Bari, sigilli al tesoro da 35 milioni dei fratelli Antro: case a Cortina e ville a Porto Rotondo

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 04/12/2025 13:00.
La prescrizione delle accuse contestate a loro carico non salva i fratelli Erasmo e Alviero Antro dal sequestro di beni: la Guardia di finanza ha notificato loro un decreto del Tribunale di prevenzione, emesso su richiesta del procuratore di Bari, Roberto Rossi, e della pm Silvia Curione .
Il sequestro di beni per circa 35 milioni di euro riguarda, tra lâaltro, appartamenti a Cortina dâAmpezzo, Milano e Bari, due ville a Porto Rotondo e Rosa Marina di Ostuni. Inoltre, numerosi compendi aziendali, ubicati in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e a Roma, attività commerciali di bar e ristorazione, nonché i rapporti finanziari intestati agli Antro o a quelli che vengono considerati i loro prestanome.
Il provvedimento è lâepilogo di una vicenda giudiziaria che va avanti da oltre 13 anni: nel 2012 alcune società della loro galassia imprenditoriale (operative nel settore dellâedilizia) furono sequestrate e i due fratelli arrestati. Nel settembre 2022 il principale processo penale a loro carico si è concluso con la prescrizione di molti reati. Si trattava della vicenda del presunto pagamento da 20 milioni da parte della Provincia di Bari per lavori mai eseguiti.
Altri procedimenti penali avevano riguardato reati che la Procura definisce âlucrogeneticiâ quali truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta, anchâessi in qualche caso prescritti. Da tutte quelle contestazioni, gli investigatori sono partiti, ritenendo che dimostrassero âspiccata propensione a commettere reati in modo non episodico ma abitualeâ.
Successivamente, hanno appurato come âle acquisizioni immobiliari e societarie dagli stessi effettuate costituissero il frutto delle attività illecite o del reimpiego delle risorse indebitamente accumulateâ. Tali circostanze ne hanno quindi consentito la qualificazione di soggetti âsocialmente pericolosiâ, che - nel periodo dal 2006 al 2013 e nel 2023 il primo, e dal 2017 al 2019 il secondo â avrebbero vissuto, anche in parte, con i proventi di attività delittuose. Allâesito dellâindagine economico-patrimoniale, i pm hanno ritenuto che la capacità reddituale lecita degli Antro e dei loro familiari non fosse tale da giustificare lâaccrescimento patrimoniale avvenuto tramite lâacquisto di numerosi immobili di pregio.
Gli elementi investigativi hanno consentito, infine, di accertare come entrambi i fratelli abbiano fatto ricorso a persone di fiducia allo scopo di celare la proprietà dei beni immobili, mobili e societari, mantenendone, di fatto la disponibilità , al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale. A conclusione delle operazioni di sequestro, la Guardia di finanza procederà allâimmissione in possesso della totalità dei beni, per un valore complessivo stimato di circa 35 milioni di euro, dellâamministratore giudiziario, nominato dal Tribunale.
Fonte principale: RepubblicaBariLocal