, molta, molta attenzione... non è più come una volta, prima era più facile», dice in una conversazione captata dagli inquirenti, riferendosi alle mazzette. E ancora: «Con i soldi te ne vai in galera». Sciannimanico, come i suoi ex colleghi, finì in carcere al momento dell’arresto ed è da tempo ai domiciliari. In una lunga memoria ammise le tangenti e chiese scusa: «Purtroppo mi sono resa conto solo oggi della gravità di queste condotte (...) Sono profondamente e sinceramente pentita di quanto fatto».
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Puglia
17 dicembre 2025 ( modifica il 17 dicembre 2025 | 11:26)
Ti informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla volta
Questo messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.
Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi /accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).
Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.
Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui
Fonte principale: CorriereBariLocal