Bari, ferirono un 25enne che voleva controllare lo spaccio nel quartiere Carrassi: quattro arresti nel clan Palermiti

Notizia relativa a Bari, pubblicata il 09/12/2025 13:00.
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Operazione dei carabinieri e della Dda: la vittima, colpita alle gambe, avrebbe sfruttato l'assenza del capoclan per scalare le gerarchie e per questo sarebbe stato ferito
Un'importante operazione di contrasto alla criminalità organizzata è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Bari, che su richiesta della Dda , hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di quattro persone. Gli indagati, tutti ritenuti vicini al clan Palermiti , sono accusati a vario titolo di tentato omicidio premeditato e porto illegale di arma da fuoco, con l’aggravante delle modalità mafiose.
L'operazione fa luce sulla sparatoria avvenuta il 28 dicembre 2023 nel quartiere Carrassi , nella quale un giovane rimase ferito alla schiena e alle gambe . Un agguato che, secondo gli inquirenti, aveva tutte le caratteristiche di un regolamento di conti interno per la supremazia sul territorio. La sparatoria si consumò in una fascia oraria di elevata frequentazione, intorno alle ore 20, e nel pieno del periodo delle festività natalizie.
La vittima, mentre percorreva a bordo del proprio motociclo l’intersezione tra via Timavo, via Petrera e via Montegrappa – un'arteria stradale caratterizzata da intenso flusso veicolare e presenza di esercizi commerciali – fu raggiunta da almeno quattro colpi d’arma da fuoco , il tutto sotto gli occhi di ignari passanti. Una esecuzione plateale che ha sin da subito indirizzato le indagini verso la matrice mafiosa, volta a esercitare una dimostrazione di forza e controllo sul quartiere.
Le indagini hanno permesso di ricostruire i fatti e di individuare il movente del tentato omicidio in dinamiche di potere interne al mondo criminale. Secondo l’accusa, la vittima avrebbe tentato di approfittare della lunga detenzione del referente del clan nel quartiere Carrassi per assumere il controllo dei traffici illeciti della zona . Ciò avrebbe innescato la reazione violenta dei quattro indagati, con il preciso scopo di interrompere la scalata e ribadire la propria egemonia sul territorio.
Le indagini dei carabinieri si sono avvalse di una combinazione di strumenti investigativi: servizi di osservazione, pedinamenti e intercettazioni. Fondamentale è risultato l'apporto delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia , che hanno fornito riscontri interni alle logiche del clan. Decisiva, infine, è stata la testimonianza di un militare dell’arma dei Carabinieri che, trovandosi per caso sul posto, ha assistito all’evento, fornendo elementi probatori cruciali per l'identificazione e l'accusa.
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2 dicembre 2025 ( modifica il 2 dicembre 2025 | 11:40)
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Fonte principale: CorriereBariLocal