Bari ricorda Benedetto Petrone a 48 anni dall'omicidio: "Martire laico della Repubblica"

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 29/11/2025 13:00.
A 48 anni dal suo omicidio, la città di Bari ha ricordato questa mattina Benedetto Petrone, il giovane militante comunista, ucciso nel corso di un'azione da parte di alcuni militanti fascisti il 28 novembre 1977, in piazza Prefettura.
All'appuntamento, che ha visto la deposizione di una corona di fiori nella strada che porta il suo nome, e successivamente presso la lapide commemorativa in piazza Libertà, hanno partecipato il sindaco, Vito Leccese, i familiari e la sorella di Benedetto, Porzia Petrone, le presidenti del Municipio I Annamaria Ferretti e del Municipio IV Maria Chiara Addabbo, la presidente della sezione Anpi di Bari Rosaria Lopedote, i rappresentanti del Comitato XXVIII Novembre e del coordinamento antifascista (composto da Anpi, Arci, Cgil, Libera, Udu, Uds e Zona Franka).
"Bari - ha commentato il sindaco Vito Leccese - ha saputo essere cerniera e baluardo in uno dei momenti più decisivi per la nostra Nazione: la lotta di Resistenza e la successiva liberazione dalla tirannia nazifascista – ha spiegato il sindaco Vito Leccese -. Il nostro impegno civico oggi non può prescindere dalla viva memoria di questa pagina storica e, in particolare, di persone come Benedetto Petrone. Ricordiamo la sua figura non solo come vittima di un brutale omicidio ma come martire laico di una Repubblica che ancora doveva trovare la sua piena realizzazione. Uso la parola martirio perché si trattò del violento tentativo di spezzare un’idea: quell’anelito di libertà, pace e democrazia che animava i giovani, in particolare il movimento studentesco del ’77. In lui e nel suo tragico destino si riflette la fragilità e al contempo la necessità di difendere i valori cardine del nostro patto sociale. Quel sogno, nato dalle piazze e dalle speranze di una generazione, fu interrotto dalla violenza cieca di mani neofasciste. Il suo sacrificio impone a tutti noi, oggi, di non considerare mai acquisiti i principi della nostra Costituzione, ma di coltivarli con vigilanza e coraggio contro ogni deriva autoritaria".
"Vedere qui tutte queste persone significa che dopo 48 anni la sua storia non è stata dimenticata – ha detto Porzia Petrone, sorella di Benedetto -. Ciò che dico ai giovani è che loro rappresentano il nostro domani e sono loro a dover raccogliere il testimone del messaggio portato da Benedetto".
Nel febbraio 2024, la Procura di Bari, in seguito alla riapertura delle indagini, aveva iscritto sei persone nel registro degli indagati . Per l'omicidio di Benedetto Petrone, infatti, fu condannato solo Giuseppe Piccolo - inizialmente a una pena di 22 anni comminata dalla Corte d'Assise di Bari, ridotta in appello a 16 anni nel 1982 - il quale, due anni dopo la sentenza di secondo grado, morì suicida in carcere. Nell'aprile 2025, è poi seguita una seconda richiesta di archiviazione , a cui si erano opposti l'Anpi e la sorella di Petrone.
Fonte principale: BariTodayLocal