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Aggiornamento - L’Exultet di Bari ha mille anni: notte bianca per lasciarsi incantare dai tesori della Cattedrale

3 dicembre 2025 di
Aggiornamento - L’Exultet di Bari ha mille anni: notte bianca per lasciarsi incantare dai tesori della Cattedrale
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L’Exultet di Bari ha mille anni: notte bianca per lasciarsi incantare dai tesori della Cattedrale

Aggiornamento delle ore 04:03.

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 03/12/2025 13:00.

Bari, in Cattedrale. La notte di Pasqua di un anno imprecisato all’inizio dell’XI secolo. Il diacono sale sull’ambone e inizia a intonare un canto, seguendone il testo e la notazione musicale non su un libro dalla forma consueta, ma su un rotolo di pergamena che pian piano lascia ricadere verso il pavimento. Lo strano libro suscita meraviglia per più di un motivo: non soltanto per il formato (all’epoca i libri erano in forma di codice, simili ai nostri libri a stampa), ma anche perché la scrittura è intervallata da una serie di straordinarie miniature che appaiono capovolte rispetto al testo. Difatti, mentre la melodia vocale si diffonde nell’aria, il libro si srotola dall’alto mostrando gradualmente la scrittura rovesciata e le miniature disposte a favore dello sguardo di chi osserva la scena.

Con la preghiera, la più importante di tutto l’anno liturgico, si annuncia solennemente la resurrezione di Cristo e si invita il creato a esultare. L’esortazione con cui si apre (exultet in latino) ha dato il nome al testo e al rotolo che lo contiene. Durante la cerimonia, il canto accompagna la benedizione del cero pasquale, simbolo della luce che torna a risplendere dopo le tenebre. Allo stesso modo, la penombra nella quale la chiesa è avvolta all’inizio della veglia si accende realmente, vivificata nei suoi colori e nelle sue architetture dalle fiammelle del cero e delle altre candele. Il rotolo che costituisce il fulcro potente di questa liturgia si è conservato tra i tesori della Cattedrale sino a oggi. Noto com e Exultet 1 , è stato prodotto non oltre l’anno 1025, quando a Costantinopoli muore Basilio II, rappresentato in una delle miniature del rotolo insieme al fratello Costantino VIII, col quale ha regnato.

Nel 2025, pertanto, il rotolo festeggia simbolicamente il suo primo millenio di vita. La Bari che ne vede la luce è una capitale bizantina, presidiata dal catapano (o catepano), l’alto ufficiale che governa i territori posseduti dall’impero in Italia meridionale (grossomodo coincidenti con le attuali regioni di Puglia, Basilicata e Calabria); una città che vive, all’inizio del secolo XI, una straordinaria fase di rinnovamento urbanistico, sociale, economico, e che è attraversata da gruppi etnici diversi (bizantini e longobardi, ovviamente, ma anche ebrei, musulmani, armeni, slavi). La chiesa per la quale il rotolo è prodotto non è la Cattedrale romanica che oggi ammiriamo, fatta costruire dal vescovo Bisanzio soltanto nel 1034, ma quella di origine paleocristiana, i cui resti si possono visitare sotto l’attuale edificio, nell’area archeologica del soccorpo.

Tutto questo è riflesso, in maniera vivida e suggestiva, nell’Exultet 1. Del resto, un libro manoscritto non è mai soltanto un libro. Se opportunamente indagato, sa raccontare molteplici storie attraverso ognuno degli elementi che lo compongono: il testo, senza dubbio, ma anche la sua struttura materiale, le scritture che su di esso si sono stratificate durante i secoli, le miniature e le decorazioni, l’apparato musicale. Tali caratteristiche, sia considerate di p er sé sia intrecciate con gli altre, possono aiutare a svelare aspetti importanti del contesto nel quale quel libro è stato pensato, allestito e adoperato.

L’Exultet 1 non è il solo rotolo medievale conservato a Bari. Restaurato tra il 2019 e il 2020, è attualmente esposto in un nuovo, coinvolgente allestimento presso il Museo Diocesano cittadino insieme ad altri 3 rotoli liturgici: due Exultet più tardi del primo, realizzati rispettivamente nell’XI secolo inoltrato e nel XIII, e un benedizionale quasi coevo all’Exultet 1, risalente alla metà del secolo XI. Questi quattro tesori inestimabili, ammirati dalla moltitudine di turisti che, durante tutto l’anno, visitano le sale del Museo, attendono impazienti che la loro città venga a incontrarli e a riconoscere in loro un frammento prezioso della propria storia.

Proprio oggi allora, alle 17,30 negli spazi della Sala Odegitria della Cattedrale, l’archeologa Donatella Nuzzo, la storica dell’arte Lucinia Speciale e chi scrive, storico del libro e della scrittura, proporranno un racconto a tre voci sull’Exultet 1 e sulla Bari bizantina. A seguire, dalle 19 sino alle 21, il Museo Diocesano aprirà le sue porte per accogliere gratuitamente i visitatori nella sala dedicata ai rotoli medievali, con guide a cura di studiose e studiosi del Dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica dell’Università di Bari. L’iniziativa è in piena sintonia con lo spirito che anima la Convenzione di Faro del 2005: a Bari come altrove, la partecipazione consapevole e attiva della comunità e del territorio è indispensabile per la costruzione di un solido processo di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Fonte principale: RepubblicaBariLocal

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