Bari, la storica macelleria diventerà una casa vacanze: “Qui hanno mangiato Wojtyla e Carla Fracci”

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 28/12/2025 13:00.
Câera una volta al civico 188 di via Calefati la storica macelleria Bux. Da gennaio il locale al piano terra, che si estende su una cinquantina di metri quadrati, diventerà una casa vacanza. à una delle tante trasformazioni di locali i cui proprietari hanno chiesto il cambio di destinazione dâuso, anche per effetto del boom turistico in città . Il proprietario, Nicola Bux , 68 anni, ha deciso a un anno dalla chiusura â dopo 55 di attività â di rimettersi in gioco.
«Ho ricevuto molte richieste di vendita per trasformare il locale in un box per le auto â racconta â ma con la mia famiglia abbiamo deciso di resistere. Non sarebbe bello vedere la città trasformata in una specie di dormitorio». Proprio di fronte allâex macelleria fino a poco tempo fa câera un bar che è diventato un posto auto. Stesso destino per un altro negozio di abbigliamento in via Dante di cui erano proprietarie tre sorelle, che è stato venduto e trasformato in un garage.
Il nuovo nome dellâormai ex macelleria sarà ispirato al patrono San Nicola. «A occuparsene sarà mia figlia Rossella, così io potrò fare il nonno e godermi le passeggiate per le strade della città », continua Bux. Quelle stesse strade che fino a poco tempo fa guardava attraverso la vetrina del locale in cui lavorava da quando aveva 12 anni. Figlio di Cosimo Bux , Nicola nella macelleria è praticamente nato e cresciuto. Sino al 1964 la sede era qualche isolato più giù, prima dellâinizio del quartiere Libertà , ad angolo con via Quintino Sella, poi si sono trasferiti nel locale in via Calefati.
«Era ora di ritirarmi e i nostri clienti più affezionati lo hanno compreso. Questo è un lavoro in via di estinzione, i giovani preferiscono fare altro». Fra i tanti clienti, Bux ne ricorda due in particolare: papa Giovanni Paolo II e lâétoile Carla Fracci. Il pontefice fece visita a Bari nel 1984 e la macelleria fu scelta per completare il menù. «Si racconta che fece il bis soltanto della carne â dice â Allâepoca non câerano i telefoni e non si usava molto scattare le foto, ma ricordo come se fosse ieri quando Carla Fracci , ospite in città da una sua amica che abitava in Putignani, prima di rientrare veniva in macelleria e ordinava diversi pacchetti da tre capi di salsiccia lâuno. Mangiava pochissimo, ma amava quella specialità ». Tra le pagine del passato câè anche una dedicata a un monumento simbolo della città : palazzo Starita, tra piazza del Ferrarese e Mercantile. Ha riaperto le porte da pochi giorni dopo i lavori di restauro durati due anni. «Da ragazzo andavo in bicicletta a consegnare la carne a palazzo Starita â conclude â Câera un alone di mistero intorno a quellâedificio settecentesco. Ricordo che le cameriere non sapevano nemmeno quante stanze ci fossero, per quanto era grande».
Fonte principale: RepubblicaBariLocal